“Il risultato fu penoso: silenzio, imbarazzo, stupore. Si sentì volare la parola canovaccio; qualcuno chiese se si trattasse di una tragedia o di una commedia. Quasi tutti furono d'accordo nel giudicare il testo irrappresentabile. Fu così che Čechov − lo sguardo basso, le mani in tasca, a piccoli passi lentissimi − se la filò in albergo, sulla Tverskaia, senza farsi notare”

Cesare Garboli su "Le tre sorelle"

Il Pickwick

FUS: l'occasione mancata del riequilibrio territoriale

La domanda che s’insinua è: le imprese che operano in contesti periferici sono davvero valutate allo stesso modo di chi opera al Centro Nord?

  

Bottega degli Apocrifi, Compagnia del Sole e Factory compagnia transadriatica sono tre compagnie teatrali pugliesi che operano rispettivamente a Manfredonia (Foggia), Bari e Lecce. Caratterizzate da una vocazione artistica specifica e da modelli gestionali differenti, condividono la riconoscibilità della loro qualità artistica sul territorio nazionale, così come condividono la partecipazione attiva al Coordinamento nazionale C.Re.S.Co. di cui sposano ideali e valori fondanti; condividono, infine, per il secondo triennio consecutivo, l’esclusione dal finanziamento ministeriale che, nonostante due ricorsi, ha già penalizzato le tre imprese negli anni 2015-2017.

Un Paese che (non) vuole cambiare?

C.Re.S.Co. riflette sulla fotografia del Paese dopo le valutazioni Qualitative della Commissione Prosa
Lettera aperta al Ministro Alberto Bonisoli 

 

Gentile Ministro,

Nell’analizzare il nuovo assetto disegnato dalle valutazioni qualitative della Commissione Prosa – relativamente alle istanze presentate a valere sul DM 27/07/17 – C.Re.S.Co – Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea, parte da un dato concreto, relativo alle imprese di produzione di Teatro di Innovazione – Sperimentazione (art. 13 comma 3): a fronte di 71 istanze presentate risultano ammesse solo 5 imprese non già finanziate nel triennio 2015-2017, ovvero circa il 7% del totale, di cui una sola del Sud.

Samuel Beckett

”Le parole mancano, ci sono delle volte in cui perfino loro mancano. Non è vero Willie? Non è vero che perfino le parole mancano, a volte? E che cosa si deve fare, allora, aspettando che tornino?“

Giorgio Manganelli

“Scrivi scrivi / se soffri adopera il tuo dolore: / prendilo in mano, toccalo, / maneggialo come un mattone, / un martello, un chiodo, / una corda, una lama; / un utensile insomma. / Se sei pazzo, come certamente sei, / usa la tua pazzia: i fantasmi che affollano la tua strada / usali come piume per farne materassi; / o come lenzuoli pregiati / per notti d'amore; / o come bandiere di sterminati /reggimenti di bersaglieri”.

Viktor Šklovskij

“E come è sacro per me il ricordo di un bambino di due anni e mezzo che, tornando da fuori tutto agitato, senza che facessimo neppure in tempo a torgliergli il cappuccio, mi si avvicinò e mi disse: Papà, ho scoperto che i cavalli non hanno le corna!”

Laurence Sterne

”La serietà è un continente misterioso del corpo che serve per occultare i difetti della mente“

Dagli appunti di Eugenio Barba

C'è una rivolta invisibile, apparentemente indolore, ma disseminata in ogni ora di lavoro, ed è questa che nutre la “tecnica”.
La disciplina artistica è la via del rifiuto. La tecnica teatrale, l'atteggiamento che essa presuppone, è un esercizio continuo della rivolta, innanzitutto contro di sé, contro le proprie idee, i propri programmi, contro l'agiatezza della propria intelligenza, del proprio sapere, della propria sensibilità. È la pratica di un disorientamento volontario e lucido alla scoperta di nuovi punti di orientamento.

Mark Twain

“Come si scrivono i romanzi? Stando seduti”.

Sándor Márai

“Noi siamo ciò su cui manteniamo il silenzio”.

Fondamenti del Teatro: Brook e Giorni felici di Beckett

Peter Brook si trova a New York, per lavoro. Una sera, come quasi ogni sera, se ne va in giro per teatro e s'imbatte in Giorni felici di Samuel Beckett. Ne esce come stravolto: dalla poesia (tragica e comica assieme) del dramma, dalla potenza rivelatrice delle immagini beckettiane −che sono immagini "ossessive, inquietanti e provocatorie" sostiene Brook − e dal generale silenzio che attornia l'opera: nessuna reazione del pubblico, nessuna attenzione dalla critica.

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