“E quando pensate di tornare? dissi io. Loro si strinsero nelle spalle. Chi lo sa, María, dissero. Non li avevo mai visti così belli. Li avrei baciati tutti e due, e non so perché non lo feci, sarei andata a letto con tutti e due, a scopare fino a perdere i sensi, e poi a guardarli dormire e poi di nuovo a scopare, ci pensai davvero, se cercassimo un albergo, se ci chiudessimo in una stanza buia, senza limiti di tempo, se io li spoglio e loro spogliano me, tutto si sistemerà, la pazzia di mio padre, l’automobile perduta, la tristezza e l’energia che provavo e che di momento in momento sembravano asfissiarmi. Ma non dissi niente”

Roberto Bolaño

Giovedì, 16 Gennaio 2014 00:00

Zialidiasocialclub, quinta serata: "La guerra è dichiarata", di Valérie Donzelli

Scritto da 

"Per quanto sia dura la solitudine ti riporta al tuo destino, la legge del grande amore è rude, per chi ha sbagliato strada". Sulle intime note di Jaques Higelin cantate durante una festa, in una serata "a bacio libero", declina lentamente l'atmosfera leggera e, nelle sfumature malinconiche, Romeo e Juliette dissolvono la fragranza dell'amore in un abissale e comune dolore.

Il loro figlio Adam a soli due anni si è ammalato di un tumore al cervello molto aggressivo. Con la scoperta di questa malattia per Romeo e Juliette La guerra è dichiarata, e il film, visto nella quinta serata della rassegna dello Zia Lidia Social Club, racconta l'esperienza drammatica realmente vissuta dalla regista Valérie Donzelli e dal suo ex compagno. I due amanti appassionati, stretti da sentimenti fervidi, sinceri e delicati, in nome dell'amore per Adam, diventano compagni di battaglia. Juliette e Romeo sono determinati a vincere, nonostante le difficoltà immense, le paure sapientemente e anche ironicamente condivise, le incomprensioni della scienza, nonostante il sacrificio della coppia che, nel morso di un vissuto comune così devastante anche se superato, inciampa in solchi profondi, da cui è difficile venire fuori continuando insieme.
Juliette e Romeo affrontano la malattia del figlio con l'energia e il coraggio di chi entra "in una nuova era" e forse anche con un po' d'incoscienza, come ha notato una signora del pubblico, data la giovane età dei protagonisti, o semplicemente per necessità di trincee difensive che proteggano dal dolore. Anche il piccolo e tenero Adam, prima dell'operazione chirurgica, di fronte all'enormità assoluta del suo problema, sulla scia degli incoraggiamenti fermi dei genitori, diventa ai nostri occhi un piccolo guerriero. E noi, come il papà Romeo, siamo orgogliosi di lui, della piccola fiamma nell'assoluto buio della malattia, per la quale non esiste nessuna ragione, e ogni giustificazione o tentativo di comprensione suona moralistico, egoistico, inopportuno e punitivo. Vediamo, infatti, Juliette infastidirsi più di una volta di fronte a chi chiede approfondimenti sui sintomi indicativi della malattia del figlio, anche perché il dolore dell'altro è votato a una sacralità e unicità che dovrebbe intimare assoluto rispetto. Il racconto non risparmia la critica sociale ai costi elevatissimi dei rimedi sanitari, allo spaesamento emotivo nei bunker della salute, subìto da chi non è nessuno, da chi non conosce nessuno, da chi non può chiedere troppo, e inevitabilmente ci fa interrogare sulle carenze del sistema sanitario in un contesto socio-politico clientelare come il nostro. Nello stesso tempo ci insegna che la vita vince sulla morte perché ogni ostacolo offre una traccia per il superamento di se stessi senza comprimere emozioni: i "pianti misteriosi" dei protagonisti, i momenti di incertezza e disperazione, infatti, nel film hanno assoluta ragione di essere. Ma nello stesso tempo è necessario saper rimodulare le proprie energie dentro ritmi diversi, condividere e vivere stati d'animo enfatizzandoli solo nell'azione, intrecciare i sospiri, ma anche gli incoraggiamenti, allentare la presa per poi stringersi più fortemente negli occhi. Romeo e Juliette non si separano mai nella sconfitta ma restano uniti nella strategia fino all'ultima vittoria, fino all'ultima nota. Fare di tutto per salvare la vita dell'altro, in questo caso un figlio, può redimere, rendere eroici, smuovere qualsiasi verità, limite o fine assodato, può aiutarci ad accettare, per poi esplorare ogni forma di morte, anche la morte della coppia, se in compenso si scopre l'inifinità della vita che nella dignitosa perseveranza, e nella plurivocalità delle variegate rese sonore, si rinnova, autoalimenta e rinforza ogni giorno.

 

 

Zia Lidia Social Club
XI stagione – Quinta serata rassegna cinematografica 2013/2014

Proiezione:
La guerra è dichiarata
regia Valérie Donzelli

foto della serata Katia Maretto

Avellino, Teatro Carlo Gesualdo – Sala Prove Orchestrali, 12 gennaio 2014

 

 

 

Lascia un commento

Sostieni


Facebook