“La vita come deve si perpetua, dirama in mille rivoli. La madre spezza il pane tra i piccoli, alimenta il fuoco; la giornata scorre piena o uggiosa, arriva un forestiero, parte, cade neve, rischiara o un’acquerugiola di fine inverno soffoca le tinte, impregna scarpe e abiti, fa notte. È poco, d’altro non vi sono segni”

Mario Luzi

Silvia Maiuri

“Misericordia” di Emma Dante è una reazione fisica

Compassione, empatia, ascolto, pietà, assenza di giudizio, inclinazione al soccorso. Misericordia è una reazione fisica, prima che intellettiva, alla durezza del mondo. Attraverso il gesto scomposto e spastico di Simone Zambelli, Italia Carroccio, Manuela Lo Sicco e Leonarda Saffi passa il messaggio che Emma Dante vuole dedicare al suo pubblico, che è un invito all’accoglienza, contro l’indifferenza al dolore.

Un mare di lacrime firmato Roth/Marthaler

C’è una farmacia che non cura, ci sono cinque farmaciste che pronunciano un giuramento che non dà speranza di guarigione e, invece che assicurare la riuscita dei farmaci, a centinaia esposti sugli scaffali che riempiono la scena, elencano gli effetti collaterali riportati sui bugiardini come minacce.

“Architecture”: Pascal Rambert in Italia a Vie Festival

Architecture è la nuova opera del drammaturgo e regista Pascal Rambert presentata a Bologna, all’Arena del Sole, il 22 febbraio in occasione di Vie Festival, dopo il debutto ad Avignone in luglio. Quando le luci si abbassano, sul palcoscenico appare un piccolo coro in posizione circolare al centro del quale una donna, Marie-Sophie (Marie-Sophie Ferdane), dall’aspetto di una Grazia, dà un accordo di violino; tutti si piegano in un plié: Canto e ballo riporta la didascalia nel testo tradotto dal francese da Chiara Elefante.

“La valle dell’Eden”: come Latella rilegge Steinbeck

Sono trascorsi diversi giorni da quando La valle dell’Eden, adattamento teatrale di John Steinbeck per la regia di Antonio Latella, ha debuttato il 6 novembre al Teatro Arena del Sole, che lo produce e ora, mentre ne scrivo, è già in tournée. Molto atteso dal pubblico bolognese, lo spettacolo è stato preceduto da un anno di appuntamenti con la lettura a puntate del romanzo dello scrittore americano − titolo originale East of Eden − da cui la drammaturga Linda Dalisi, insieme al regista, hanno tratto la materia scritta di quello che è risultato un “kolossal” teatrale.

"Cesure". Il festival della residenza al TMO di Palermo

La residenza è il tempo della creazione, svincolato dalle logiche della produzione seriale e la cui scadenza è posta dal raggiungimento di un risultato valido per chi crea. In Italia i teatri occupati rappresentano questa possibilità: sono degli “spazi vuoti” di creazione che si aprono alle compagnie “in cerca di tempo”.

“Il coro di Babele”: un racconto fatto di tante storie

Chi di noi, giovani migranti italiani, può ancora dire di riconoscersi oggi in una sola bandiera, in quella tricolore? Verde, bianco, rosso. Chi di noi, giovani, può ancora credere vivamente che il futuro sia molto diverso dal presente? Chi di noi, migranti, può ancora fare differenze tra il compaesano e lo straniero? Chi di noi, italiani, non conosce ancora Babele?

A Palermo il Festival Presente Futuro va oltre il teatro

Il Teatro Libero con il Festival Presente Futuro, giunto alla tredicesima edizione, sceglie di mostrare la “forma” contemporanea sul piccolo palcoscenico di Piazza Marina. E di forma si parla poiché non si può parlare solo di teatro riferendosi agli spettacoli in rassegna, né solo di danza o di performance.

La veglia rabbiosa di Palazzolo e Luna

La veglia è l’ultimo monologo di Rosario Palazzolo, andato in scena al Teatro Biondo di Palermo in marzo. Terza parte della trilogia Santa Samanta VS − sciagura in tre mosse, è affidato a Filippo Luna nei panni di Carmela, madre della “santa” in terra Samanta: guaritrice, dispensatrice di miracoli (ciò che tutti vogliono), vittima di un compito troppo grande per una giovane donna.

La regia censurata: il “Guillaume Tell” di Michieletto

Quando nel 2015 al Covent Garden di Londra andò in scena la prima del Guillaume Tell di Damiano Michieletto il pubblico reagì molto male a una scena di stupro collettivo su una donna, da parte dell’esercito, al culmine del terzo atto. Questa scena sostituiva l’imposizione di Gesler, capo dell’esercito, sul popolo svizzero di inginocchiarsi davanti al suo cappello per il centenario della dominazione austriaca; atto che faceva sorgere il senso di rivalsa e dava il via alla ribellione svizzera di cui capofila era Guillaume, l’eroe sovversivo che non si era inchinato.

“VANGELO#2”: il sodalizio tra Sieni, Cuticchio e Palermo

L’arte del gesto di Virgilio Sieni è una lezione sul movimento, che si configura come “esperienza della vicinanza” tra i copri dei danzatori, alla ricerca della “risonanza” che permette, appunto, al gesto di liberarsi e riverberare. L’Opera dei pupi di Mimmo Cuticchio è di antica tradizione: una forma d’arte la cui natura è rimasta immutata nel tempo e che, insieme alla danza, più risente delle “risonanze” interne al suo esecutore. Da qualche tempo, a Palermo, L’arte del gesto ha trovato nell’Opera dei pupi una compagna muta, ma non silenziosa: Virgilio Sieni lavora con uomini e pupi e, al suo fianco, il maestro Mimmo Cuticchio lavora con pupi e uomini.

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