"L'immagine semplice scaturisce dalla complicazione del racconto, proprio come la gioia è il frutto dell'infelicità della vita"

Emanuele Trevi

Martedì, 25 Marzo 2014 00:00

Alla corte di Riccardo III

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"Sai, oggi sono stato alla corte di Riccardo III d'Inghilterra. Il sovrano del quale scrisse Shakespeare, che fece rinchiudere il fratello nella Torre di Londra, usurpandone successivamente il trono. Quello gobbo, zoppo, con il braccio avvizzito che uccideva chiunque ostacolasse i suoi piani!". Immagino così la scena. Due ragazzi che discutono animatamente su un evento storico rivissuto con i propri occhi il giorno precedente. Se solo fosse possibile tornare indietro nel tempo.

La Francia di Napoleone, l'Inghilterra dei Tudor o, magari, la maestosa Firenze rinascimentale, ognuna con qualcosa di diverso da raccontare, da mostrare, da insegnare. Sfortunatamente, però, questo resta solo un sogno, una fantasia da film di fantascienza anni '90. Un desiderio inappagato di poter entrare in contatto con gli usi e i costumi del passato, le tradizioni, i fatti più significativi che hanno cambiato in qualche modo profondamente la storia dell'umanità. Difficile pensare di poter trovare una soluzione, eppure, come accade in molti casi, la soluzione è proprio sotto il nostro naso: il Teatro.
Quella magica espressione artistica che da qualche millennio a questa parte riempie le nostre vite, regalandoci spesso delle emozioni così forti da sconvolgerci completamente. Quel luogo senza tempo che ci permette per qualche ora di sognare, dimenticando, in alcuni casi, tutto ciò che ci circonda. Questo l'obiettivo che si pone Laura Angiulli, regista e drammaturgo dello spettacolo Riccardo III – Invito a corte, in scena a Galleria Toledo. Un invito rivolto soprattutto ai tanti studenti delle scuole superiori ed universitari del capoluogo campano che per una mattina hanno avuto la possibilità di vivere la storia di Riccardo III, uno dei sovrani più controversi della storia inglese. Contrariamente al dramma di William Shakespeare, la regista dipinge un ritratto molto personale di Re Riccardo. Meschino, ma non troppo. Spietato a tratti. Disumano, ma non del tutto. Dai tratti caratteriali indefiniti, imprevedibili, ma allo stesso tempo carichi di forza e passione, caratteristiche riscontrabili spesso nei personaggi delle opere del poeta inglese. L'ambiguità, la sagacia, la voglia di rivalsa contro una natura che lo ha reso deforme fisicamente, ma soprattutto psicologicamente.
Al centro dello spettacolo i loschi piani del protagonista, i suoi progetti, le sue confessioni, in un flusso di pensieri e sensazioni molto spesso contrastanti.
Tutto nasce e muore agli occhi del pubblico che segue attentamente e segretamente, seduto sul palcoscenico, l'intera vicenda a due passi dai protagonisti. Brillante l'elaborazione del testo, ricco di contenuti storici e lineare nella forma. Ottima capacità recitativa degli attori, che hanno saputo gestire, in più occasioni, le grandi difficoltà di interpretazioni di più ruoli. Un bel progetto che ha saputo abbracciare diverse generazioni di spettatori. Una rielaborazione ben riuscita di un dramma sicuramente ostico, ma di indubbia fattura.

 

 

 

Riccardo III. Invito a corte
di William Shakespeare
regia e adattamento Laura Angiulli
con Giovanni Battaglia, Alessandra D'Elia, Stefano Jotti
scene Rosario Squillace
luci Cesare Accetta
Napoli, Galleria Toledo, 20 marzo 2014
in scena dall'11 al23 Marzo 2014

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