“Solo tu puoi mandare in scena quel ricordo. Proprio quello”

Nadia Terranova

Lunedì, 08 Aprile 2013 12:30

Partenza e capolinea del gusto di una vita in due

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La comunicazione alla base di ogni rapporto, quella verbale ma anche e soprattutto quella gestuale che dice più di ogni parola.
Il percorso di conoscenza e poi di vita assieme di una coppia, messo sotto la lente d’ingrandimento delle iperboli linguistiche.
Questo e molto altro è Il gusto dell’intimità, in scena al Teatro Nuovo di Napoli, di e con Mimmo Conte e Carlotta Varriale, interpreti e, rispettivamente, regista ed autrice del testo.

I due ripercorrono a ritroso quelle che sono le tappe del viaggio che, dalla conoscenza, passa per l’intimità per poi finire, in qualche modo, nel mare dei rimpianti e delle recriminazioni urlate in faccia. Sì, perché l’intera recitazione si mantiene su un registro verbale dai toni alti, quasi a volere rimarcare la necessità di ricorrere all’estensione vocale in mancanza di una oramai perduta sinergia mentale. Sinergia che sembra invece fare da collante al primo incontro dell’uomo e della donna che, in un affollato e sempre rumoroso locale alla moda, si ritrovano e riescono a silenziare tutto ciò che li circonda e ritagliarsi il loro spazio di intimità.
Con il passare del tempo si spengono gli entusiasmi degli inizi e si accendono i rancori, i rimpianti. Lui sognava di diventare un comico americano, di quelli che non fanno ridere, ma che suscitano comunque l’ilarità di un pubblico per così dire addomesticato. Allora ecco che parte la sequela delle battute mediocri che fanno il verso all’umorismo a stelle e strisce. Ma dietro il tentativo fallito di una carriera da cabarettista, si celano le paure di un uomo che non riesce a liberare le parole e i pensieri che ha dentro e lascia che la sua donna balli da sola, e che gli rinfacci di “avere paura di tutto”.
Ma dov’è l’errore, dove è iniziato il declino dei coniugi?
Difficile a dirsi, arduo stabilire dove iniziano le colpe dell’uno e terminano le responsabilità dell’altro: si finisce per vivere di azioni condizionali e condizionate. Il che si traduce in una perdita di significato anche fisica: “Le tue mani sono come stelle senza luce …”.
Lo scotto da pagare è quello di vivere una vita che è reale ed, in quanto tale, non si può spegnere l’interruttore o abbassare la musica quando ci va.
“Mi sarebbe piaciuto vivere in un film di Federico Fellini con Marcello Mastroianni”, afferma solennemente lei di fronte alle immagini di una vecchia pellicola in bianco e nero che scorre sulla scena.
À côté dei momenti di attrazione/repulsione tra i due c’è un accompagnamento musicale che segue in modo quasi schizofrenico gli umori altalenanti di un uomo ed una donna che rincorrono un agognato equilibrio emotivo.
È una commedia fortemente emotiva, quella portata in scena dalla produzione Gommalacca Teatro, che gioca con gli isterismi, le ossessioni delle contraddittorie dinamiche relazionali. Il tutto però è confezionato con intelligente ironia e quella giusta dose di leggerezza che non sottrae mai al testo il suo spessore, ricco di citazioni interessanti.
La scena si avvale del gioco cromatico del rosso e del bianco, costruita attorno al tavolo e alle poltrone che ricreano l’atmosfera domestica.
L’esperimento di tradurre l’inquietudine contemporanea della coppia è perfettamente riuscito grazie a due interpreti che convincono pienamente il pubblico.
Complici le indiscusse doti recitative, il sapiente uso della mimica ma soprattutto una forte dose di sincero feeling che rende la finzione molto vicina alla realtà.

 

 

 

Il gusto dell’Intimità
di e con
Mimmo Conte, Carlotta Vitale
regia Mimmo Conte
idea e drammaturgia
Carlotta Vitale
collaborazione ai testi
Mimmo Conte
scenotecnica
Gino Gobetti
luci
Raffaele Onorato
video designer
Vania Cauzillo, Nicola Formicola
produzione Gommalacca Teatro
Napoli, Teatro Nuovo, 6 aprile 2013
in scena il 6 e 7 aprile 2013

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