"È vero che non bisogna confondere la critica con la maldicenza o il gioco al massacro; ma altrettanto vero e forse ancor più dannoso è confonderla con la complicità e la propaganda"

Giovanni Raboni

Martedì, 27 Ottobre 2015 00:00

Un approccio teorico e metodologico alla danza contemporanea: Dalcroze e Laban

Scritto da 

Nell'Europa dei primi decenni del XX secolo, fondamentali per lo sviluppo di una danza libera dai condizionamenti dei codici classico-accademici, furono gli studi di due principali teorici del movimento, legati fra loro per aver analizzato le potenzialità educative insite nell'arte coreutica da un punto di vista scientifico o “matematico”, gettando le basi filosofiche dell'odierna danzaterapia:  Dalcroze e Laban.

Émile Jaques-Dalcroze, pseudonimo di Emile Henri Jaques, pianista, direttore d'orchestra e compositore svizzero che all'età di sedici anni compose già la sua prima opera dal titolo La Soubrette, grazie ai suoi studi di teatro presso la Comédie Française di Parigi, si accostò sempre più alla pedagogia del movimento, sviluppando un metodo di insegnamento che attraverso il solfeggio, l'improvvisazione ed il ritmo musicale, si focalizzava sulla percezione fisica degli allievi. Tale metodo − chiamato Ritmica o Eurhythmics − mette in relazione musica e movimento,  ed è oggi utilizzato anche in pratiche terapeutiche quali la psicomotricità ed il trattamento di handicap fisici. Secondo il compositore, il corpo possiede già un certo grado di musicalità che può essere esternato con la pratica: un blocco fisico ad esempio può essere causato da un blocchi ritmico ed il rilassamento, unito alla respirazione, sono ottimi canali per conquistare un movimento fluido e ritmico fondamentale.
All’inizio delle sue ricerche Dalcroze non pensò realmente di diffondere questo metodo di insegnamento fra i musicanti o i danzatori. Fu solo dal 1903, in seguito alle prime conferenze pubbliche, che il musicista decise di fondare una propria scuola di formazione con sede a Dresda nel 1910 e chiusa a causa dello scoppio del primo conflitto mondiale.
I suoi scritti catturarono in breve tempo l'interesse di alcuni dei più grandi danzatori dell'epoca fra i quali  Vaslav Nijinsky, Marie Rambert, Mary Wigman.
Proprio grazie alla Wigman, figura di spicco della danza espressionista di matrice tedesca che prima di diventare futura assistente di Rudolph Laban seguì in un primo momento gli insegnamenti di Dalcroze, la nuova danza americana risentì profondamente dell'euritmica. Fu la danzatrice e coreografa  Hanya Holm, diretta allieva di Mary Wigman, ad importare negli Stati Uniti le nuove tendenze metodologiche, creando un ponte fra la danza libera e la nascente modern dance.  Così nella storia della danza contemporanea gli insegnamenti dalcroziani si intrecciarono e per certi versi scontrarono col contemporaneo Rudolf Laban.
Laban è considerato dalla moderna storia della danza come uno dei "padri fondatori" della danza contemporanea,  grazie soprattutto al suo sistema di analisi e registrazione del movimento, metodo di notazione dei passi, detto Kynetography, o Labanotation (Notazione di Laban). A differenza di Dalcroze, Laban è convinto che la danza sia autonoma come disciplina, anche rispetto alla musica, poiché crea una relazione semmai con i ritmi della natura e dello spirito. Il movimento umano per lui rappresenta un intimo bisogno esperienza comunitaria, espressione di comportamenti più che altro sociali e al tempo stesso codice di correzione dei “guasti” che si verificano all'interno dei rapporti interpersonali.
Di origine ungherese, il coreografo-danzatore, scrisse numerosi articoli e a libri, diffondendo pian piano il suo pensiero in tutto il mondo. Ricordiamo fra le sue opere letterarie di maggior successo Coreutica, L'arte del movimento e La danza moderna educativa.
In questi titoli la fisicità dell'essere e le tensioni psichiche sono descritte come le primarie fonti del movimento che con la triade forza-spazio-tempo creano la danza in ogni sua possibile forma (drammaturgica-teatrale, strutturale-coreografica, spirituale-religiosa), interagendo con la musica e la recitazione in maniera però assoluta a favore di un'unità coreica in quanto suono e parola sono prodotti del movimento stesso.
Anch'egli nel 1910 insieme a Mary Wigman fondò una scuola con sede inizialmente a Monaco di Baviera, poi in altre città della Germania per poi spargere sedi in tutta Europa nonostante la crisi del periodo storico.
Persino sotto il regime nazista non arrestò la sua carriera di tersicoreo, diventando il coreografo più richiesto nei maggiori teatri di Berlino. Nel 1938 si trasferì in Gran Bretagna dove si adoperò per inserire la danza in ambito scolastico, dato che secondo la sua poetica tale disciplina portava l'individuo ad instaurare un profondo rapporto conoscitivo con se stesso. Fondò così a Manchester il Laban Dance Centre (Art of Movement Studio). Nel 1958 la scuola si trasferì a Addlestone e poi a New Cross (1975).
Nel 2005 il centro si è unito al Trinity College of Music di Londra, nella nuova sede divisa tra Greenwich e Deptford, costituendo il Conservatorio Trinity Laban, uno tra i college più prestigiosi al mondo per il livello di alta formazione in campo musicale e coreutico.

 

Lascia un commento

Sostieni


Facebook