“Vogliamo ridere, essere innocenti, aspettare qualcosa dalla vita, chiedere, ignorare. Non vogliamo essere subito già così sicuri. Non vogliamo essere subito già così senza sogni”

Pier Paolo Pasolini, citato da Alessandro Leogrande

Martedì, 31 Ottobre 2017 00:00

Vento d'estate in una Blunotte

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Nelle lievi pieghe di fine estate si insinuano con prorompente energia e amabile semplicità due dei più validi cantautori ed artisti italiani degli ultimi vent’anni: Carmen Consoli e Max Gazzè.

Bologna è un ventre ampio, che si perde a vista d’occhio nei suoi stessi spazi, in maniera morbida. Bologna alla sera, all’aperto, con le stelle e la luna a fare da soffitto, alla fine dell’estate: uno scenario quasi perfetto per accompagnare i propri sensi verso il cambio di stagione. E se a questi elementi si aggiungono la voce suadente di Carmen Consoli, accompagnata da una band acustica di primo livello, con pianoforte, seconda chitarra – oltre a quella della “cantantessa” −, tre archi (violoncello/violino/violino alternati a violoncello/viola/violino), percussioni, flauto traverso, addirittura un basso tuba, e l’anima blues- funk di Max Gazzè, con la sua band molto rock, lo scenario si completa.
Quante volte avrò visto Carmen Consoli? Sei o sette almeno… ! Anche Gazzè l’ho visto due-tre volte. Le mie aspettative erano quindi basse, perché li conosco bene; non mi aspettavo nuove emozioni. L’entusiasmo era dunque flebile, vista la numerosità delle volte che avevo assistito ai loro concerti. Sono stata invece piacevolmente sorpresa e riscaldata da una scaletta varia, intelligente e generosa.
Inizia la “cantantessa”, da sempre a suo agio a Bologna, città composta da molte anime e diverse provenienze, che la ama incondizionatamente, tanto da applaudirla a piene mani anche se ha la voce un po’ rauca. Lei e i membri della band suonano a memoria, ed è molto soave l’armonia prodotta. La Consoli canta molte canzoni degli ultimi album, quelle della maturità, delle riflessioni, delle denunce (Mio zio) e del dialetto (A' finestra) ma ci regala anche alcuni dei suoi classici, tra cui spiccano la splendida Blunotte e una pazzesca versione chitarra e voce, potentissima, di Geisha. Un’ora di delicatezza e trasporto.
Arriva poi Max Gazzè, per un’altra ora di vitalità e entusiasmo. Il cantautore romano si concentra principalmente sulle sue hit storiche, da Vento d’estate a Cara Valentina, a Il timido ubriaco a Una musica può fare e il pubblico apprezza molto, saltando e ballando. E mentre Max intona il suo ultimo pezzo, ritorna sul palco la “cantantessa” con tutta la sua band, in modalità-trenino…
Davvero divertente l’atmosfera che si viene a creare, con i due che scherzano e si pizzicano vicendevolmente, in nome di un’amicizia salda e vera. Da lì, i due complessi al completo alternano canzoni dell’una e dell’altro che i due cantano insieme, incantando il pubblico per quasi tre quarti d’ora. E poi sorrisi, battute in catanese e in romano, abbracci. Tutto molto bello, a prima vista inaspettatamente. In realtà questi due artisti hanno saputo creare ciascuno un linguaggio molto personale e sono da ricomprendersi tra i (pochi) cantautori attuali di spessore. Nei loro testi, infatti, si ritrova la complessa e fragile, apparentemente disimpegnata, realtà post-contemporanea: fatta di persone insicure e distanti tra loro, di afflati di ricerca di un sodalizio, di critica ironica e metaforica delle distorsione etiche e politiche, di disincanto e creatività, di sentimenti puliti, di brio e di ottimismo, di paesaggi dell’anima, di delicati equilibri anelati e ricercati. I modi espressivi e musicali tra i due sono diversi, e non potrebbe essere altrimenti, visto che si tratta di un uomo oggi cinquantenne, cresciuto tra Bruxelles e Roma, bassista, e di una donna quarantenne, cresciuta a Catania, chitarrista. In due parole, ritmo e melodia. Le caratteristiche in comune tra i due artisti, sono però, a ben guardare, simili: talento, semplicità, intelligenza, acume, ironia, passione, dedizione, serietà. Ottima idea quella di ritrovarsi insieme, ottima riuscita dell’esperimento.
Bologna, lieta e piena di sensazioni positive, ringrazia.

 



Festa dell'Unità Bologna
Carmen Consoli e Max Gazzè in concerto
Bologna, Pala Nord, 14 Settembre 2017

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