“L'unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare e come finire una frase”

Danilo Kiš

Domenico Romano

Il mondo di Hushpuppy

Il film Re della terra selvaggia racconta di una bambina assai felice. Una bambina che in poco tempo perderà il tesoro più prezioso, suo padre. Hushpuppy ha sei anni e vive in una comunità dai costumi primordiali. Il mondo in cui vive non ha regole. La sua immaginazione ce lo mostra come qualcosa di assolutamente normale.

L'illusione della realtà

Riuscireste a far entrare vostra moglie in una scatola di cinquanta centimetri di lunghezza per venti di larghezza? Immaginate se una cosa del genere fosse possibile. Magari ci sarebbe chi rinchiuderebbe il suo peggior nemico o una persona petulante che ‘scoccia’. Eduardo De Filippo è riuscito in questa operazione complicatissima, rimanendo ancorato ad una visione lucida della realtà. Il testo rappresentato al Teatro Bellini, inaugurandone la stagione, dal figlio Luca e dalla sua compagnia ha destato sorpresa e meraviglia tra gli spettatori.

"M" e la coesistenza del bene e del male

Riuscite a immaginare una stradina poco trafficata, in un mattino pallido, nel generale torpore di una città che si è già destata, ma che non è ancora pienamente cosciente di ciò che accade. In un negozio di dolci si sente il classico campanellino, che avverte dell’ingesso di un cliente, e così il pasticciere immerso nei suoi pensieri si ritrova davanti la faccia buffa e contorta di Peter Lorre. Al suo fianco una bambina dai cappelli biondi. L’uomo compra delle caramelle o una fetta di torta alla bambina. Paga e i due vanno via.

Un amore di gioventù

I miei ricordi si confondono nel racconto di un adolescente che è ormai un uomo. L’attesa nel giardino del Real Orto Botanico non è così stressante come avviene di solito, mentre si attende qualcosa o qualcuno. Il buffet servito era composto di zeppole fritte (paste cresciute) e vino rosso con frutti di stagione tagliuzzati, immersi in questo liquido rosso come il sangue che scalda lo stomaco e provoca eccitazione.

Sul concetto d'arte

Il monologo della brava Cristiana Minasi propone molti spunti sul tema dell’arte. La riduzione ad unum degli attori non è una volta tanto solo l’espressione di una parodia o dello spettacolo di un comico che di battuta in battuta diverte il pubblico. Il contenuto si unisce perfettamente alla forma con la quale l’attrice l’ha esposto, una conferenza.

Le solitarie conversazioni di un comico

L’ironico monologo di Andrea Cosentino non lascia molto all’immaginazione. L’attore sale al centro della pedana (la scena) e, in dialetto romanesco, inizia a inveire sul pubblico e sulla stupidità della gente, che è intervenuta per assistere al suo "teatrino". Al di là dei giochi di parole Cosentino schernisce il teatro tradizionale, quello fatto in calzamaglia, per darci un nuova idea dell’arte, dell’artista, e dell’espressione artistica.
L’hic et nunc che professa senza mai citare la radice latina che è alla base (concettualmente e storicamente) del coevo e anglosassone Not here. Not now, dà la cifra esatta del capovolgimento impresso dall’arte contemporanea alla scena teatrale e all’arte tout-court.

"La bisbetica domata" secondo Konchalovskij

Quest’opera shakespeariana appartiene al primo periodo, quello che si suole definire dell’apprendistato. Fortemente ironica, gaia, e, intrisa di sottile ironia. In un’Italia degli anni Venti la vicenda amorosa tra Petruccio e Caterina si rinnova. Essa si trasforma, mutando nell’ambientazione che passa dal piccolo borgo medioevale alla novella cittadina di architettura e atmosfera fascista.

L'antico ritmo del tempo

Come spiega Enzo Avitabile nel film Passione di John Turturro, la danza e la musica dei Bottari costituiscono un ritmo antico che nasce verso il 1300 d. C., in quella che era una volta la mitica Campania Felix, verde e lussureggiante, adorata da greci e latini.

Magie da Imperatore

Lo spettacolo di Sergio Bini, in arte Bustric, è una divertente parodia di come non si fa teatro. Il palco e le scene – la Cappella Sansevero con le sue sculture e i suoi dipinti – sono stati per così dire "infangati" per una sera dalla comicità dell'attore fiorentino.

Quinlan, sotto la superficie delle immagini

L'infernale Quinlan è un film dai toni shakespeariani. Opera del genio di Orson Welles, fa breccia in quel genere tanto oscuro e affascinante che è il noir. Quarto potere (1941), giudicato il miglior film dell'epoca per la regia i dialoghi raffinati e la strodirnaria inventiva visiva, resta un fondamentale antecedente per l'influenza esercitata sul genere.

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