“D'un tratto, per qualche motivo imponderabile, mi sentii profondamente addolorato per lui e bramai di poter dire qualcosa di reale, qualcosa con ali e cuore, ma gli uccelli che desideravo si posarono sul mio capo soltanto più tardi quando fui solo e non avevo più bisogno di parole”.

Vladimir Nabokov

Eleonora Cesaretti

Dieci motivi per leggere "Hunger Games"

#1: SPIETATEZZA
Avremmo dovuto capirlo già da titolo: Hunger Games, letteralmente giochi della fame, laddove la pronuncia di "hunger" ricorda molto quella di "anger", rabbia, il che avrebbe dovuto farci saltare la pulce all’orecchio.
La rabbia, nella sua più violenta declinazione, è proprio ciò che caratterizza questa concitata trilogia: uccisioni, quasi sempre cruente, torture psicologiche e fisiche, morti per inedia e per assideramento, avvelenamento del sangue, per finire con bombardamenti e esecuzioni di massa. Suzanne Collins non ha avuto paura di mostrare un buon numero di cadaveri, una volta uomini, donne e bambini, informandosi nel dettaglio sull’effetto esatto di ogni genere di accidente che possa investire il corpo umano.

Tappezzeria floreale

Scommetto che chiunque, ricordando la propria adolescenza (a meno che non la stiate ancora vivendo), la identifichi come un periodo in cui gli alti e i bassi si alternavano talmente repentinamente da darsi il cambio anche nel giro di poche ore.

Dimentica il mio nome... o forse no

Dimentica il mio nome è il nuovo, attesissimo, fumetto di Zerocalcare, uscito il 16 ottobre. È probabile che abbiate sentito parlare di questo fumettista romano, perché da quando disegnava locandine per concerti punk ne è passato di tempo.
Una delle qualità che mi hanno subito colpito di questo fumettista, è che ha una grande considerazione dei suoi fan: quando è in qualche libreria a firmare autografi (che non consistono in una semplice firma, ma sono veri e propri disegni personalizzati), spesso l’ultimo fan se ne va a notte inoltrata, come successe alla sottoscritta esattamente un anno fa, a Roma.

Psichedelico infinito

Dei lavori di Escher mi ha sempre colpito la precisione, quasi maniacale, con la quale sembravano realizzati. Ero stata altresì affascinata dal vortice di illusioni ottiche in cui l’occhio – e la mente – finiva per sprofondare in una ripetitività potenzialmente infinita.
Non immaginavo che dietro a tanta precisione ci fosse l’esattezza dei numeri, o meglio, l’astrattezza armonica della matematica: l’ho scoperto soltanto visitando la mostra allestita presso il Chiostro del Bramante, a Roma.

Verde scienza

Il fenomeno delle “notti bianche”, nottate in cui i negozi rimangono aperti fino alla mezzanotte inoltrata, sta ormai animando i centri storici della nostra Penisola. Nel caso di Perugia, il 26 settembre la notte si è tinta di verde: sotto questo colore, le vie del cosiddetto “distretto del sale” – l’area tra Corso Cavour e Borgo XX Giugno rivitalizzata da un coordinamento tra artigiani, artisti, associazioni, cittadini e commercianti – sono state animate da diverse iniziative volte alla valorizzazione dei ricercatori umbri e del territorio.

Stillicidio di una drupa

L’ampolla, contenente un liquido di un verde torbido, ondeggia di fronte a me; il suo colore cupo sembra pulsare dinnanzi alle fiamme del fuoco che, alle mie spalle, si sta mangiando allegramente un paio di ceppi secchi.

"Summer Jumboree Festival": fenomenologia di un evento

Nei primi giorni di agosto, per la precisione dal 2 al 10, Senigallia (Ancona) si è vista animare dalla ormai famigerata febbre degli anni Cinquanta, concretizzatasi attraverso il festival del Summer Jamboree.
Senigallia venne fondata tra il 389 e il 383 a.C. dalla tribù gallica dei Senoni; da qui si sono ivi avvicendati Romani, Visigoti, Bizantini, e via dicendo. Eppure la città sembra essersi cristallizzata a metà del Novecento, celebrandone la nostalgia con tutte le forze di cui dispone.

Joanne Rowling e i nomi del successo

Scrivere un libro non è semplice; trovare una storia per il secondo, poi, con il peso del primigenio successo che pesa sulle spalle, può risultare arduo. Figurarsi che impresa ardua possa rivelarsi inventare una nuova storia dopo un successo mondiale come quello di Harry Potter.

Sporogenesi di una periferia

Il Novecento è stato caratterizzato dalla perdita della dicotomia storica tra centro e periferia: il centro, gerarchicamente superiore, ha ceduto spazio ad un’attrazione verso la periferia, alimentata dall’azione delle telecomunicazioni e della globalizzazione. Le città si sono decongestionate, socialmente è venuta a mancare la distinzione tra le classi ricche del centro e quelle povere della periferia; si sono da tempo modificati i territori e le costruzioni attraverso gli effetti di quel fenomeno chiamato conurbazione: le periferie sono ormai quartieri, o centri alternativi, con strutture funzionalmente appartenenti alla città, che però sono dislocate, come le discariche, o le multisale cinematografiche.

Nicolai Lilin: un prodotto editoriale?

Non so se vi è capitato di leggere il libro di Nicolai Lilin Educazione Siberiana, anche se sono sicura che ne avrete sentito parlare grazie alla trasposizione cinematografica fatta non troppo tempo fa da Gabriele Salvatores.
L’aspetto che forse più colpisce della narrazione, è la perizia con la quale l’autore descrive le usanze, le consuetudini e i rituali propri della sua gente, gli Urca siberiani stanziati in Transinistria, regione che oltretutto non è riconosciuta da nessuno stato.

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