"L'immagine semplice scaturisce dalla complicazione del racconto, proprio come la gioia è il frutto dell'infelicità della vita"

Emanuele Trevi

Il Pickwick

Derek Walcott

“Alla fine di questa frase comincerà la pioggia. / All'orlo della pioggia una vela. Lenta la vela perderà di vista le isole; / in una foschia se ne andrà la fede nei porti / di un'intera razza. / La guerra dei dieci anni è finita. / La chioma di Elena, una nuvola grigia. / Troia, un bianco accumulo di cenere / vicino al gocciolare del mare. Il gocciolio si tende come le corde di un'arpa. / Un uomo con occhi annuvolati raccoglie la pioggia / e pizzica il primo verso dell'Odissea”.

Sándor Márai

“Ma come tutti i baci umani anche questo, alla sua maniera tenera e grottesca, è la risposta a una domanda che non è possibile affidare alle parole”.

Mariano Dammacco

“Caro me stesso, ora tu sei un animale in trappola che anziché chiedersi come liberarsi si chiede come fare a non sentirsi un animale in trappola. E quel che è peggio è che a questa trappola un uomo condanna l'altro e l'altro il primo, tutti convinti che se all'altro va male è più probabile che vada bene a sé”.

CReSCo: L'impresa eccezionale è essere normali

Come altre testate giornalistiche Il Pickwick riceve e pubblica il comunicato di CReSCo (Coordinamento delle Realtà della Scena Contemporanea) relativo alla diminuzione del FUS ed è a disposizione per la condivisione di documenti analoghi da parte di altre realtà di rappresentanza dei lavoratori dello spettacolo.

 
Una breve nota, tuttavia, nella condivisione.
 
Il Pickwick sottolinea quanto sia importante la battaglia per il rispetto di parametri economici minimi che diano dignità alla materialità e all'immaterialità del lavoro artistico e quanto sia anche significativo che i tagli del FUS operati al momento (e in attesa di risorse integrative) riguardino gli under 35 (ovvero i soggetti più giovani) e le residenze, cioè quei luoghi di pensiero, di prova, di tempo lento, nei quali è ancora possibile l'errore formativo, l'incertezza compositiva: aspetti fondamentali per la creazione artistica e in controtendenza rispetto all'esercitata iperproduttività ministeriale del fare molto, anche male, per certificare l'impiego del denaro pubblico con la quantità dei titoli in cartellone.
Occorre che il FUS abbia dunque una dotazione maggiore, certo. Ed occorre che l'investimento italiano in cultura si allinei agli standard europei.
E tuttavia.
C'è una battaglia ulteriore da compiere, se volete ancora più alta e difficile, che riguarda non solo "quanti" soldi si possono spendere ma "come" questi soldi vengono spesi. Perché fin quando gli Stabili continueranno ad allestire le proprie stagioni basandosi (non solo ma) soprattutto sullo scambio degli spettacoli (magari firmate dal proprio Direttore), fin quando certi Festival saranno finalizzati solo alla produzione di consenso politico momentaneo, fin quando i Circuiti Regionali insisteranno a non assolvere alle proprie funzioni e a non rispettare le finalità dichiarate nei propri Statuti non ci sarà (eventuale) aumento del FUS che basti, da solo, a migliorare le condizioni di salute del sistema teatrale italiano che invece ha bisogno che al suo centro torni ad esserci il palcoscenico e chi vi lavora e necessita della definizione − nel rispetto delle diversità politiche e poetiche dei soggetti interessati − di una filiera creativa integrata, dotata di una visione comune, che sia seriamente sostenuta negli sforzi che compie, costantemente monitorata nei passaggi intermedi, e rigorosamente valutata negli esiti finali.
Il Pickwick
 

 


DOPO IL RIPARTO DEL FUS: IL SISTEMA DELLO SPETTACOLO DAL VIVO E LA CONFUSIONE

Emilio Salgari / Ernesto Ferrero

“Sin da ragazzo gli piaceva disegnare navi, vascelli alberati, brigantini, e più c'erano alberi e vele e sartie più godeva, specie a tratteggiare battaglie navali, le nuvolette che fanno i cannoni quando sparano. − Mi piaceva disegnare il vento, − ha detto quasi commosso, come scoprisse qualcosa di sé che prima non sapeva. − Era un po' come disegnare la libertà, la forza. La vita”.

Stendhal

“È conosciuto in Francia l'aneddoto della Signorina di Sommery, che, sorpresa in flagrante delitto dal suo amante, gli nega arditamente il fatto, e siccome l'altro protesta: ‘Ah! vedo bene’, gli rinfaccia prontamente: ‘Che non mi amate più: credete di più a ciò che vedete che a ciò che vi dico’.”

Michail Afanas'evič Bulgakov

“Mentre gli altri facevano baldoria il poeta aveva sprecato la sua notte e adesso capiva che recuperarla era impossibile. Bastava alzare la testa e guardare il cielo per capire che la notte era irrevocabilmente perduta. Con gesti veloci i camerieri strappavano le tovaglie dai tavoli. I gatti che scorazzavano presso la veranda avevano un'aria mattutina. Il giorno stava cadendo sul poeta”

Giuseppe Patroni Griffi

“È stupefacente che non ci ritroviamo la mattina, tutti, tutti noi napoletani, in un meraviglioso Eden di cartapesta, come ce l'hanno rappresentato”. 

Roberto Latini

“immagino il teatro come un non finito, / non finibile. / nella sua natura credo sia l'imperfezione / l'imperfezione come aspirazione / l'imperfezione esatta, netta, giusta, precisa / l'imperfezione simile al difetto / il teatro come difetto. / assolutamente imperfetto”.

Thomas Bernhard

“Si domandava che cosa fossero i ricordi, questi brandelli di fatti notevoli che non si capiscono più. Il ricordo rimane indietro e non la smette mai di ripetere quello stesso identico spettacolo che metteva in scena al momento in cui lo avevamo lasciato, quando non era ancora un ricordo”.

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