“La vita costringe l’uomo a molte azioni spontanee”

Stanisław Jerzy Lec

Giovedì, 06 Marzo 2014 00:00

Un ballo molto speciale

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Da ogni parte della città arrivano, scortati in automobile o protetti con un ombrello mentre attraversano la strada a piedi, principesse e principi, contesse e conti, dame di ogni parte del mondo ma anche fate e supereroi dei fumetti o dei videogiochi. Non c’è dubbio che si tratti di un evento importante se riesce richiamare la presenza di così alte personalità. Si tratta, infatti, di un gran ballo organizzato da Sua Maestà la Regina Maria Carolina e dal Re Ferdinando di Borbone a Palazzo Reale.

L’emozione si avverte nell’aria già all’ingresso. C’è chi per essere al meglio si sistema la coroncina, chi deve cambiarsi le scarpe bagnate dalla pioggia, chi è indeciso se tenere o no il giubbotto. Le alte personalità invitate a corte per il gran ballo sono tutti bambini. Per questo motivo ognuno di loro è scortato da uno o due adulti. Ad essi è stata dato un cartellino da tenere al collo in modo da poter essere riconoscibili e non indispettire i Reali con il loro essere irrimediabilmente persone comuni.
Nella caotica eccitazione che fa saltellare prima uno e poi un altro dei bambini in attesa dell’inizio della festa, prende parola un’esperta guida. La prima cosa da fare è conoscere il palazzo. Certo è bene sapere dove ci si trova. Vengono formati due gruppi. Alcuni signori bambini seguono Elena, altri Alessandro.
Si fa tappa ai piedi dello scalone centrale. Si ammirano i marmi e le raffigurazioni. I bambini commentano e rispondono alle domande, soprattutto i fratelli Mario e Luigi Bros, preparatissimi su ogni elemento: “Il cavallo è il simbolo di Napoli”, “Si vede che Re Ferdinando tifava per il Napoli”, “La testa con tre gambe è il simbolo della Sicilia”. Mentre si discute, il Re Ferdinando in persona corre giù dallo scalone con in mano un babà. Dice di non aver ancora pranzato e soprattutto che non ha alcuna intenzione di prendere parte al ballo. Sono cose che piacciono alla Regina, non certo a lui che ama cavalcare all’aria aperta e andare a caccia. Chiede ai bambini di tenere il segreto e fingere, con la Regina, di non averlo incontrato. E se lo chiede il Re, non si può che ubbidire.
La visita a palazzo prosegue. Le guide accompagnano tutti gli invitati al ballo, ad ammirare il teatrino di corte. Così come non vuole prendere parte alla festa, il Re non ama andare al Teatro San Carlo, trova le opere che lì si mettono in scena alquanto noiose. Così si è fatto costruire un teatrino tutto per sé e per i suoi ospiti in cui far rappresentare l’Opera Buffa. Anche a questa nuova spiegazione dell’esperta guida i bambini hanno da commentare. La sala è molto bella e anche il sipario rosso. Si tira ad indovinare con quali materiali siano state costruite le statue delle muse sulle pareti. “pietra!”, “marmo!”, “cemento!”, “gesso!”, ma solo il riferimento ad Art Attack fa gridare tutti “cartapesta!”. Ebbene si, sono statue di carta. Un’aspirante intenditrice d’arte di sette o otto anni, spiega a tutti come si realizza la cartapesta.
Giunge il momento di ammirare le altre sale del palazzo che fanno da anticamera alla sala del trono. Sugli elementi decorativi di queste grandi stanze, i fratelli Bros sono preparatissimi. Riconoscono gli arazzi, spiegano di che materiali siano fatti e con quale tecnica. Di fronte ad un orologio molto particolare raccontano che si tratta di un planetario e che ne hanno uno simile a casa. I due idraulici più famosi del mondo devono aver visitato molti posti e visto tantissime cose nelle loro avventure tra tartarughe, funghi e principesse da salvare.
Nella sala del trono, finalmente i bambini incontrano la Regina Maria Carolina. È molto nervosa perché non riesce a trovare il Re Ferdinando. Nel vedere gli invitati già a corte si rassicura un po’: il ballo si farà. Seguendo i suoi ordini cominciano le prove. Prima una lezione di minuetto e poi le prove per gli inchini, uno per le dame, l’altro per i cavalieri. Nessuno dice una sola parola sulla fuga del Re. Solo più tardi, quando Sua Altezza Reale si ritira per gli ultimi preparativi, i bambini lo rivedono. Si accerta che i piccoli invitati non abbiano rivelato le sue intenzioni alla Regina, poi mostra loro un mantello d’oro, sotto il quale si nasconderà per girare invisibile nel palazzo ed evitare lo sguardo della moglie adirata. Stavolta i bambini non vogliono più reggere il gioco al Re e una volta giunti nella sala da ballo, avvertono la Regina del mascheramento del sovrano. La Regina non perdona tale inganno.
Suo malgrado, Re Ferdinando è obbligato a partecipare al ballo e a fare gli onori di palazzo con gli abiti sporchi della caccia e i guanti che odorano di cavallo. Sovrani e invitati ballano insieme il minuetto.
Quello che di solito è soltanto il sogno di una bambina, vivere in un palazzo reale, indossare un abito da principessa, danzare in una grande sala da ballo piena di invitati eleganti, con “Le Nuvole” a Carnevale è diventato realtà. I bambini, assolutamente protagonisti dello spettacolo, hanno avuto la possibilità di visitare il Palazzo Reale in una luce diversa. Era un luogo dedicato a loro, pronto ad ospitarli come una casa accogliente. Con interesse sono state osservate opere d’arte e mobili antichi, con gioia ognuno ha partecipato alla festa. Da un altro punto di vista, pavimenti, tele, porte e arazzi hanno potuto rivivere l’antico onore di essere ammirati da invitati molto speciali.

 

 

Ballo a Corte
testo e messa in scena
Fabio Cocifoglia
con Rosanna Gagliotti, Gaetano Nocerino
consulenza artistica
Maria Laura Chiacchio, Chiara Ruggiero
produzione
Le Nuvole Teatro
in collaborazione con Progetto Museo e Servizio Educativo della Soprintendenza BAPSAE Napoli e Provincia
durata 1h30'
Napoli, Palazzo Reale, 1° marzo 2014
in scena 1° e 2 marzo 2014

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