“Un dio è l’uomo quando sogna, un mendicante quando riflette”

Friedrich Hölderlin

Venerdì, 22 Maggio 2020 00:00

InFLOencer: uno spettacolo... necessario!

Scritto da 

Era l’alba di lunedì, quando ho ricevuto un incoraggiante messaggio di buongiorno, con annesso link all’ultimo decreto del Governo. Forse chi me lo inviava voleva farmi cosa gradita e invece, man mano che leggevo, iniziavo a impanicarmi. Pare che il Premier Conte, detto Clooney da me e le mie amiche, abbia fissato al 15 giugno 2020 la ripresa degli spettacoli, a patto che ci siano posti a sedere, distanziamento, scafandro, guanti, etc...

Sono disperata! Non tanto perché il pubblico disposto a quincunx, con le mascherine messe alla carlona, sembrerà uno squadrone di Darth Vader dopo una sbronza. E neanche perché con le mascherine nessuno potrà limonare quando canto Fosse capace
Ad angosciarmi è la consapevolezza che ormai è tardi e abbiamo perso un’occasione. Lo stop alle manifestazioni artistiche era l’unico momento in cui avremmo potuto confrontarci e stilare un documento che sollevasse tutti noi “artisti” da una situazione assurda. Rimanda oggi, rimanda domani, la quarantena è finita e non abbiamo deciso: come ci si congeda dagli spettacoli di merda?
Il pubblico comune è disinvolto e onesto, sia se applaude, sia se gioca col cellulare, ma per noi addetti ai lavori si tratta di un vero dramma. Sul palco c’è sempre qualcuno che conosci e questo ci tiene sospesi, da millenni, in un limbo di buone maniere, ipocrisie e accrediti al botteghino. Già mi rivedo: imbambolata, che applaudo a fine spettacolo, mentre penso a quale sia la migliore via di fuga tra: sincerità; pacca sulla spalla e sorriso diplomatico; sparire di soppiatto e inviare messaggino, in cui dico che non c’ero perché è morta di nuovo mia nonna. Per carità, a teatro sono stata anch’io dall’altra parte, anch’io ho partecipato a spettacoli brutti e anche nel mio camerino è arrivata gente che si era appena svegliata e sbadigliando mi diceva cose tipo: “Cazzarola, avete fatto un lavorone eh...”. Anche per loro sono in pena. Non sarebbe più facile stabilire delle regole? Un vademecum che ci tolga dall’imbarazzo e ci faccia andare a cena un po’ più presto. Avremmo dovuto tenere d’occhio Clooney, invece di fare tutte quelle dirette. A questo punto, non possiamo che perpetrare la consuetudine e attenerci alle poche semplici linee guida.
Se non conosci chi sta sul palcoscenico (caso raro), puoi serenamente andare via e correre a sparlarne col primo venditore di rose che incontri per strada.
Se lo spettacolo ti ha fatto schifo e conosci chi è in scena, puoi illuderti che vogliano il tuo parere sincero, quindi via libera in camerino a umiliare tutti. Vai tranquillo, è un tuo dovere.
Se uno solo è tuo amico e gli altri mai visti e conosciuti, è facilissimo: fai i complimenti solo a lui, ai costumi, alle scene e così ti spetta il bonus per fare una schifezza tutti gli altri.
In ogni caso, qualunque cosa tu dica, ficcaci sempre un “d’altronde”, “urgenza” e “scelta registica”. Così sembrerà che stai facendo una recensione e non che stai rosicando. Infine, propongo che ciascuno di noi possa usare l’aggettivo “necessario” accanto alle parole spettacolo, disco, libro solo tre − e sottolineo tre − volte nella vita. Vedrete che saranno pure troppe.

Lascia un commento

Sostieni


Facebook