“A questo mondo, compagni, il peccato in grado di coprire la spese viaggia liberamente e senza passaporto; la Virtù, qualora squattrinata, la fermano a tutte le frontiere”

Herman Melville

Martedì, 19 Novembre 2013 01:00

Gli altri fantasmi

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Un racconto, un film, una location. Questi i tre presupposti che costituiscono l’ossatura della messinscena di Gli Altri, per la regia di Peppe Celentano. Il racconto è Giro di Vite di Henry James, il film è The Others, di Alejandro Amenàbar, che al romanzo di James liberamente si ispira e che viene evocato nel titolo della pièce allestita nella suggestiva cornice del Pio Monte della Misericordia di Napoli.

La location, appunto, si attaglia felicemente alla rappresentazione, favorendo il ricrearsi dell’atmosfera sospesa d’un tempo lontano, grazie ad uno spazio suggestivo che facilmente si presta a suggerire ambientazioni gotiche e noir; al resto provvedono l’illuminazione fatua delle candele, gli abiti di scena che contestualizzano l’azione in un tempo ed in un luogo lontani (una dimora signorile inglese dell’Ottocento) e la scelta di un linguaggio dai toni impostati – tipo i grandi sceneggiati per la tivvù che andavano in onda negli anni Sessanta e Settanta, per intenderci – che affida la recitazione ad un registro palesemente artefatto, anch’esso funzionale all’evocazione d’una dimensione spazio-temporale remota.
La sala, col suo magnifico soffitto a cassettoni ottagonali e la sua imponente quadreria barocca alle pareti, viene sfruttata nella sua ampiezza, ricreando uno spazio teatrale inconsueto che purtroppo pecca dal punto di vista della fruibilità (l’acustica è tutt’altro che eccellente ed anche la possibilità di visione dello spettatore è per lo più penalizzante), ma che suggerisce ed evoca con immediatezza l’ambientazione desiderata.
Quel che va in scena è l’adattamento di un racconto gotico, genere che ha il proprio iniziatore in Horace Walpole e nel suo Il castello di Otranto e che trova in Giro di vite di Henry James un lontano epigono.
In scena “gli altri”, ovvero degli intrusi, ovvero ancora presenze fantasmatiche della cui reale essenza ci si accorge poco a poco, col crescere progressivo della suspense e dell’atmosfera thrilling che segue l’intreccio narrativo. Figura cardine attorno a cui ruota tutto il plot è un’istitutrice – Gabriella Cerino, fulcro scenico decisamente convincente nella sua interpretazione, nonché guida di un manipolo di giovani attori che manifestano un discreto livello – chiamata a prendersi cura di due orfani che abitano una enorme dimora di campagna; accanto a lei, la figura ambigua di una governante, attorno a lei spettrali figure che aleggiano, ectoplasmi di chi in quella casa l’ha preceduta e che parrebbe essere perito in misteriose circostanze; il torbido ed il misterioso incombono e s’intrecciano, lo spettatore è istintivamente portato a guardare alla vicenda dalla prospettiva dell’istitutrice Miss Giddens/Cerino e ad assistere al progressivo dipanarsi della vicenda parallelamente al suo sguardo, ora volitivo, ora impaurito, mentre attorno a lei gli eventi prendono una piega sempre più lugubre, scandita dal vento che sibila, da sinistri rumori provenienti da chissà dove e da incubi che assumono fattezze sempre più concrete. Sino alla rivelazione finale che giungerà a pacificare gli incubi svelando la fallacia delle apparenze e pacificando la realtà in una dimensione non più terrena.
La regia di Peppe Celentano è lineare, pur tentando qualche azzardo (l’uso del flashback) e traduce il noir in uno psicodramma sostanzialmente scolastico ma efficace, uno psicodramma in cui realtà ed inconscio si sospendono e si confondono.
Funziona la recitazione degli attori, mentre poco funzionale appare l’utilizzo debordante dei rumori di scena, “sparati” dalle casse con poca aderenza ad una parvenza di veridicità dell’azione scenica.
Conchiuso da una cornice esterna che varrà a compiere il disvelamento della verità, Gli Altri è messinscena che si appropria dei tòpoi del noir di ispirazione gotica restituendone in scena – pur con qualche lungaggine – l’atmosfera densa e sospesa.

 

 

Gli Altri
liberamente ispirato a Giro di vite
di Henry James
adattamento Peppe Celentano, Gabriella Cerino
regia Peppe Celentano
con Gabriella Cerino, Mario Pirera, Maria Rosaria De Liquori, Alessandro Palladino, Chiara Vitiello, Marcello Cozzolino, Noemi Coppola, Lilliana Vitale
consulenza musicale Marcello Cozzolino
assistente alla regia Noemi Coppola
costumi Gabriela Cerino
luci e fonica Maurizio Morra
ottimizzazione Vittorio Adinolfi
produzione Pio Monte della Misericordia, Associazione Culturale Movimentidiscena
lingua italiano
durata 1h 10'
Napoli, Pio Monte della Misericordia – Sala delle Assemblee, 16 novembre 2013
in scena 15 e 16 novembre 2013

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