“L'unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare e come finire una frase”

Danilo Kiš

Venerdì, 07 Giugno 2013 05:35

L'antico ritmo del tempo

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Come spiega Enzo Avitabile nel film Passione di John Turturro, la danza e la musica dei Bottari costituiscono un ritmo antico che nasce verso il 1300 d. C., in quella che era una volta la mitica Campania Felix, verde e lussureggiante, adorata da greci e latini.

Da quei tempi lontanissimi giunge l'eco delle botti, dei tini, delle falci, che erano impiegate in rituali usati per scacciare il maligno e augurare fertilità. Il loro ritmo riecheggiava nei campi dove il duro lavoro piegava le schiene e, allo stesso tempo, immiseriva e glorificava i contadini coi loro tratti ruvidi, arsi dal sole e grondanti sudore. Una terra verde che ora è bruciata trasformandosi nella 'terra dei fuochi'. Non più cieligi, castagni, abeti, ma immondizia, inquinamento e mercimonio, come dicono le parole del primo brano cantato, Don Salvatò. D'altronde non può esserci canto più amaro del bene perduto; e pare che nei testi e nelle danze popolari che i Bottari fanno rivivere ci sia molto di questo amore perduto. 'Gli alberi piangono i frutti che son diventati marci...' e paiono il Corpus... immolatum in cruce pro homine, cuius latus perforatum unda fluxit e sanguine, esto nobis praegustatum in mortis examine.Così si conclude il brano che è una preghiera di fervente devozione e di aspirazione alla pace, a quella pace che nel nostro territorio da troppo tempo sembra svanita. In ciò forse sta quell'ansia che ci preoccupa e ci tormenta e che dà alla vita nel Meridione quel carattere di mistero sacrale; a cui tanto la nostra arte è legata. I pianti, le processioni, le grida, in cui l'immagine di una Napoli e con essa dell'intera regione e tutto il sud, sono avvolti come da un velo di fatale mestizia, devono squarciare i cuori degli ascoltatori e dei santi, perché le suppliche vengano ascoltate.
Avitabile ci racconta che: "Il busto di bronzo di San Gennaro si è ingiallito col trascorrere del tempo ed ecco perchè il popolo lo chiama faccia gialla". Così l'anziana, il ciabattino, il muratore, e tutti coloro che compongono il variegato popolo partenopeo, quando invocano il miracolo al santo, come se si trattasse di un fratello, non chiedono semplicemente ma vogliono che sia fatto. Potrebbe rintracciarsi in ciò la radice culturale dell'atteggiamento spavaldo e spesse volte brusco della nostra gente. Un misto di impeto e d'ira che forgia il carattere e ci accompagna per tutta la vita, poichè si sa che a Napoli ricco e povero dormono uno alle spalle dell'altro.
Di tutto questo narra il ritmo antico che dai campi medioevali si è trasferito nelle periferie cittadine della modernità. Ciò assume un sapore orgiastico simile alle danze bacchiche che descriveva Friedrich Nietzche nella sua Nascita della tragedia dallo spirito della musica, dove le più sfrenate passioni venivano consumate. La musica traboccante dei Bottari e il sassofono di Enzo Avitabile tendono a riprodurre quell'encomiabile enfasi.

 

 

Napoli Teatro Festival Italia
Enzo Avitabile & Bottari in concerto
testi e musiche Enzo Avitabile
con la partecipazione dei Bottari di Portico
produzione Black Tarantella
durata 1h 30'
Napoli, Città della Scienza, 5 giugno 2013

 

 

 

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