”Restava da chiedersi se davvero le pietre avrebbero resistito, con tutta quell'acqua che scendeva e scendeva in quel quarto giorno esattamente com'era scesa nei tre giorni precedenti e insomma non sembrava proprio che la città avesse intenzione di reagire, soltanto e semplicemente si limitava ad assorbire l'acqua fin quando avesse potuto ma il problema in effetti è proprio questo: fino a che punto si può assorbire l'acqua? Qual è in realtà il nostro limite? In ogni caso accadeva, come se questo problema fosse ancora indistinto e confuso e certamente lontano, perché la rassegnazione si era trasformata in indifferenza“

Nicola Pugliese

Martedì, 14 Aprile 2015 00:00

Parole vuote e linguaggi del corpo

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All'interno della programmazione prevista per l'edizione 2015 della rassegna Quelli che la Danza, promossa dall'associazione Teatro Pubblico Campano e CDTM – Circuito Campano della Danza, compare in cartellone Lost for Words – L'invasione delle parole vuote, noto lavoro realizzato dal coreografo Mauro Astolfi per la propria compagnia di danza, la Spellbound Contemporary Ballet che lo scorso anno ha compiuto vent'anni di produzione.

Astolfi è certamente tra gli autori contemporanei di spicco sulla scena europea. Dopo una lunga permanenza negli Stati Uniti ha ricercato uno stile personale, rielaborando costantemente un tipo di linguaggio coreografico gestuale.
Lost for Words è una pièce che nasce dalla mente del coreografo sotto forma di primo studio nel 2011 in collaborazione con Avvertenze Generali e continua, per Amat Civitanova Danza Festival, nel 2012.
È stata l'unica produzione europea assegnataria di un NDP (National Dance Project) subsidy negli Stati Uniti per la stagione 2012/2013. Sempre nel 2013 la Regione Lazio commissiona ad Astolfi un terzo studio sulla coreografia, completando una trilogia che intende fare, come suggerisce il titolo completo, un “simbolico processo al sistema parlato” a favore di un dialogo privo di parole che recuperi la relazione autentica esistente tra i corpi in movimento.
Dopo la tappa di Torino il 24 marzo al Teatro Astra, all'interno della rassegna Palcoscenico Danza, Lost for Words approda quest'anno anche al Teatro Nuovo di Napoli con i nove danzatori della Spellbound i quali irrompono sulla scena con le loro incredibili qualità tecniche ed articolari, qualità utilizzate in modo talmente rapido ed abile da risultare sfuggenti ma al contempo impresse a fuoco nella memoria visiva dello spettatore.
La danza è irrefrenabile, non si stanca mai, tesse quella che si potrebbe definire una trama coreografica continua ed il movimento che rimane ad ogni modo respirato ed ampio, risulta imprevedibile. La punteggiatura quando si presenta lo fa con decisione, sia essa statica che segmentaria, e sospende questo flusso di parole carnali, ripudiando e sostituendo quei suoni vocali in cui il corpo si ritrova immerso quotidianamente, costretto ad uscirne condizionato e manipolato, a volte perfino violato.
La pura espressività di un corpo generoso è l'obiettivo primario del lavoro di Astolfi, affidato totalmente alle figure dinamiche, atletiche, eleganti, poetiche ed emotive dei suoi danzatori i quali donano se stessi in ogni brano proposto creando una profonda connessione tra anima e musica.
È dunque uno spettacolo lirico e audace, ed a sottolinearne l'aspetto eloquente e comunicativo ─ la velocità di esecuzione nel seguitare dei passaggi è fruibile e scorrevole come la perfetta padronanza di un linguaggio ─ sono i giochi corali e le ossessive geometrie spaziali che ridisegnano immagini riconoscibili all'istante dalla mente umana.
Tra i principali lavori della Spellbound, Lost for Words ha un carattere introspettivo e duro, e propone una danza ribelle, intenta a liberarsi dalle parole ritenute “vuote”, poiché i movimenti e i gesti, come afferma il coreografo stesso, permettono di scoprire la verità su quelle persone che compromettono il loro corpo e le loro menti omologandosi a progetti dialettici e “slogan”.
Il linguaggio del corpo in tal senso può svelare quanto poco contenuto vi sia all'interno di discorsi comuni e confusi, ridonando alla parola quel potere vero e diretto che la modernità le ha rubato.

 

 

 

 

 

 

 

Quelli che la Danza 2015
Lost for Words – L'invasione delle parole vuote
regia e coreografia
Mauro Astolfi
interpreti Sofia Barbiero, Maria Cossu, Mario Laterza, Alessandra Chirulli, Giuliana Mele, Fabio Cavallo, Gaia Mattioli, Cosmo Sancilio, Giovanni La Rocca
disegno luci Marco Policastro
musica Studio I: Loscil, HIF Biber; Studio II: Ben Frost, Daniel Bjarnason, Jon Hopkins, Alina Ibragimova, A Winged Victory for the Sulle; Studio III: musiche originali di Carlo Alfano
foto di scena Marco Bravi
produzione Spellbound Contemporary Ballet con il contributo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Lazio e USA NDP Subsidy
Napoli, Teatro Nuovo, 10 aprile 2015
in scena 10 aprile 2015 (data unica)

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