“La vita come deve si perpetua, dirama in mille rivoli. La madre spezza il pane tra i piccoli, alimenta il fuoco; la giornata scorre piena o uggiosa, arriva un forestiero, parte, cade neve, rischiara o un’acquerugiola di fine inverno soffoca le tinte, impregna scarpe e abiti, fa notte. È poco, d’altro non vi sono segni”

Mario Luzi

Martedì, 11 Gennaio 2022 00:00

Negli inferi con Baldomero Lillo

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Un filone di ricerca della collana “Gli eccentrici” di Arcoiris riguarda la letteratura latinoamericana pubblicata tra la fine del XIX e la prima metà del XX secolo e incentrata su alcune problematiche della cultura politica e sociale del continente.

In questa schiera possono essere ricordati i romanzi, le nouvelle, i testi teatrali e i racconti di Eduardo L. Holmberg, Roberto Arlt, Horacio Quiroga, César Vallejo, I Sangurima dell’ecuatoriano José de la Cuadra e, più di recente, i volumi di Roberto J. Payró, Ricardo Jaime Freyre e Pablo Palacio.
Si tratta di una biblioteca preziosissima con cui ci è concesso di esplorare la letteratura dello sfruttamento economico e, più in generale, del sapere moderno nel subcontinente. Lo sfruttamento, l’ingiustizia, l’arbitrarietà del potere e di una certa irrazionalità dei fenomeni sociali e della percezione (o della rappresentazione) degli stessi, è una cifra delle opere degli anni ’60 e ’70, del cosiddetto boom, e uno dei vari stereotipi creati dall’industria editoriale. Per questo motivo, la critica ha cercato spesso nei testi pubblicati tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX i precursori, assieme ad alcuni autori nordamericani come Faulkner, le forme e le tematiche centrali nell’immaginario del realismo magico degli anni ’60 che hanno saturato l’immaginario europeo sull’America Latina.
Baldomero Lillo è uno dei massimi esponenti del realismo sociale in Cile e in America Latina e la raccolta di racconti Sub terra (1904) uno dei primi esempi sia di questa scrittura, originale e necessaria in America Latina, sia dell’uso formale del racconto moderno per rappresentare la società e lo sfruttamento economico. Il racconto non vale solo come narrazione episodica, per cui l’autore riesce a proporre più quadri di uno stesso contesto, ma vale anche perché, concentrando la narrazione in un unico nucleo tematico, ne aumenta la portata drammatica.
La raccolta è costituita da otto racconti di cui i primi quattro tradotti da Antonella Di Nobile e gli altri da Raul Schenardi. Una menzione va proprio al lavoro di costruzione della raccolta in quanto è difficile riconoscere la mano di una o dell’altro: questo è dovuto sia alla competenza di entrambi – una più giovane, l’altro un traduttore ormai decisamente navigato –, sia alla cura con cui Loris Tassi e Arcoiris lavorano alle loro pubblicazioni. Se da un lato la corsa al guadagno del lavoro editoriale ha reso superfluo addirittura il compito del revisore e del correttore di bozze, nel caso di Arcoiris, invece, il saggio di profitto è ancora subordinato alla qualità della traduzione, della revisione del testo e della consultazione delle fonti.
Detto questo, Sub terra si presenta come una serie di racconti sul lavoro in miniera, sulle penurie dovute al brutale utilizzo economico da parte delle compagnie, normalmente straniere, e sull’indigenza delle famiglie dei minatori. Se, come detto, un'ossessione della critica è stata a lungo quella di scovare in testi precedenti al realismo magico le tracce della futura narrativa continentale, nella raccolta di Lillo il testo in questione è sicuramente La leggenda di Juan Fariña perché alla normale storia di sfruttamento si aggiunge l’incredibile vicenda di un soggetto che sfugge alle logiche comuni del contesto (e in generale del reale).
Eppure, se vogliamo trovare un’altra analogia con la cultura latinoamericana, i racconti di Sub terra sono, per l’iniquità smisurata del contesto in cui sono ambientati, precursori dell’orrore (o più in generale del fantastico) che oggi praticano molte scrittrici e che sta conquistando il mercato editoriale e il favore del pubblico. È possibile intravedere, nelle pagine dei racconti e nei sentieri (o cunicoli) narrativi capaci di aprirsi a ogni scelta narrativa, la possibilità di riscrivere i racconti di Sub terra in chiave horror: sarebbe un mero esercizio di consolidamento di un punto di vista. Invece, è preferibile lasciare alla letteratura in oggetto il compito di utilizzare i generi borghesi per rappresentare le problematiche del continente latinoamericano.





Baldomero Lillo
Sub terra
traduzione Antonella Di Nobile, Raul Schenardi
Salerno, Arcoiris, 2021
pp. 96

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