“L'unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare e come finire una frase”

Danilo Kiš

Lunedì, 01 Settembre 2014 00:00

Danza e vibrazioni da Kinshasa

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Continuano gli incroci di culture al Tanz Im August di Berlino, dove il 20 e 21 agosto si è tenuta la performance ideata da Ula Sickle, danzatrice e coreografa polacco-canadese. Fin dal 2008, Ula ha lavorato con danzatori congolesi, di Kinshasa, la città più grande e densamente abitata della Repubblica democratica, con i quali ha sperimentato la loro personale danza, quella che si genera per le strade e la sera nei night club o nelle sale da concerto.

La coreografa si è chiesta come sia possibile che oggi, la danza, la si può “vivere” quasi completamente attraverso Internet, costringendo il pubblico ed i danzatori ad una vita sedentaria e che non viaggia alla ricerca della danza viva. Ecco che è nato un progetto performativo con tre danzatori congolesi, che, dopo essersi esibiti a Bruxelles e Parigi, sono ora sul palco del Sophiensaele di Berlino. Ad accompagnare questi tre splendidi danzatori (Popol Amisi Popaul, Jeannot Kumbonyeki Deba e Joel Makabi Tenda) è la DJ tedesco-israeliana Daniela Bershan (a.k.a. Baba Electronica) che lavora nelle varie sfaccettature della performance.
Il progetto, dal nome Kinshasa Electric, è una performance che nasce lì sul palco berlinese e si adatta man mano alle varie città in cui è messa in scena. Dalla musica multimediale, scaturita dai cellulari e dai tablet con cui sono inizialmente alienati i performers in scena (simbolo degli effetti negativi della tecnologia odierna), alla sperimentazione del corpo al servizio dei suoni elettronici della DJ: cambiamenti di ritmo, pause, accostamenti di suoni completamente diversi sono ricorrenti. I ragazzi interagiscono con il pubblico attraverso dei microfoni e soprattutto si divertono, ed anche i suoni della voce diventano pretesti per la danza. Sul fondo del grande palco, vestiti appesi a delle stampelle servono ai danzatori per variare le sfumature della loro prorompente personalità.
Oltre ai congolesi, Ula Sickle ha scelto di invitare un’altra artista del territorio, una special guest, ovvero MC Xuparina, nome d’arte per Marcella Maria, una donna che porta dentro lo spirito della lotta contro l’omofobia e la violenza sessuale nelle favelas di Rio de Janeiro.
Kinshasa Electric è la possibilità che ognuno trovi la propria danza, seppur in un mondo completamente globalizzato anche nel settore artistico, dove quasi le culture e le singolarità non si rispettano più.
Per questo motivo, Ula sta portando in giro questa performance, insieme ad altri prodotti attualmente in cantiere. L’intento è quello di far rivivere la vera danza di strada del Congo, quella che nasce spontanea, che reca con sé forti emozioni e che è capace di emozionare chi la guarda. Il pubblico, infatti, è stato subito molto partecipe, prerogativa che ho notato essere molto tedesca.
La ricerca della danzatrice-coreografa va in direzione artistico-antropologica e scaturisce da un forte interesse per la realizzazione delle arti performative, dove si ricerca un canone differente rispetto a quello “lineare” della danza contemporanea.
Questo interesse l’ha portata alla ricerca di performers che provenissero da un’altra storia del movimento come, appunto, i congolesi, attraverso i quali è possibile ritrovare un codice coreografico ed un potere popolare della danza, dove la musicalità, il suono e la “materialità” del corpo stesso prendono il centro della scena.

 

 

 

 

 

 

Tanz Im August
Kinshasa Electric
ideazione
Ula Sickle
creazione e danza Popaul Amisi, Daniela Bershan, Jeannot Kumbonyeki Deba, Joel Makabi Tenda
musica e live-sound  Baba Electronica (Daniela Bershan)
featuring  MC Xuparina
luci Ula Sickle, Gwen Laroche
drammaturgia Sébastien Hendrickx
foto di scena Bart Grietens
fonico Gwen Laroche
produzione Caravan Production (Bruxelles)
produzione in Kinshasa Dada Kahindo Siku
Berlino, Sophiensaele, 21 agosto 2014
in scena 20 e 21 agosto 2014

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