“La vita come deve si perpetua, dirama in mille rivoli. La madre spezza il pane tra i piccoli, alimenta il fuoco; la giornata scorre piena o uggiosa, arriva un forestiero, parte, cade neve, rischiara o un’acquerugiola di fine inverno soffoca le tinte, impregna scarpe e abiti, fa notte. È poco, d’altro non vi sono segni”

Mario Luzi

Lunedì, 30 Dicembre 2013 00:00

ZiaLidiaSocialClub, quarta serata: "Ernest e Celestine"

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Ancora poche ore e lasceremo la sala 2013, alla fine dei suoi film, sognati e desiderati, vissuti direttamente o attraverso gli altri, amati o mal tollerati, ancora qualche immagine e saremo tutti fuori, a continuare la nostra vita. Questi sono giorni in cui piombano nella mente molti momenti del passato, alcuni sentono più che mai di essere reduci da tumulti devastanti che un anno alla fine si spera possa acquietare, altri sono ancora più consapevoli che a differenza del cinema nella vita il "The end" appare solo una volta, e anno dopo anno fortunatamente si può andare sempre avanti, l'anno vecchio si riaccende nel nuovo che può tuonare da lontano annunciando una tempesta imminente o squarciare il cielo con nuove direzioni illuminanti.

Un anno agli sgoccioli può dare anche la sensazione di dover riempire a fatica un'altra damigiana. In questi ultimi giorni di dicembre, quando a scorrere tutta la vita davanti si può avere anche il piacere di ricevere al calice un po' di storia che scorre. Lo Zia Lidia Social Club non ha smesso mai di nutrirsi della sua storia cercando sempre nuovi modi di essere, forse anche per questo motivo ha preferito concludere l'anno in un modo speciale, con un film di animazione per bambini fantasticamente reale: Ernest e Celestine di Stéphane Aubier, Vincent Patar, Benjamin Renner. La serata a doppia proiezione è stata dedicata  interamente ai bambini e agli adulti che non hanno voluto perdere l'occasione di imparare dai bambini. "Preparatevi a sorridere!" annuncia Francesco nella presentazione del film! Ernest e Celestine è il film della Sacher di Nanni Moretti, il disegno della realtà sapientemente acquarellato da Grabrielle Vincent, l'immaginazione della sua essenza più pura e amara risvegliata dalla penna di Daniel Pennac.
Disegno, scrittura, cinema, fantasia, realtà svelano l'incanto che libera le gabbie delle nostre esistenze, scoperchia i pregiudizi culturalmente indotti che opprimono la quotidianità condizionando il nostro pensare e il nostro esistere, fa luce sui meccanismi che intrappolano il nostro sistema provocando le cause e gli effetti distruttivi e autodistruttivi in virtù dei rimedi del dio denaro: "uno guasta i denti e l'altro sostituisce i denti guasti... questo è il segreto del commercio: zuccherare i denti degli altri ma non i tuoi". Con un tocco di magia non privo di carica politica si scopre l'intreccio che lega indissolubilmente proprio chi si contrasta, e il timore dell'interdipendenza a cui si reagisce fomentando l'ostilità, invece di beneficiare delle complicità che garantirebbero reciproci sostegni. Ma in questa fiaba così autentica si può realizzare il sogno di un mondo cambiato dalla fantasia e dalla tenacia di chi riesce a guardare oltre andando verso. La possibilità di un mondo stravolto dall'irruzione consapevole e determinata dell'altro che può capitarti all'improvviso davanti, anche in un bidone della spazzatura, e cambiarti la vita, semplicemente parlando con sincerità e dando fiducia, raccontando la sua verità e anche le proprie bugie con l'interesse vivo di ascoltare e comprendere anche quelle degli altri. E questo può succedere all'incrocio di due vite come quelle di Ernest e Celestine con in comune la solitudine e l'unicità rispetto ai contesti e gruppi di riferimento, nella fusione degli spazi, nel contatto del "sotto e del sopra", in quanto l'uno esiste per l'altro, grazie al coraggio di chi decide di mettere tutto "sottosopra". E tutto accade senza pretese intellettuali, senza retorica, senza scene eroiche ma grazie all'amicizia di una topolina e un orso. La chiave vincente e comune della rivoluzionaria relazione è semplicemente il  bisogno di condividere, la curiosità della scoperta, il desiderio di avventura, l'ostinazione nel difendere la propria vita, le proprie idee, le passioni, i talenti, gli affetti e le esperienze che ci hanno cambiato, ma è anche nel potere dell'immaginazione condivisa, nell'inventiva, nella determinazione a non farsi raccontare dagli altri raccontandosi e riraccontandosi da soli, o insieme a chi è davvero interessato a fare parte del nostro racconto.
Lo Zia Lidia Social Club ha voluto chiudere il 2013 imparando da chi, come Ernest e Celestine, non si arrende, non si piega, non si autocommisera, non si intrappola ma osa, combatte, ama, s'incuriosice, immagina, sente. Da chi non si arrende a un sistema al collasso che rende cavie inconsapevoli di sfavillanti o occultate sperimentazioni inquinanti che dissimulano gli esiti dietro abbagli, denaro e silenzi. Vogliamo imparare da chi non si inchina sotto le campane delle rassicurazioni imposte che hanno come intento quello di amplificare ulteriori incertezze e soffocare nuovi orizzonti. Vogliamo imparare da chi non si piega al sacrificio inappagato, alla rinuncia dei talenti e alla speranza di un lavoro pregato invece che preteso che garantisce a stento la sopravvivenza, da chi non si autocommisera, ma osa e se non osa sa trarre giovamento dai propri dubbi. Vogliamo imparare da chi non smette mai di combattere cercando sempre di vedere ciò che nessuno gli fa vedere, di apprendere ciò che nessuno gli ha mai insegnato, di immaginare quanto non si è mai immaginato. Chi ha la curiosità di scoprire cosa c'è sopra se è sempre stato sotto e cosa c'è sotto se è sempre stato sopra, chi non intrappolerebbe mai nel denaro, e neanche negli organi il proprio destino, o nel destino i propri organi, può insegnarci a rivendicare ogni giorno il diritto a determinare il proprio futuro e il coraggio di essere felice temendo sempre meno, amando di più.

 

Zia Lidia Social Club
XI stagione – Quarta serata rassegna cinematografica 2013/2014

Proiezione:
Ernest e Celestine
regia Stéphane Aubier, Vincent Patar, Benjamin Renner

Avellino, Teatro Carlo Gesualdo – Sala Prove Orchestrali, 22 dicembre 2013

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