“È straordinaria l'idea che ogni goffagine tua, ogni incertezza, ogni rabbia − insomma tutto ciò che è negativo − può sembrare domani, da un diverso e più sapiente punto di vista, scoprirsi un valore, una qualità, un tesoro positivo. Ma vale anche l'inverso. Ogni tuo vanto può fallire, può mancarti sotto”.

Cesare Pavese

Giovedì, 16 Dicembre 2021 00:00

Il matrimonio di Gaia e Madre Natura

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Una ragazzina si addormenta e comincia un viaggio di risveglio verso una consapevolezza ecologica: Gaia dorme su una cassettiera, simbolo della manifattura umana, e si risveglia nell’universo della scoperta della natura. Lo spettacolo di teatro ragazzi della Compagnia TeatroViola, diretta da Federica Migliotti, regista di Parlami Terra, che è andato in scena al Teatro Palladium di Roma per la rassegna “Infiniti Mondi”, è frutto della limpida e pura presa di coscienza indotta dal periodo del primo lungo lockdown, durante la primavera del 2020: la natura ci esprime la sua inarrestabile vitalità, continua a fiorire anche quando il mondo umano è costretto a fermarsi, non sfugge alle leggi del tempo biologico e chiede la complicità dell’uomo nell’amarla, adorarla e rispettarla. Di questo, infatti, ci parla Gaia, interpretata dall’attrice Chiara De Bonis, che con curiosità ed entusiasmo sembra entrare per la prima volta in relazione con gli elementi della Terra.

Nella prima scena Gaia appare su una cassettiera di legno, simbolo di un mondo fiabesco, danza per alzarsi dal sonno ed entrare in un sogno e si ritrova in un mondo fantastico e bello. Tra le ombre delle pareti laterali del palco cattura il focus degli spettatori con la sua veste bianco-pura, si erge con una afrodisiaca intonazione vocale che insieme ad un universo sonoro proveniente dall’ambiente, forse i richiami di Madre Natura, costituisce una scena di teatrodanza con uso di movimenti, gesti e suono, senza parola. Così, cassetto per cassetto, la giovane entra in relazione con gli elementi di cui è composta la natura, forse segreti o dimenticati. Il primo elemento è, ovviamente, l’acqua: il cassetto funge da vasca da bagno e poi la culla come una zattera marina.
I suoni di Gaia sono melodie emotive di gioia ed entusiasmo per le nuove scoperte: Sabbia e sabbia esce fuori dai cassetti laterali e subito mele, mele e mele escono dal fondo del mobile per essere rincorse e sgranocchiate. In ultimo, emergono fiori e piante e Gaia danza il matrimonio di ricongiungimento e quasi identificazione con la Natura. Lo spettacolo utilizza il linguaggio del teatrodanza grazie alla collaborazione di Damiano Ottavio Bigi, che ne firma le coreografie. In quanto danzatore per dieci anni della Compagnia di Pina Bausch ed ora interprete per Dimitris Papaioannou, è figlio autentico del mondo espressivo del Tanztheater. L’attrice Chiara De Bonis, nell’incontro con il pubblico a seguito della visione dello spettacolo, ha affermato che grazie a questa creazione ha lavorato per la prima volta senza le parole e che Bigi ha adottato il metodo creativo Bausch: lavorare con il corpo in base a delle domande poste e poi affinare e comporre gli elementi delle improvvisazioni più efficaci.
Questo tipo di linguaggio insieme agli oggetti scenici utilizzati avvicina direttamente i bambini al cuore del discorso, permette loro di “leggere” in maniera diretta e pura il messaggio espresso dall’atto teatrale. La scelta del linguaggio espressivo interamente fisico, degli oggetti e dei costumi inevitabilmente simbolici, rende l’opera di fine manifattura. Gaia è vestita di bianco ed esprime purezza con i suoni, simboli di una comunicazione primordiale fatta di immagini ed emozioni e fa esperienza sensoriale a tutto tondo degli elementi, assaggia le componenti di cui è fatta Madre Natura. A tratti sembra una pizia, un oracolo che trasmette messaggi per un futuro migliore per il pianeta, a volte una dea bambina che cresce nella scoperta del mondo. Sicuramente lo spirito di ricerca curiosa spinge i cassetti ad aprirsi e svelare dei segreti, dei finti segreti in realtà: tutti sappiamo che dobbiamo rispettare la Natura, ce lo insegnano a scuola, ma forse in modo solo teorico. Con l’esperienza possiamo davvero osservare e fare memoria e ciò lo abbiamo potuto riscoprire durante il grande momento di riflessione aperto dalle restrizioni dovute alla pandemia. Infatti questo periodo è stato prolifico e creativo per gli artisti che non hanno smesso di osservare il corso della Natura.
I bambini hanno interagito con molta curiosità e interesse durante l’incontro con la Compagnia: tanti perché sono scaturiti da un profondo atto di osservare ed essere connessi all’azione scenica. Il pubblico di bambini ha scoperto, infatti, che gli elementi che fuoriuscivano dai cassetti erano frutto di un animatore che muoveva gli oggetti, invisibile, artigiano della scena; hanno scoperto che il velo con cui Gaia volteggia sul finale poteva simboleggiare una danza di matrimonio con Madre Natura, oltre che uno stato di gioia generato dalle scoperte. Tra trucchi del mestiere e lettura di simboli, i bambini hanno arricchito i loro perché e forte è stata l’esperienza sensoriale degli elementi: acqua, terra, frutti, piante, elementi che tutti hanno sentito come veri nonostante fossero scollegati dal loro contesto usuale di appartenenza.
La Compagnia TeatroViola lavora da tanti anni nella creazione di spettacoli per infanzia e ragazzi, promuovendo il teatro nelle scuole laziali e trasmettendo la necessaria educazione alla visione dell’arte, in quanto atto creativo che richiede comunicazione e condivisione. I bambini hanno occhi puri che non si lasciano sfuggire piccoli dettagli, spesso simboli chiave della lettura scenica e soprattutto i loro occhi sono sereni nel porsi tante domande e nell’avere l’urgenza di esprimerle. Gaia, inoltre, nella prima scena ha delle scarpette rosse che le fanno danzare i piedi, accessori subito abbandonati ma che tutti i bambini hanno notato: le scarpette sono infatti il simbolo del movimento. I vestiti colorati di Gaia, infine, la avvicinano ad una Gelsomina che scopre il mondo, una Gelsomina della Natura. Tanti sono i simbolismi, ma tante sono anche le libere e personali interpretazioni.
Credo che la missione educativa del pubblico giovanissimo sia ancora molto scarsa sul territorio italiano ma quanto è emozionante questo teatro di gesti, suoni, oggetti, esperienze sensoriali, è bello per il pubblico di ogni età.





Parlami Terra
drammaturgia e regia
Federica Migliotti
con Chiara De Bonis
coreografie Damiano Ottavio Bigi
elaborazioni sonore Valerio Camporini Faggioni
costumi Anna Coluccia
disegno luci Raffella Vitiello
animatore oggetti di scena Anton De Guglielmo
foto di scena Piero Tauro
produzione Compagnia TeatroViola – Cranpi, con il sostegno di Spazio Vulkano - Ravenna Teatri, Casa Laboratorio di Cenci, Teatro Villa Pamphili, Teatro di Roma - Teatro Nazionale, Teatro Biblioteca Quarticciolo (Spettacolo vincitore del bando In Viva Voce promosso da Atcl Lazio), progetto realizzato con il sostegno del MiC / Direzione generale spettacolo
Roma, Teatro Palladium, 12 dicembre 2021
in scena 12 dicembre (data unica)

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