“È stupefacente che non ci ritroviamo la mattina, tutti, tutti noi napoletani, in un meraviglioso Eden di cartapesta, come ce l'hanno rappresentato”. 

Giuseppe Patroni Griffi

Silvia Maiuri

“VANGELO#2”: il sodalizio tra Sieni, Cuticchio e Palermo

L’arte del gesto di Virgilio Sieni è una lezione sul movimento, che si configura come “esperienza della vicinanza” tra i copri dei danzatori, alla ricerca della “risonanza” che permette, appunto, al gesto di liberarsi e riverberare. L’Opera dei pupi di Mimmo Cuticchio è di antica tradizione: una forma d’arte la cui natura è rimasta immutata nel tempo e che, insieme alla danza, più risente delle “risonanze” interne al suo esecutore. Da qualche tempo, a Palermo, L’arte del gesto ha trovato nell’Opera dei pupi una compagna muta, ma non silenziosa: Virgilio Sieni lavora con uomini e pupi e, al suo fianco, il maestro Mimmo Cuticchio lavora con pupi e uomini.

“Womb Tomb”: kolossal, ermetismo e confusione

Forte di una preziosa estetica contemporanea lo scenografo Simone Mannino con Womb Tomb si sperimenta regista: ha debuttato l’11 ottobre in prima nazionale al Teatro Biondo, ospite di Teatro Bastardo, il festival palermitano della scena contemporanea.

Il "Cantico" di Latini. Un maledetto che canta amore

Con un giglio tra le mani e la bocca impastata di rossetto Roberto Latini è un maledetto che canta amore. Uno senza tetto e senza destino che sta su una panchina e diventa protagonista d’un surreale quadro radiofonico. A testa bassa, sudicio, canta amore per strada, nel parco, in un sogno, ma nessuno gli crederà. Perché lui è l’anonimo interprete di un canto inconscio; è nessuno che parla: non è un re né la sua concubina, non è mirra, vino, latte, non è un giardino né un monte, non è un gregge né un cervo, una gazzella, non è Gerusalemme. Lui non è altro che un barbone, androgino, sconosciuto, con un giglio tra le mani che canta amore.

Teatro Bastardo: "A testa sutta" di Rondinelli e Carta

C’è a Palermo una scala cromatica di giudizio che indica gli scuri quali figli degli arabi e i biunni discendenti direttissimi dei normanni. A chi spetta l’appellativo di straniero, oggi, è difficile da dire. Tanti miscugli hanno portato paradossalmente a strani giudizi: la verità è che siamo miscellanea ma non sempre lo ricordiamo.

Saverio La Ruina nella Palermo di Teatro Bastardo

La diversità è ricchezza, e noi siamo ricchi, ricchi e bastardi.
Qui a Palermo siamo nati dalla mescolanza e siamo cresciuti imparando ad accogliere; nel porci un “confine” ci siamo allargati invece che chiuderci, perché spesso è stato proprio dal contatto con il confine che sono venuti fuori gli elementi migliori di quella che oggi, nel 2018 e da sempre, è la Capitale Europea della Cultura.

"Erodiàs", passione e tormento

Erodiàs è il più violento dei Tre Lai di Giovanni Testori (insieme a Cleopatràs e Mater Strangosciàs) messo in scena dalla coppia Martinelli/Fracassi (Teatro i) e presentato a Short Theatre.
Erodiade fu la concubina di Erode, colei che pretese dal re la testa del Battista per vendetta e in contraccambio per la figlia Salomè. Lei, personaggio cui le sacre scritture accennano con attenta parsimonia, si rivela nella versione del Testori un’energia, e insieme un corpo, carica di ambiguità, conflittualità, bipolarismo.

I "gender hacker" dei Motus

Quest’anno per Short Theatre, l’appuntamento teatrale che precede l’inizio della stagione romana, il direttore artistico Fabrizio Arcuri ha scelto il tema Lo Stato Interiore che descrive come: “Un’ecologia del sé come Stato Interiore, nell’accezione politica di stato, in relazione alla nostra condizione individuale di territorio con i suoi valori, i suoi confini e la sua libertà”.

L’identità aliena di CrashTest Festival 2017

Il teatro contemporaneo è la casa degli alieni: il diverso, l’estraneo, lo straniero. Queste le premesse di CrashTest Festival 2017 che quest’anno, giunto alla sesta edizione, con il tema ALIENI richiama a gran voce sul suo palcoscenico incontri ravvicinati con l’altro. E nell’incontro sta sempre una ricerca: pare impossibile nell’arte che un uomo si avvicini a un altro senza innescare un intreccio comune d’intenti o, semplicemente, una qualche indagine, spesso interiore, spesso ciclica, viva da sempre; un cortocircuito scatta quando ci incontriamo. Quale ricerca più battuta di quella identitaria?

L'esperimento italiano di "Almost, Maine"

Almost Maine è una cittadina fantasma, così piccola e tanto “di passaggio” che non si trova, a volerla cercare, su nessuna mappa. “Quasi” Maine nella traduzione italiana curata dalla compagnia Teatrocasa per la regia di Ramón Garrido, che mette in scena il testo del drammaturgo nordamericano John Cariani per la prima volta nel nostro Paese.

"TROILOvsCRESSIDA". Amore e potere secondo ricci/forte

Troilo e Cressida sveglia incubi e ambiguità. Considerata opera “post-moderna", questo pezzo shakespeariano, infatti, non sceglie una linea comune: il tono, che oscilla tra la commedia e la tragedia, carico di erotica esuberanza e incitata moralità insieme, nel tempo ha messo in crisi il lettore sulla reazione da avere di fronte alle vicende dei personaggi, Greci e Troiani in balia delle effimere emozioni dell’amore e del potere.

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