“L'unica cosa che mi interessa è come cominciare, come continuare e come finire una frase”

Danilo Kiš

Lunedì, 01 Dicembre 2014 00:00

ART 3.0: AutoRiTratto di Elisa Nesi

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Elisa Nesi è nata nel 1978 a Firenze, dove vive e lavora. Diplomata al Liceo Artistico di Firenze, ha proseguito i suoi studi fino alla laurea in Storia dell'Arte all'Università fiorentina. Da qualche anno si dedica sia alla pittura, sia all'attività letteraria che comprende testi di critica d'arte, e articoli di giornalismo del settore.

Dal 2000 è presente in fiere d'arte e mostre, sia in Italia che all'estero: Firenze, Padova, Piacenza, Den Haag (Olanda), Kortrijk (Belgio), Gent (Fiandre), Vienna (Austria) ecc. Alcune delle sue opere son già presenti in collezioni private in Italia, Inghilterra, America, Germania, Francia, Australia.
(fonte: elicriso.it)

Di Elisa Nesi colpiscono l'effusa grazia giocosa delle sue figure, la cromatura intensa, certa favoleria da messinscena pittorica; colpiscono gli incanti da Paese delle Meraviglie, la rotondità degli ambienti, la demonìa allegra che rivela − a un occhio attento − straniamento e stupore, talora una sorta di retro-suggestione di solitudine: felice o malinconica che sia. E colpiscono − delle opere di Elisa Nesi − anchei titoli che, talvolta, sono veri e propri versi poetici, per cui la parola accompagna i colori, anche all'interno della tela, quasi evidenziandone sfumature ulteriori.


Quando ti sei accorta di voler essere un’artista?

Non credo che ci sia un momento esatto in cui un individuo si accorge di voler essere “artista” credo che sia un movimento interno che cresce come cresce la persona, inconsapevole dell‘etichetta di “artista”, ma semplicemente spinta dal desiderio di estrarre  dal proprio interno, come da una scatola magica, delle cose tenute chiuse, segrete, proprie.
Credo sia un istinto naturale, per chi desidera ascoltarlo. Un desiderio di conoscersi meglio, che si evolve negli anni e si manifesta se lo si lascia uscire.

Quali sono i passaggi fondamentali della tua evoluzione artistica?
I passaggi fondamentali della mia “evoluzione artistica” sono senza dubbio passaggi che corrispondono a evoluzioni intime e animiche che la vita mi ha spinto a fare. Non c’è separazione, ma unione intrinseca tra la mia pittura e la mia vita reale, e credo di corrispondere in pittura ogni mia emotiva esperienza, seppur celata in un linguaggio talvolta simbolico e metaforico.


Hai dei modelli a cui ti sei ispirata e perché?
I modelli a cui mi ispiro hanno tutti in comune: “lo svelare con poesia”. Sono costantemente ispirata da ciò che mi sta intorno e incontro per la mia strada: un paesaggio, uno scrittore, un poeta, una musica, un fiore, un altro pittore, qualsiasi cosa che in qualche modo sento che mi “somiglia”. Forse nel mio guardare, nel mio ascoltare cerco condivisione, ed è in effetti una grande gioia incontrare persone che leggono e sentono quello che faccio con un sentimento condiviso o comunque di partecipazione; devo dire che quest’aspetto, oltre che incuriosirmi molto, mi fa sognare l’idea di chiudere un cerchio.


Cosa pensi del mercato dell'arte, quali sono i limiti e quali le potenzialità?
Il “mercato dell’arte” è come un qualsiasi mercato. Ciò in cui credo è l’incontro magnetico e magico che nasce tra delle anime, attraverso l’immagine di un’opera d’arte.
Quello che cerco è lo stesso impulso con cui desidero essere cercata.


Se tu potessi suggerire un'idea per valorizzare gli artisti contemporanei cosa suggeriresti?
Per valorizzare gli artisti contemporanei di qualità, promuoverei dinamiche di vitalità e di scambio culturale che dia comunque risalto alle diverse individualità.
Sperimenterei anche dei gemellaggi nell’arte, magari iniziando proprio dalle piccole realtà locali. Il conoscersi e il mescolarsi porta con sé una infinita possibilità di crescita e conoscenza, non tanto una globalizzazione rullante, quanto un incontro di individui che anche umanamente si ispirano e si arricchiscono vicendevolmente.


Qual è l'opera tua o di altri a cui sei più legato e perché?
Non c’è un quadro a cui sono più legata in assoluto, ci sono dei quadri in cui mi sento meglio rappresentata in un certo momento, ma che cambiano con il passare del tempo, come cambio io, come un vestito da indossare nella giusta stagione. A volte mi piace un particolare, un’atmosfera, un segreto, una trasparenza,  un angolino nascosto che cerco poi di sviluppare nei quadri successivi.
Ce ne sono comunque alcuni che parlano più a lungo di altri, che racchiudono maggiori suggestioni, ogni quadro ha un legame con il suo precedente e con il suo successivo anche se quest’ultimo non è stato realizzato.
In particolare negli ultimi anni ho come la sensazione di raccontare la mia biografia per immagini.


Se potessi scegliere, dove vorresti esporre e perché e in quale periodo dell'anno?
Se potessi scegliere esporrei nel salotto della natura... un bosco per esempio, o un‘uliveta, luogo dove il mio corpo si sente a suo agio, o una foresta tropicale, dove confondere i miei fiori inventati con i fiori veri, in ogni stagione dell’anno, per vedere come cambiano le luci, le ombre, come cambia la mia vita raccontata con il passare del tempo, le mie stagioni con le stagioni del tempo, le riflessioni nelle atmosfere che ho dipinto e come si relazionano con l’esterno;  una storia da scrivere… un giardino per quadri.


Secondo te si può vivere di arte in Italia?
Si può vivere in molti modi d’arte, dipende cosa ci si aspetta.


Nel processo di crescita e nel tentativo di affermazione e diffusione del proprio lavoro quali sono le difficoltà che, più spesso, incontra un artista?

Le difficoltà di un “artista” sono molte e sottili, oltre che pratiche come quelle di tutti, non credo possa esistere una vita “facile”, questo implicerebbe una sorta di appiattimento che la creatività per sua natura rifugge.


Cosa vorresti che i lettori conoscessero di te e della tua arte?
In un’intervista mi farebbe piacere ricevere delle domande che mi facciano capire che chi le fa ha il desiderio di entrare nel “mio mondo”, in modo delicato e aperto tanto da farmi sentire a mio agio, per poter meglio raccontare quella che sono.

 

 

 

 




ART 3.0 − AutoRiTratti
Elisa Nesi
in collaborazione con FiorGen Onlus, Accademia dei Sensi
elenco delle opere  Con i semi nella tasca (part.); La casa all'uncinetto... come un sogno nel cassetto; Vicare, da sempre cammina in compagnia di fiori inventati, da oggi sogna per portarti la rosa che ti manca; Ti porgo il mio sogno di casa felice; Dentro il tendone della regina
website https://www.facebook.com/elisa.nesi.3

 

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