“Non c'è niente da insegnare, non si può davvero insegnare altro che se stessi, così come non c'è niente altro da imparare che la singolarità umana, le innumerevoli e sconcertanti possibilità di forma espresse dalla vita"

Emanuele Trevi

Lunedì, 13 Luglio 2020 00:00

Contatto

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Forse non ha senso scrivere
Quando si è bloccati nella
Desolazione dell’immobilità

Se non per accorgersi che
A volte solo da fuori può
Arrivare il vento inatteso
A far saltare porte e cardini

Sospeso lì bloccato
Nello scivolo dell’imbuto
Prego per una mano
Da toccare e stringere
O per una parola Viva
Che arrivi da dovunque
Attraverso ogni canale

E penso alla leggerezza
Con cui stolto processo
Nei tempi d’abbondanza
Le calde Vite vorticanti
Ognuna nella sua bellezza
Ognuna nel suo mondo
Che cerca di muoversi
Senza cadere e perdersi               
Tra le macerie passate
Delle eterne battaglie
Mai raccontate
Degli atavici mali
Mai mostrati
Dei silenzi pendenti
A nascondere

E non so quanto il vino
Possa spingermi giù
Né se il fumo mi possa
Per poco accarezzare
La lingua e gli occhi

Per poco





in copertina:
Contact, C. Ramshin, 2020

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