“Che diamine, se sapessi chi è Godot non credete che l'avrei detto nell'opera?”

Samuel Beckett (ai critici)

Domenica, 07 Marzo 2021 00:00

Sole e Luna

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L’orizzonte brucia e di lì un astro nascente sbircia sulla Terra, ma niente! Della cara e vecchia Luna non vi è traccia. Ogni dì il Sole va cercando l’amante perduta, colei che da tempi remoti insegue, la Luna, affinché il giorno si ricongiunga con la notte.

In un lontano passato, quando vi era l’età dell’oro, le ore diurne non erano separate da quelle notturne; ma Sole e Luna, due folli amanti, erano sempre felicemente affiancati e si promettevano che in un futuro prossimo si sarebbero uniti in matrimonio; e già si pensava che tutti i pianeti del sistema solare sarebbero stati invitati alle nozze; ma la Terra, gelosa del proprio satellite, non permise che la Luna si sposasse col Sole, sicché quel sontuoso e meraviglioso corpo argentato fu costretto a rimaner al fianco del pianeta e girargli intorno come una serva e adularlo:

“Io ti ho dato la vita e quindi mi devi servire. Sei nata dalla mia costola, quando un corpo mi si piombò addosso. Tu eri parte di me e lo sei ancora adesso”.

Tuttavia, il Sole non si arrese e così ogni giorno parte alla ricerca della propria amata. Giorno e notte, mattina e sera, così i due corpi celesti si cercano l’un l’altro, ma invano: la Terra s’intromette in quest’eterno e monotono inseguimento. Alcuni marinai, nei momenti tortuosi di alta marea, pensano che il mare s’ingrossi per la gelosia che il pianeta prova, quando esso vede la propria amata girare in tondo per scorgere la stella. Altri credono invece che la Terra sia persino lunatica e per questo i terremoti si susseguono perennemente in tutto il pianeta. Talvolta capita che il pianeta Terra castighi l’amore della povera serva, di maniera che lei si mostri al cospetto dell’Universo coperta di una veste sanguigna; ma per quante possano essere le bastonate inferte dal pianeta, il satellite rifletterà sempre la luce offerta in dono dal Sole; la Luna brillerà sempre di quest’amore così sofferto che persino i lupi gemono. La sera queste fiere così permeate di empatia volgono i propri occhi selvatici al cielo notturno, si uniscono al pianto lunare, osservando le botte che il satellite ha ricevuto in silenzio.

“Cara Luna, potrai nasconderti quanto vuoi dall’Universo, ma la luce del tuo Sole svelerà sempre le botte che ti hanno inferto: noi lupi piangenti vediamo i tuoi crateri illuminati nella notte, le cicatrici del tuo amore”.

Chi parla il linguaggio selvaggio de’ lupi apprenderà di certo questa storia amara e di come infine vi sarà un tempo che la Luna e il Sole si ricongiungeranno in un’eclisse e amoreggeranno fino alla fine dei tempi.





N.B.: le foto a corredo sono di Davide Picardi

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