“Il risultato fu penoso: silenzio, imbarazzo, stupore. Si sentì volare la parola canovaccio; qualcuno chiese se si trattasse di una tragedia o di una commedia. Quasi tutti furono d'accordo nel giudicare il testo irrappresentabile. Fu così che Čechov − lo sguardo basso, le mani in tasca, a piccoli passi lentissimi − se la filò in albergo, sulla Tverskaia, senza farsi notare”

Cesare Garboli su "Le tre sorelle"

Domenica, 19 Luglio 2015 00:00

La Cupa o del nuovo teatro pugliese

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Si rinnoverà i primi di agosto, il rito del teatro a Novoli. Il Festival I Teatri della Cupa trasformerà ancora il borgo salentino in sembianze altre. Altra tappa della residenza artistica che le compagnie Factory Transadriatica e Principio Attivo Teatro porteranno a termine l’inverno prossimo nell’ambito del progetto regionale pugliese dei Teatri Abitati.

Notevole presenza di pubblico per la sezione di Festival appena conclusa. Gran finale la giornata conclusiva del 12 luglio con ben quattro spettacoli in successione.
Trip – Viaggio nel Salento tra santi e fanti apre le danze nel pomeriggio. Un’edicola votiva con tanto di candele ex voto, posta per l’occasione davanti la sede della Società Operaia, e due attori esperti, Fabio Tinella e Angela De Gaetano, a interpretare storie, ritratti, piccole azioni, slapstick. Autenticamente, tra genti, stilizzando in chiave pop tradizione e storia, culto e pratica. Riproposizione in linguaggio avan-spettacolare della fisionomia territoriale. À la manière dei cunti, grecanici, e dei carnascialeschi cantastorie. Un viaggio, leggero, da affrontare senza filtri e sovrastrutture di aspettativa, interessante nel contesto di condivisione comune di ascolto. Perfetta la sincronia tra gli attori e la capacità dialettica a cui consegue una fruizione immediata.
Per obbedienza – Dell’incanto di Frate Giuseppe, degli Ura Teatro, ha per scenografia la facciata della cattedrale dell’Immacolata. Ambiente aderente al proposto, la vita di San Giuseppe da Copertino, il santo volante, umile e stolto ma grato al regno dei cieli. L’interpretazione carnale, fisica – pur partita con il giusto distacco dall’identificazione a favore della pulizia formale drammaturgica e narrativa – di Fabrizio Pugliese realizza in subitanea un’empatia tra pubblico e atto, in climax crescente. Una narrazione frammentata dall’interscambio di io narrante (ora in prima, ora in seconda, ora in terza persona) figurata per un gesto minimale, chirurgico, delizioso nel lasciare intravedere l’esperienza di un corpo scenico, quasi mosso da fili invisibili, autenticata dall’utilizzo di inflessioni dialettali (calabresi, originari del Pugliese) a sovrapporre il livello di restituzione assottigliando ruoli e distanze. Per un ascolto universale. Lo spettatore che modifica la posizione di fruitore per divenire uditore partecipe.
Cinque minuti di applausi li merita Licia Lanera per 2.(due), spettacolo retrodatato della compagnia Fibre Parallele, in cui sono ben visibili stilemi post-drammatici degli anni ’00, ma dall’approdo sempreverde per l’affermato e pluripremiato talento dell’attrice barese, e il dare in pasto materia viscerale rintracciabile oggettivamente. È il dolore cibo per spettatori, il dolore per farne esorcismo, il sangue per libagione, la cronaca domestica, familiare, animale. Due, un uomo e una donna, due gli occhi sul velato orrore, come una fantasmagoria, che il corpo e il canto della Lanera rendono con la solita perfezione semiotica nell’assottigliare l’attenzione alla finzione: dai contorni così netti da apparire estremamente verosimile. La nettezza di dialettica e gesto in conflitto con il caos scenografico drammatizzato da segni e suggerimenti visivi. Ambiente che si fa concetto, voce gentile nenia post-mortem, intenzione colore della carne, del sangue, drammatizzazione dell’oggetto essenziale e senza fronzoli. E bontà drammaturgica, di prosa di consumo, d’uso. L’amore muore e fa morire. L’amore tra le più pericolose patologie psicotiche. Diversi piani di suddivisione del palcoscenico, a livello formale, sussurrano alterità di contorni (relativamente alla costruzione scenica) tematici (quadri) e di “gerarchie” creative (il significante codificato).
E il nervo da cervello a sterno, quello che fa avvertire le fitte al petto, costantemente contratto.
Storie di briganti, invece, il filo rosso della penultima giornata del Festival, sabato 11 luglio. Spettacoli serali preceduti dalla compagnia Ammirata, capitanata da Ippolito Chiarello, alle prese con il barbonaggio teatrale in Piazza Regina Margherita in ‘boccascena’ al Teatro Comunale. La messa in scena Come vogliamo vivere si potrebbe dire un brigantaggio teatrale, considerati i temi della giornata. Briganti d’arte, rapitori di occhi e spirito, contrabbandieri di sogni. Dall’io all’altro, dall’intimo al comune. Una dozzina di attori su piedistallo con voce per chi vuole sentire. E non solo ascoltare.
De le Brigantesse, della compagnia Teatrale Petra si apprezza il tentativo di dar corpo alla memoria di accadimenti dimenticati perché la storia è scritta dai potenti, a cui genti in un passato non troppo remoto si sono ribellate. Dandosi alla macchia, vivendo in clandestinità, perché essere allineati significava essere schiavi. Un po’ come accade oggi benché i costumi ci facciano credere diversamente... Peccato che il ‘duello’ scenico tra le attrici non corrisponda a una credibilità, una fluidità e una sequela tale da rendere le scene di spessore. Scene troppo spesso imbrigliate nella ricerca del cenno, dello stile, a discapito dell’approdo. E l’interpretazione purtroppo non eccellente non aiuta a crescere. Nella speculazione spaziale, la dimestichezza con tracce e materia, la capacità di trasformazione dell’idea in corpo scenico, si scorgono i motivi di un sicuro miglioramento.
Di diversa (mani)fattura Senza Voce (Storia di Ciccilla, Briganta sì e santa no), dei Principio Attivo Teatro, testo e musica, lievi accenni registici e attorialità divincolata. Teatro e teatro canzone. E la vita di Ciccilla, brigantessa calabrese, sposa di Pietro Monaco, capobrigante silano della seconda metà dell’Ottocento. Che in scena assume uno strano dialetto siciliano, probabilmente per facilità di fruizione rispetto allo sconosciuto calabrese... ma che riesce tuttavia a lasciare emergere i tratti di una figura non comparsa nei libri di storia ad appannaggio dei Borboni, di cui ha contribuito alla liberatoria disfatta. Il Sud è dei popoli, non dei padroni d’oltremare. Si stava meglio? Solo chi aveva addosso il marchio di appartenenza. I non assoggettati erano ridotto alla miseria più nera. Musica e scena per non dimenticare...
Il teatro ridisegna il ricordo.

 

 

 

 

 

I Teatri della Cupa
Trip - Viaggio nel Salento tra Santi e Fanti
una performance di Factory compagnia Transadriatica
scritta e direatta da Tonio De Nitto
con i contributi drammaturgici di
Fabio Tinella
e di
Fabio Chiriatti, Mauro Marino, Francesco Farina
con
Angela De Gaetano, Fabio Tinella, Sara Bevilacqua
elementi di scena Iole Cilento
con il sostegno di Comune di Lecce e Puglia Promozione
Novoli (LE), Piazza Regina Margherita, 12 luglio 2015
in scena 10 e 12 luglio 2015

Per obbedienza – dell’incanto di Frate Giuseppe
drammaturgia Francesco Niccolini, Fabrizio Pugliese
regia Fabrizio Saccomanno, Fabrizio Pugliese
con la collaborazione artistica di Enrico Messina
con Fabrizio Pugliese
produzione U.R.A. Teatro/Armamaxa
Novoli (LE), Vico Mazzotti – Chiesa dell'Immacolata, 12 luglio 2015
in scena 12 luglio 2015 (data unica)

2.(Due)
di Licia Lanera, Riccardo Spagnulo
con Licia Lanera
luci e suono Riccardo Spagnulo
produzione Fibre Parallele
Novoli (LE), Teatro Comunale, 12 luglio 2015
in scena 12 luglio 2015 (data unica)

Come vogliamo vivere

di e con Maria Chiara Provenzano, Francesca Danese, Nicoletta Achille, Italia Aiuola, Ilaria Castrì, Fabio Margiotta, Alice Zompì, Sabina De Giorgi, Rosanna De Luca, Gianluca Preite
allestimento drammaturgico e regia Ippolito Chiarello
costumi Vize Ruffo
organizzazione Marcella Buttazzo
distribuzione Francesca D'Ippolito
produzione Compagnia Ammirata
Novoli (LE), Piazza Regina Margherita, 11 luglio 2015
in scena 11 luglio 2015 (data unica)

Brigantesse
regia e drammaturgia
Raffaella Giancipoli, Antonella Iallorenzi
con Raffaella Giancipoli, Antonela Iallorenzi
collaborazione artistica Isadora Angelini
disegno luci e scene Tea Primiterra
musiche originali Nicola Masciullo
Novoli (LE), Teatro Comunale, 11 luglio 2015
in scena 11 luglio 2015 (data unica)

Senza voce (Storia di Ciccilla, Briganta sì e santa no)
di Valentina Diana
regia Silvia Lodi
con Silvia Lodi, Leone Marco Bartolo
consulenza alla regia Giuseppe Semeraro
musiche dal vivo Leone Marco Bartolo
costumi Cristina Mileti, Sandra Tognarini
luci Otto Marco Mercante
opere in scena Antonio de Luca
produzione Principio Attivo Teatro
Novoli (LE), Palazzo Baronale, 11 luglio 2015
in scena 11 luglio 2015 (data unica)

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