“La storia è un profeta con lo sguardo rivolto all’indietro: da ciò che fu e contro ciò che fu annuncia ciò che sarà”

Eduardo Galeano

Sabato, 14 Ottobre 2017 00:00

Saverio La Ruina nella Palermo di Teatro Bastardo

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La diversità è ricchezza, e noi siamo ricchi, ricchi e bastardi.
Qui a Palermo siamo nati dalla mescolanza e siamo cresciuti imparando ad accogliere; nel porci un “confine” ci siamo allargati invece che chiuderci, perché spesso è stato proprio dal contatto con il confine che sono venuti fuori gli elementi migliori di quella che oggi, nel 2018 e da sempre, è la Capitale Europea della Cultura.

Se nella storia le brutture, moltissime ed evidenti, hanno prevaricato la bellezza di questa città è anche colpa nostra che, paghi di vivere in una città “eterna”, ci siamo addormentati convinti che il sole avrebbe continuato a battere forte per sempre sulle nostre rovine. Ma in questa perenne primavera, mentre la cattiva storia mieteva vittime, crescevano negli angoli i “ribelli” che unendosi hanno raccontato con l’arte la nascosta meraviglia della vita. Bagliori nel buio.
Questa storia dura da secoli e la storia di Palermo è piena di ribelli che hanno fatto grandi e intramontabili rivoluzioni; e se l’attenzione a questo Sud in fermento non si mai affievolita, è vero, innegabile, che è stata spesso influenzata dal fascino che le nostre parole e le nostre storie − quelle del Sud Italia − si trascinano dietro. Se è vero che il teatro siciliano è una realtà sempre viva è anche vero che, concretamente, passeranno anni prima che il nostro palcoscenico sia un riferimento per il teatro contemporaneo europeo. Ma noi abbiamo iniziato le nostre piccole rivoluzioni.
Teatro Bastardo è una di queste: il “festival oltre il confine” diretto da Giovanni Lo Monaco, legato al Sicilia Queer, sostenuto dal Comune di Palermo e dal Teatro Biondo, è giunto alla sua terza edizione. Negli anni questa manifestazione ha ampliato l’offerta dando allo spettatore nuove possibilità di contatto con l’arte in un circuito, quello del teatro contemporaneo italiano, che di Palermo pareva essersi dimenticato, almeno fino a qualche anno fa. Dal 5 al 22 ottobre moltissimi e eccezionali gli appuntamenti; eccezionali perché in questa città ciò che “fuori” è la regola può essere l’eccezione con il risultato, da un lato, di richiamare l’attenzione nazionale su Palermo, dall’altro, di scommettere sulla città. Legato alle realtà locali affini − soprattutto il Teatro Biondo e poi anche Palazzo Branciforte, il Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, il Goethe-Institut e l’Institut Français che offrono contatti con la scena europea − l’idea di Lo Monaco e dello staff è proprio quella di fare rete imbastardendosi, superando e inglobando quel confine di cui sopra, allargando l’utenza oltre il pubblico affezionato, e diminuendo la distanza dell’arte dalla vita comune.
Ad aprire il festival nelle sere del 5, 6 e 7 ottobre un focus su Saverio La Ruina rappresentante di un teatro di parola che racconta la vita e i suoi giochi d’equilibrio canalizzando l’attenzione sul dettaglio. La Ruina è un drammaturgo delicato e un interprete che recita a bassa voce, capace di creare atmosfere reali, intime, quasi fossero, le parole che ascoltiamo, ricordi di cose vissute.
Masculu e fìammina è la lunga confessione di un uomo sulla tomba della madre: le rivela di essere un “masculu chi ci piaciunu masculi”, “masculu e fìammina”, omosessuale, ma tutte le parole che trova per farlo sembrano inappropriate. Nel dialogo tardivo con la madre scorgiamo la solitudine profonda di un uomo che cerca l’armonia in se stesso, cerca il suo posto nel mondo, cerca l’amore per la vita. Con delicata ingenuità e vago imbarazzo pronuncia cantilenando parole di cui conosciamo il suono perché costituiscono storie già sentite, di cui immaginiamo la fine: eppure ancora vere e qualche volta sotterrate nella neve dei paesi di montagna, o sotto i marciapiedi delle grandi città; verità ibernate nell’attesa che il mondo possa accettarle.
Su Polvere. Dialogo tra uomo e donna batte un ideale metronomo che scandisce la metamorfosi di un rapporto di coppia in cui gradualmente si insinua la violenza che, come polvere, si deposita. La polvere è qualcosa che confonde, mina la limpidezza delle cose creando strati opachi. Questa metafora, che dà il titolo alla pièce, restituisce bene l’analisi dei rapporti di potere all’interno della coppia qui interpretata da Saverio La Ruina e Cecilia Foti in cui le ossessioni sollevano una nuvola di polvere che disorienta, soffoca e annienta la volontà di lei.
Dissonorata ha meritato nel 2007 il Premio Ubu per la drammaturgia: è un monologo toccante che, ancora una volta, descrive l’intimità del tema con delicata verità. La storia di una donna calabrese schiava di una società escludente e patriarcale risuona sulla scena vuota come un tamburo gonfio: le parole si accavallano, diventano emblematici suoni dell’entroterra, grevi ma anche intonati; La Ruina mette in scena un testo che somiglia di più a una partitura, accompagnato dalla musica dal vivo di Gianfranco De Franco che interviene, senza mai sovrastare o distrarre, a sottolineare le pause o l’incalzare delle battute. Bastano pochissimi istanti per essere in casa di quella donna, sulla terrazza con lei a spiare, senza muovere la testa, ciò che fuori casa non è lecito guardare; con lei percorriamo i campi, le strade, le piazze, rapiti e inclusi nel gioco incostante delle sue emozioni. Con lei condividiamo la sorte.

 



Festival Teatro Bastardo

Masculu e f
ìammina
di e con Saverio La Ruina
musiche originali Gianfranco De Franco
collaborazione alla regia Cecilia Foti
scene Cristina Ipsaro, Riccardo De Leo
disegno luci Dario De Luca, Mario Giordano
produzione Scena Verticale
lingua dialetto calabrese
durata 1h 20'
Palermo, Teatro Biondo, 5 ottobre 2017
in scena 5 ottobre 2017 (data unica)

Polvere. Dialogo tra uomo e donna
di Saverio La Ruina
con Saverio La Ruina, Cecilia Foti
musiche originali Gianfranco De Franco
aiuto regia Cecilia Foti
contributo alla drammaturgia Jo Lattari
disegno luci Dario De Luca
produzione Scena Verticale
con il sostegno di Comune di Castrovillari
lingua italiano
durata 1h 10'
Palermo, Teatro Biondo, 6 ottobre 2017
in scena 6 ottobre 2017 (data unica)

Dissonorata. Un delitto d’onore in Calabria
di e con Saverio La Ruina
musiche dal vivo Gianfranco De Franco
collaborazione alla regia e alla drammaturgia Monica De Simone
disegno luci Dario De Luca
produzione Scena Verticale
lingua dialetto calabrese
durata 1h 15'
Palermo, Teatro Biondo, 7 ottobre 2017
in scena 7 ottobre 2017 (data unica)

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