"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Sabato, 26 Novembre 2016 00:00

Il furioso Orlando secondo Pirrotta

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Fra piacer tanti, ovunque un arbor dritto
Vedesse ombrare o fonte o rivo puro,
V’avea spillo o coltel subito fitto;
Così, se v’era alcun sasso men duro:
Ed era fuori in mille luoghi scritto,
E così in casa in altritanti il muro,
Angelica e Medoro, in vari modi
Legati insieme di diversi nodi.
(Ludovico Ariosto, Orlando Furioso, canto XIX)

 

In occasione del quinto centenario dalla pubblicazione dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto edito per la prima volta il 22 aprile del 1516 il Festival di Morgana, giunto alla XLI edizione, ha dedicato una sezione a questo capolavoro della letteratura italiana. Sul piccolo palcoscenico del Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino a prestare voce e corpo al cavaliere Orlando Vincenzo Pirrotta va in scena con lo spettacolo inedito Vincenzo Pirrotta incontra il furioso Orlando, reading dei canti XIX, XXIII, XXIX, XXXIV, XXXIX ponendo come fil rouge l’amore romantico e incontrollato, motore di tutta l’opera.

In prima nazionale, lo spettacolo è un incontro con il pubblico affezionato al poema cavalleresco e, soprattutto, con i giovani, diretti destinatari degli intenti di Vincenzo Pirrotta e Rosario Perricone, direttore del festival, che ha fortemente voluto affidare l’Ariosto al cantastorie palermitano figlio del cunto. Un reading che invita a immergersi dentro la poesia, perdersi nelle foreste e peregrinare sulle spiagge calcate dall’ira e dalla follia di Orlando, viaggiare per i monti con i paladini e volare sulla luna con Astolfo in groppa a un ippogrifo.
Severa, ironica, perfetta, la parola di Ariosto, ricalcata dall’originale di Matteo Maria Boiardo, si fa nella voce di Pirrotta riverbero di quel mondo cinquecentesco che non sembra troppo lontano da noi. La sua qualità performativa, infatti, anche quando è “costretta” dietro a un leggio, avvolge chi vi assiste, violenta a volte, altre lascia basiti per poi cullare. Perché Pirrotta si serve di armi dorate, insieme artificiali e biologiche: l’esecuzione in versi e la modulazione tonale, potentemente immaginifica, modellano magistralmente la parola che diventa materia plastica, granulosa e ricca.
All’effetto sogno che c’illudiamo di vivere concorre poi la fisicità prorompente del performer, un omone tutto aggrappato al collo, perno del suo movimento: le spalle s’ingobbiscono o si allargano seguendo la rotazione del collo, della gola che sprigiona suggestioni.
Vincenzo Pirrotta è come una nave col timone impazzito che in mezzo al mare tempestoso prende velocità e poi rallenta un attimo prima di inabissarsi, prima di scivolare, senza possibilità di ritorno, nel triangolo delle Bermuda, prima di essere inghiottito da Scilla e Cariddi, prima di infrangersi sulla scogliera e dissolversi. Sì è una voce in mezzo al mare: suadente, bellissima e pericolosa. E così innamorato sarà Medoro di Angelica nella voce di Pirrotta, e pazzo Orlando nella sua sregolatezza, e più volte l’autore schiaccerà l’occhio al pubblico con gli occhi del performer strappandoci un complice sorriso.

 



Festival di Morgana
Vincenzo Pirrotta incontra il furioso Orlando
da Orlando Furioso
di Ludovico Ariosto
con Vincenzo Pirrotta
Palermo, Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino, 19 novembre 2016
in scena 19 novembre 2016 (data unica)

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