“Sai che significa esser bruciati / e senza un filo, un'ombra di sorriso? / Sai che significa implorare la gioia, / perché ritorni come un tempo sul tuo viso? / Un mare di fiori gettato su un guitto / non può colmare il suo vuoto orrendo. / Un attore senza voce è un lazzaro / e rotea come una girella nel vento. / Ma egli si ostina a non voler morire / e con desiderio aspetta l'alba / sterminata, gelida, ventosa, / perché è bella la vita, e misteriosa, / e così labile”

Angelo Maria Ripellino

Lunedì, 13 Luglio 2020 00:00

Contatto

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Forse non ha senso scrivere
Quando si è bloccati nella
Desolazione dell’immobilità

Se non per accorgersi che
A volte solo da fuori può
Arrivare il vento inatteso
A far saltare porte e cardini

Sospeso lì bloccato
Nello scivolo dell’imbuto
Prego per una mano
Da toccare e stringere
O per una parola Viva
Che arrivi da dovunque
Attraverso ogni canale

E penso alla leggerezza
Con cui stolto processo
Nei tempi d’abbondanza
Le calde Vite vorticanti
Ognuna nella sua bellezza
Ognuna nel suo mondo
Che cerca di muoversi
Senza cadere e perdersi               
Tra le macerie passate
Delle eterne battaglie
Mai raccontate
Degli atavici mali
Mai mostrati
Dei silenzi pendenti
A nascondere

E non so quanto il vino
Possa spingermi giù
Né se il fumo mi possa
Per poco accarezzare
La lingua e gli occhi

Per poco





in copertina:
Contact, C. Ramshin, 2020

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