“Perché per spiegare il prologo del Decameron, che è una questione di peste, morte, fuga, avete bisogno di di dieci pagine sulla civiltà comunale del Trecento, altre dieci sulla mimesi e la diegesi in Boccaccio, e magari altre dieci ancora per prendere in esame le opinioni di tutti quelli che vi hanno preceduto? Siete matti? Non lo vedete in televisione che fine sta facendo l'arte? Gli Uffizi devastati? Le case della mafia dentro i templi di Agrigento? Il ponte di Monstar distrutto a cannonate? Questo succede quando i popoli perdono coscienza che un romanzo o un quadro li riguardano, in quanto individui e in quanto parte di una comunità”

Emanuele Trevi

Giovedì, 23 Novembre 2017 00:00

Dal silenzio al silenzio. Insieme

Pubblicato in Teatro
Martedì, 21 Febbraio 2017 00:00

Amatevi, fino al silenzio

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Mercoledì, 01 Febbraio 2017 00:00

Un delirio pirandelliano

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Mercoledì, 20 Aprile 2016 00:00

Sulla miseria del teatro

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Venerdì, 05 Dicembre 2014 00:00

Note su "Nunzio" di Spiro Scimone

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