“La sua vita fu un gomitolo di illuminazioni e di sbagli”

Il'ja Grigor'evič Ėrenburg, su Marina Ivanovna Cvetaeva

Silvia Maiuri

A Palermo il Festival Presente Futuro va oltre il teatro

Il Teatro Libero con il Festival Presente Futuro, giunto alla tredicesima edizione, sceglie di mostrare la “forma” contemporanea sul piccolo palcoscenico di Piazza Marina. E di forma si parla poiché non si può parlare solo di teatro riferendosi agli spettacoli in rassegna, né solo di danza o di performance.

La veglia rabbiosa di Palazzolo e Luna

La veglia è l’ultimo monologo di Rosario Palazzolo, andato in scena al Teatro Biondo di Palermo in marzo. Terza parte della trilogia Santa Samanta VS − sciagura in tre mosse, è affidato a Filippo Luna nei panni di Carmela, madre della “santa” in terra Samanta: guaritrice, dispensatrice di miracoli (ciò che tutti vogliono), vittima di un compito troppo grande per una giovane donna.

La regia censurata: il “Guillaume Tell” di Michieletto

Quando nel 2015 al Covent Garden di Londra andò in scena la prima del Guillaume Tell di Damiano Michieletto il pubblico reagì molto male a una scena di stupro collettivo su una donna, da parte dell’esercito, al culmine del terzo atto. Questa scena sostituiva l’imposizione di Gesler, capo dell’esercito, sul popolo svizzero di inginocchiarsi davanti al suo cappello per il centenario della dominazione austriaca; atto che faceva sorgere il senso di rivalsa e dava il via alla ribellione svizzera di cui capofila era Guillaume, l’eroe sovversivo che non si era inchinato.

“VANGELO#2”: il sodalizio tra Sieni, Cuticchio e Palermo

L’arte del gesto di Virgilio Sieni è una lezione sul movimento, che si configura come “esperienza della vicinanza” tra i copri dei danzatori, alla ricerca della “risonanza” che permette, appunto, al gesto di liberarsi e riverberare. L’Opera dei pupi di Mimmo Cuticchio è di antica tradizione: una forma d’arte la cui natura è rimasta immutata nel tempo e che, insieme alla danza, più risente delle “risonanze” interne al suo esecutore. Da qualche tempo, a Palermo, L’arte del gesto ha trovato nell’Opera dei pupi una compagna muta, ma non silenziosa: Virgilio Sieni lavora con uomini e pupi e, al suo fianco, il maestro Mimmo Cuticchio lavora con pupi e uomini.

“Womb Tomb”: kolossal, ermetismo e confusione

Forte di una preziosa estetica contemporanea lo scenografo Simone Mannino con Womb Tomb si sperimenta regista: ha debuttato l’11 ottobre in prima nazionale al Teatro Biondo, ospite di Teatro Bastardo, il festival palermitano della scena contemporanea.

Il "Cantico" di Latini. Un maledetto che canta amore

Con un giglio tra le mani e la bocca impastata di rossetto Roberto Latini è un maledetto che canta amore. Uno senza tetto e senza destino che sta su una panchina e diventa protagonista d’un surreale quadro radiofonico. A testa bassa, sudicio, canta amore per strada, nel parco, in un sogno, ma nessuno gli crederà. Perché lui è l’anonimo interprete di un canto inconscio; è nessuno che parla: non è un re né la sua concubina, non è mirra, vino, latte, non è un giardino né un monte, non è un gregge né un cervo, una gazzella, non è Gerusalemme. Lui non è altro che un barbone, androgino, sconosciuto, con un giglio tra le mani che canta amore.

Teatro Bastardo: "A testa sutta" di Rondinelli e Carta

C’è a Palermo una scala cromatica di giudizio che indica gli scuri quali figli degli arabi e i biunni discendenti direttissimi dei normanni. A chi spetta l’appellativo di straniero, oggi, è difficile da dire. Tanti miscugli hanno portato paradossalmente a strani giudizi: la verità è che siamo miscellanea ma non sempre lo ricordiamo.

Saverio La Ruina nella Palermo di Teatro Bastardo

La diversità è ricchezza, e noi siamo ricchi, ricchi e bastardi.
Qui a Palermo siamo nati dalla mescolanza e siamo cresciuti imparando ad accogliere; nel porci un “confine” ci siamo allargati invece che chiuderci, perché spesso è stato proprio dal contatto con il confine che sono venuti fuori gli elementi migliori di quella che oggi, nel 2018 e da sempre, è la Capitale Europea della Cultura.

"Erodiàs", passione e tormento

Erodiàs è il più violento dei Tre Lai di Giovanni Testori (insieme a Cleopatràs e Mater Strangosciàs) messo in scena dalla coppia Martinelli/Fracassi (Teatro i) e presentato a Short Theatre.
Erodiade fu la concubina di Erode, colei che pretese dal re la testa del Battista per vendetta e in contraccambio per la figlia Salomè. Lei, personaggio cui le sacre scritture accennano con attenta parsimonia, si rivela nella versione del Testori un’energia, e insieme un corpo, carica di ambiguità, conflittualità, bipolarismo.

I "gender hacker" dei Motus

Quest’anno per Short Theatre, l’appuntamento teatrale che precede l’inizio della stagione romana, il direttore artistico Fabrizio Arcuri ha scelto il tema Lo Stato Interiore che descrive come: “Un’ecologia del sé come Stato Interiore, nell’accezione politica di stato, in relazione alla nostra condizione individuale di territorio con i suoi valori, i suoi confini e la sua libertà”.

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