“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”

Haruki Murakami

Venerdì, 10 Maggio 2013 16:56

Magie da Imperatore

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Lo spettacolo di Sergio Bini, in arte Bustric, è una divertente parodia di come non si fa teatro. Il palco e le scene – la Cappella Sansevero con le sue sculture e i suoi dipinti – sono stati per così dire "infangati" per una sera dalla comicità dell'attore fiorentino.

Il connubio tra l'arte barocca del piccolo museo e l'istrionismo comico di Bini ha dato un risultato insperato. Si sono fuse così linee e tendenze separate da secoli, che hanno trovato il loro punto di contatto nella figura del grande generale francese. L'ossimoro con cui viene presentata l'operetta (un monologo con viva partecipazione del pubblico) è il segno più caratteristico del piccolo, vero, uomo divenuto così celebre, un gigante della storia; si respira insomma quell'aria di magia e di mistero che vuole essere la cifra della rassegna MeravigliArti.
Tutto ciò è possibile in quanto Napoleone ha incarnato, con la sua vicenda personale, i fasti e le angherie della sorte; egli è stato l'emblema più eloquente e fascinoso dell'oscuro fato e della sua ineluttabilità. Mi sembra opportuno chiarire che proprio nei momenti più demenziali e foschi del dramma, nei queli il pubblico si guardava attorno senza comprendere cosa stesse facendo Bini, c'era l'incontro di Napoleone con la Gloria. Questi momenti sono forse i più imprtanti e profondi dell'intero spettacolo: la Gloria di Napoleone è comparata alla Fama dei miti antichi, dove la si immaginava come un mostro alato, terribile e terrificante. La fortuna del condottiero rivoluzionario nasce in Egitto, Paese in cui dimora una civiltà millenaria e antica. Questa fortuna scaturisce, secondo Bini, da un bacio tra Napoleone e la Gloria; il giovane tenente diventerà generale, poi Console ed infine Imperatore, e pare di vederlo su un bianco destriero mentre cavalca verso l'ignoto ed un tempo senza fine.
Poi però la meravigliosa storia di un uomo che si è rivelato senza limiti finisce. Nella contraddittorietà delle sue doti, che fondamentalmente appartengono ad ogni essere umano, in quanto tutti abbiamo la capacità di poter pensare all'infinito eppure agiamo in uno spazio e in un tempo determinati, possiamo scorgere quell'irresolutezza che ci è propria e che appartiene a tutti noi.
Le divagazioni sul personaggio sono accompagnate da giochi di magia, così da interessare anche i più piccoli. Come ho detto, il risultato è spumeggiante; resta però la riduzione ad unum di tutto il complesso laboratorio di tecniche e sperimentazioni adottate. Idealmente però si può seguire Bini in questo suo tentativo, poiché egli traccia la storia non di un uomo qualsiasi, ma di Napoleone, e allora bisogna comportarsi da titani e affrontare un lavoro immane pur stando da soli. Ecco l'ultima ambiguità chiarita, che viene più volte evidenziata nel dramma buffo, la megalomania di un personaggio per sua natura sconfinato. Quindi è evidente che la contraddizione ancora una volta resta il marchio di fabbrica di Napoleone Bonaparte. Con lui abbiamo il primo grande rivoluzionario che diventa Imperatore e tiranno; basta pensare alle disattese speranze di poeti quali il Manzoni e il Foscolo, i quali rimpiansero il sogno di libertà infranto e all'anomalia che nasce con l'età moderna tra cittadino e Stato e che con Napoleone raggiunge uno dei suoi apici, visto che il cittadino diviene lo Stato.
Troppo si potrebbe dire e il piccolo dramma di Bini può solo accennare a tanta discussione. Nel complesso si sorride e si resta lieti della rappresentazione.

 

 

MeravigliArti
Napoleone Magico Imperatore
scritto, diretto e interpretato da
Sergio Bini (Bustric)
produzione Compagnia Bustric
in collaborazione con Museo Cappella Sansevero ed il sostegno del Banco di Napoli
collaborazione alla drammaturgia e costumi Éric Pujalet-Plaà
musiche a cura di Roberto Secchi, Éric Pujalet-Plaà
paese Italia
lingua italiano
durata 1h 20'
Napoli, Museo Cappella Sansevero, 8 maggio 2013
in scena 8 maggio 2013 (data unica)

 

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