"L'immagine semplice scaturisce dalla complicazione del racconto, proprio come la gioia è il frutto dell'infelicità della vita"

Emanuele Trevi

Il Pickwick

Il'ja Grigor'evič Ėrenburg, su Marina Ivanovna Cvetaeva

“La sua vita fu un gomitolo di illuminazioni e di sbagli”

Giorgio Strehler

“Non dimenticare che il teatro può essere fatto male senza che il pubblico se ne accorga, a prima vista. Se ne accorge sempre dentro, nel tempo, nel peso di ciò che gli resta nel cuore o nel cervello, ma non sempre nell'attimo dell'applauso, e noi sappiamo bene che basta poco per ottenere un applauso, un consenso. È una delle grandi possibilità di essere disonesti nel nostro lavoro senza che nessuno lo sappia”.

Fondamenti del Teatro: Martone, Neiwiller e i maestri

Cos'è un maestro, in teatro? Ci sono molte risposte possibili ma una è quella che mi è davvero chiara, dopo tanti anni passati tra il lavoro in palcoscenico e l'osservazione intensa del lavoro di altri artisti: un maestro è colui che inventa un teatro nella sua immaginazione e realizza lavori che di questo teatro sono la proiezione, la soglia possibile, l'ombra.

Antonio Neiwiller

“Non ho mai il senso ultimo di quello che faccio. Vorrei che niente fosse mai finito. C'è sempre qualcosa che ritorna e scompare a cui non saprei dare un nome. Questo stesso enigma, però, mi spinge fino in fondo alle cose”

Roberto Latini

“Aspetta. È ancora presto, sono in prova. Sto scegliendo le parole da scrivere nel testo, i colori della voce, le finte pause      a effetto. Esco fuori, chiudo gli occhi, apro le mani e soffio piano, piano, piano piano, dalla pelle, dalle vele, le mie tele. Resto allora attento ancora nel costume della scena, giro in tondo, in tondo in tondo, per la piazza, se non piove, se ne ho voglia. Qui dal palco posso tutto. Ho buio, luce, buio, luce, suoni e immagini irreali. Lo sai già che non ti sbagli? Che non cadi nella rete? Non ti faccio confusione, non ti sono di disturbo? Dimmi solo se ci credi, se ci credi a quel che senti, se ci credi a quel che vedi”

Dante Castellani

“Possa la vita sfamarti d'amore”

Claudio Lolli

“Alla fine del cinema muto / sulle panchine dei grandi viali, / quei vecchi attori bestemmiavano al troppo sole / che ha il potere di bruciare le ali, / e si perdevano in discorsi accademici / sulla storia e il suo occhio di lince, / per capire se è vero che chi perde ha torto / e che ha sempre ragione chi vince, / poi a sera rivestiti da maschere, / si accontentavano di illuminare / il buio delle sale / che non riuscivano a dimenticare...”

Sándor Márai

"Adesso tocca a noi, agli uomini senza talento. È arrivata la nostra ora!"

Fondamenti del Teatro: Strehler scrive alla Lazzarini

Giulia carissima,

FUS: l'occasione mancata del riequilibrio territoriale

La domanda che s’insinua è: le imprese che operano in contesti periferici sono davvero valutate allo stesso modo di chi opera al Centro Nord?

  

Bottega degli Apocrifi, Compagnia del Sole e Factory compagnia transadriatica sono tre compagnie teatrali pugliesi che operano rispettivamente a Manfredonia (Foggia), Bari e Lecce. Caratterizzate da una vocazione artistica specifica e da modelli gestionali differenti, condividono la riconoscibilità della loro qualità artistica sul territorio nazionale, così come condividono la partecipazione attiva al Coordinamento nazionale C.Re.S.Co. di cui sposano ideali e valori fondanti; condividono, infine, per il secondo triennio consecutivo, l’esclusione dal finanziamento ministeriale che, nonostante due ricorsi, ha già penalizzato le tre imprese negli anni 2015-2017.

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