“Le ho riservato due biglietti per la prima del mio Pigmalione. Porti un amico. Se ne ha uno”; “Non posso venire alla prima. Verrò alla seconda. Se ci sarà”

Scambio di telegrammi tra George Bernard Shaw e Winston Churchill

Venerdì, 16 Gennaio 2015 00:00

L'Amore spiegato a mio figlio

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"Papà, ma come hai fatto a convincere la mamma a stare con un fallito come te?"
"È una storia complicata..."
"Non lo sai neanche tu, vero?"
"No! Cioè, sì che lo so! Ma sai l'amore non si può spiegare a parole..."
"Non è che sei tu che non sei bravo con le parole?"
"Lo sapevo, lo sapevo, l'ho sempre detto che un figlio fra lei e me sarebbe stato un mostro!"
"Perché dici così?"

"Perché hai solo sedici anni ed è già palese che io avessi ragione! Tu farai suicidare la gente, amore mio. Che in fin dei conti non è un male, però non pensavo che sarei stato io il primo"
"Dai ma avrai fatto qualcosa per convincerla. C'è una ragazza che mi piace molto e non so come comportarmi, lei è piuttosto schiva e mi serve un consiglio..."
"Ma che bello! Il primo innamoramento di mio figlio!"
"Ma no, il problema è che sto già con un'altra... più quella con cui ogni tanto scopiamo. Io vorrei conquistarla e tenermi le altre due. È possibile? Anche tu alla mia età avrai avuto questi problemi!"
"Piccino mio, io alla tua età combattevo contro Yazmat e i suoi 50.112.254 HP con la mia squadra ancora a livello 65 in uno scontro di sette ore di fila e senza usare la tattica codarda del cecchino"
"Appunto, sei uno sfigato completo che si guarda ancora i cartoni animati! Spiegami come hai fatto a sedurre la mamma nonostante il tuo criminoso passato da fan di Eminem e Rey Mysterio!"
"Non dovresti sottovalutare il sex-appeal di un uomo che ha finito la lega Pokemon con Wobbuffet in squadra... E che per farlo ha saltato una sessione di esami universitari"
"L'hai fatta ubriacare e messa incinta?"
"Ma che dici! Ho avuto anche io le mie avventure amorose!"
"In quale mondo fantastico e virtuale?"
"Nella realtà, piccolo goblin! Solo che le mie storie duravano due settimane e poi le ragazze mi lasciavano puntualmente a Natale o a San Valentino o il giorno del mio compleanno dicendomi che in fin dei conti ero solo un amico"
"Sono ancora più sbalordito. Non è che per caso tu non sei il mio vero padre?"
"Beh la fedeltà in effetti non è il punto forte della mamma, ma purtroppo sono più che certo che sei mio figlio..."
"Perché?"
"Perché a nove anni ti abbiamo scoperto a leggere i miei manuali di ginecologia e sessuologia"
"Tuoi? Ma tu non hai fatto medicina"
"Appunto, per questo sono sicuro che sei mio figlio"
"Dai ma avrai un segreto! Hai qualche particolare talento a letto?"
"Beh, non è per vantarmi, però in effetti sono piuttosto..."
"Non preoccuparti papà, una qualità fra tanti difetti devi pur averla. E la mamma d'altronde è un tipo pragmatico, ora le cose quadrano meglio"
"Non parlare così realisticamente della mamma, lo sai che mi fa stare male! E comunque quando ero giovane le ragazze mi trovavano simpatico, carino, intelligente, dolce, sorprendente, e un sacco di altre cose che mi dicevano prima di spiegarmi che non volevano stare con me"
"Ahahahha!"
"Alle donne non piacciono le qualità, fidati, per questo forse tu hai così tanto successo amore mio. A me dicevano tutte 'sei speciale', 'sei una bellissima persona' e non me la davano. Ne ho dedotto che l'uomo della loro vita doveva essere uno bello, banale e stronzo"
"Beh forse ti dicevano 'sei speciale' un po' come si fa con i ritardati"
"Probabile, fatto sta che oggi per conquistare una donna con una poesia gliela devi scrivere su una banconota da cento euro. Per loro l'uomo onesto e intelligente è una perversione, un feticismo"
"Che misoginia papà! E poi io ho la media del nove"
"No, la mia è misantropia, penso molto peggio degli individui di sesso maschile. E se la scuola premiasse e formasse le persone intelligenti il mondo sarebbe sicuramente diverso!"
"La mamma aveva la media del nove e mezzo, per stare con te avrà avuto il feticismo dei cazzoni"
"Sai che da quando sei nato ho rivalutato molto la figura di Abramo? Comunque io ti dico semplicemente la verità, sono stato l'amico di molte ragazze che amavo e credimi non mi sbaglio. I miei sono dati empirici, li ho conosciuti i loro ragazzi! Una mia amica dottoranda in filosofia mi ripeteva sempre che le donne sono come cani che vogliono il padrone, e il grande sogno erotico di un'altra mia amica davvero intelligente era quello di stare con un alto, calvo e barbuto taglialegna"
"Devo dedurne che non ti tagliavi la barba per far credere alla mamma che eri un nano taglialegna?"
"No, il nostro è stato amore"
"Dai papà, ancora con questa storia dell'amore!"
"Come chiami il fatto di avere una vita felice finché non incontri due volte una donna che ti fa sentire misero e vile come mai prima in vita tua? L'improvviso, immotivato, assurdo, bisogno quotidiano di stare con lei nelle coperte, nelle strade, nel tuo passato, nel tuo presente e nei giorni che verranno?"
"Io la chiamo astinenza sessuale prolungata. Mi sbaglio?"
"Noto con piacere che IDDIO anziché darti il grazioso seno di tua madre ha preferito dotarti del suo stesso del suo 'romanticismo'! Comunque sia, ascoltami bene. Ti parlerò da uomo a uomo visto che hai bisogno di me e che l'amore è una faccenda seria"
"Non vedo l'altro uomo. Saresti tu che sei affannato quando porti la cassa d'acqua?"
"Spiritoso. Ora taci piccola massa maligna cagata dalla patata di tua madre e generata da uno sputo del mio pene. Dunque, esistono fondamentalmente tre tipi di amore, tre forme di auto-convinzione per perdonare a sé stessi la tragica condizione innaturale della monogamia imposta in nome della morale e per conto della politica"
"Interessante"
"Il primo modo di amare, oggi un po' fuori moda nella realtà ma ancora onnipresente nelle diverse forme di intrattenimento, è quell'amore irrazionale, impossibile, difficile, stereotipicamente romantico. Canzoni dolci, passeggiate mano nella mano in riva al mare, cene a lume di candela, luna, rose, poesie, cioccolatini, regali, ecc..."
"Deve costare un sacco!"
"Già, le donne sono pazze e noi uomini daremmo via l'anima per una scopata: ti presento l'umanità. E la notizia peggiore è che passerai tutta la vita a sentirti diverso, migliore, e che non lo sarai mai. Comunque sto divagando! Quello romantico è un amore in cui non contano i fatti ma le loro interpretazioni; non è di Cupido né di Eros ma è l'amore ebbro di Bacco in cui nessuno dei due membri vive mai la stessa storia né conosce mai l'altro. È quell'amore per cui tutto pare unico, per cui tutto pare matto e predestinato, inevitabile, e da cui si guarisce costringendosi ad un anno di attiva vita sociale mista a castità e celibato"
"Perché si guarisce così?"
"Perché solo così ti rendi conto di quante volte incontriamo l'anima gemella!"
"Allora vedi che ho ragione! Non esiste nessun amore"
"Il punto è che in questo tipo di amore la ragione non ha voce in capitolo. È un amore infantile, è così che lo si spiega ai bambini, è l'amore adolescenziale del primo e meraviglioso libro di Flaubert: le memorie d'un pazzo. E proprio come per i bambini la prima lite di papà e mamma sono il mondo intero che gli crolla sulle spalle, così accade anche per l'innamorato quando l'amore finisce"
"Ho pianto la prima volta che avete litigato?"
"No, ci guardavi e ridevi; e io sono nato nonostante mia madre prendesse la pillola. Come vedi abbiamo lo stesso senso dell'umorismo, siamo le eccezioni che confermano la regola"
"Ahahaha"
È un amore infantile perché crede a Babbo Natale, perché è quel che crede, perché è quello che gli si fa credere. È quell'amore per cui si sacrifica tutto, nato da un colpo di fulmine e che alla fine si rivela quasi sempre solo un abbaglio. È spesso così il primo amore, quando ancora non si capisce la differenza fra essere innamorati e amare. Ma, nonostante il rincoglionimento arrecato da questo tipo di amore, può rivelarsi in realtà un intelligente investimento. Negli anni infatti lo potrai ricordare con nostalgia e credere di aver vissuto qualcosa di importante nella tua insignificante vita. Per molti è addirittura l'unico modo di dare un senso ai propri giorni, di preoccuparsi per qualcun altro e di fare qualcosa di apparentemente folle"
"Molti tipo te?"
"Io mi ingoiavo le uova col guscio che ero ancora sul seggiolino, ho speso quattromila euro per una magistrale in Semiotica e ho fatto un figlio con una donna capricorno: in quanto a follia non mi batte nessuno"
"Sono confuso..."
"Devi capire che si tratta di un amore letterario, considerato 'vero' perché è intertestuale, mai nostro e già visto, mai vissuto e per lo più recitato, un po' come quando sui volantini pubblicitari spunta 'visto in TV' per ricordarci che quella è roba seria. È letterario perché postula un tempo finito e vive all'interno di postulati come 'per sempre': chiede all'altro di rinunciare alla propria vita come possibilità per ridurla a uno stato e ad un 'è stato'. L'innamorato che dice ti amo non vuole affatto dire che ama quella persona adesso ma che l'ha sempre amata e che l'amerà sempre. Si tratta così della forma di amore più vicina alla necrofilia"
"E cosa sarebbe? Una delle tue tante malattie fisiche e mentali?"
"No, è quello che farà tua madre quando tornando a casa stasera piangerà sul tuo cadavere chiamandoti 'amore mio' e baciandoti il volto freddo e coperto di sangue"
"Fico!"
"È un amore che ha molto a che fare con la morte perché esclude a priori l'idea del cambiamento e della vita come susseguirsi di albe, imprevisti, crescita e di novità. È infatti l'amore del Werther, di tutti quelli morti veramente in seguito alla lettura del romanzo, ma anche l'amore per cui Tristano rivela a Isotta di aver riconosciuto nella sua 'protesa mano' niente meno che 'la dolce morte' e per cui Isotta affermerà alla fine della vicenda: 'Per gustare con te eterno amore, volli votarti alla morte in unione con me'. E anche Romeo e Giulietta, dopo un sacco di casini e mai un attimo di pace, finiscono stecchiti. Barthes nei suoi Frammenti: 'Perché durare è meglio che bruciare?'"
"Uhm, non dà molta voglia di essere romantici e innamorati detta così! Che piacere c'è in tutta questa sofferenza?"
"Parli così solo perché non sai quello che tua madre ama fare a letto. In ogni caso molti dicono di volerlo ma è tutta ipocrisia, come hai capito da solo. Infatti si inizia ad amare in questo modo allo stesso modo in cui si vuole rivivere un ricordo, è un amore in cui essere in due è quasi superfluo, quasi troppo. 'La felicità non sta nell'essere amati: questa non è che una soddisfazione di vanità mista a disgusto. La felicità sta nell'amare, e nel carpire tutt'al più qualche illusorio istante di vicinanza all'oggetto amato' scriveva Thomas Mann. È amore sempre prima di essere vissuto, quasi mai continua a esserlo dopo. Chi ama così non ama mai l'altro ma la sua immagine, il suo cadavere imbalsamato, un quadro astratto alla Rothko"
"E chi è papà?"
"Uno che spargendo a cazzo due o tre colori su una tela è diventato artista e miliardario. Tornando al nostro discorso vivere questo amore è un peccato: è troppo bello per durare a lungo, una volta trovato meglio suicidarsi insieme piuttosto che sia la quotidianità o la prima stangona con una quinta di seno a sgozzarlo. Ce l'hai presente La ballata dell'amore cieco di De André?"
"La metti in media cinque volte al giorno, dunque purtroppo sì"
"Bravo, ecco, se ci fai caso l'innamorato sorride felice solo dopo che alla donna amata non è rimasto che 'il sangue secco delle sue vene'! Questo tipo di amore è adatto a quelli che rifuggono la vita, poco importa che lo facciano con un suicidio o  mettendo al mondo un bambino. Anche se nel tuo caso siamo riusciti a fare le due cose insieme con la tu nascita. Qui si deve essere felici, ma non si può amare così per essere felici, qui importa solo amarsi addirittura a discapito della felicità.
Pavese scriveva che non è possibile vivere una vita senza un mito in cui credere, questo amore è quel mito di massa. Lui, uomo forte e anima libera, l'ha appena vista e vuole sposarla e avere figli. Se lei è sana di mente, che deve fare?"
"Scappare direi! A meno che lui non sia molto ricco"
"Bravo, ma se invece accetta, come dobbiamo giudicarla? La invidiamo? Ci dispiace per lei? In Final Fantasy VIII Squall, quasi alla fine del gioco dopo ottanta ore di gameplay, afferma all'orfanotrofio che anche se Linoa diverrà la strega nemica del mondo lui diventerà il suo cavaliere. Cosa lo rende 'romantico' 'tenero' 'adorabile' 'innamorato' nello sgozzare improvvisamente i suoi amici e andare contro tutti i suoi valori per difendere la sua donna?"
"Papà mi stai iniziando a fare spaventare. L'oscurità ignota dello spazio profondo non è niente se paragonata a quello che hai in testa. Lo sai vero?"
"'Tu sei la cosa più importante', 'Sei in tutti miei pensieri', 'Non posso vivere senza di te', se questo modo di amare è monogamico per eccellenza non è affatto perché l'uomo rinuncia alle altre donne ma perché egli rinuncia alla realtà, al mondo intero, perché riduce tutta la sua vita al poter stare accanto alla persona amata. E non lo fa per senso di sacrificio, è solo che cade in una specie di psicosi. Anzi qui non si sta l'uno accanto all'altro, qui si sta l'uno nell'altro. E si amano anche i difetti dell'altro, addirittura ognuno si fa carico delle pene della persona amata come se fossero le proprie! La propria identità si mescola così a quella del partner"
"Tipo tu che porti le corna del capricorno?"
"Esatto. È l'amore cieco, e non c'è miglior cieco di chi non vuol vedere. È sicuramente per questo che in questa condizione non viene troppo difficile amare l'altro per ciò che è: perché non si viene mai a sapere e ad accettare come sia veramente la persona amata"
"Ora si spiega tutto! Ecco perché ce l'hai fatta!"
"È l'amore dove si mente di più, dove si mente tanto a sé stessi da essere al riparo dagli inganni dell'altro. Ironia della sorte questo amore tanto falso e tanto solitario è denominato 'vero'. Nell'immaginario collettivo questo amore è quello che più si vuole avvicinare all'idea di felicità, ed è allo stesso tempo forse l'unico amore che veramente ci strugge, ci distrugge, ci strazia. Gli uomini che picchiano le donne, le soffocano con la loro gelosia, che arrivano veramente all'omicidio non gridano forse di averlo fatto perché le amavano veramente? E le donne che spesso subiscono in silenzio non si credono forse amate?"
"Beh ma non è vero, se ami qualcuno non gli fai del male, lo vuoi felice"
"Se ami qualcuno tu gli farai sempre e comunque del male, e niente rende più pericolosi e cattivi di mettersi in testa di manipolare gli altri verso la felicità. Come puoi mai deciderlo tu, come puoi mai saperlo cosa rende veramente felice l'altro? Mai fidarsi di quello che dicono per capirlo! Questo amore insomma è tanto bello perché non ha niente di sano, infatti non si sceglie mica di amare così ma proprio come la malattia o la disgrazia è un amore che 'capita'. È una casualità inesorabile, mitica, e come il mito questo modo di amare postula l'inevitabilità: Edipo non sfugge dall'omicidio del padre e dall'incesto con la madre, l'innamorato romantico per essere eroico non può sottrarsi ad un fato meno violento e amaro"
"Ma tu ci credi davvero in tutto questo? Secondo me non facciamo mai niente che non sia calcolato e conveniente. È come quando sei a una festa e ti ubriachi al punto da non capire più niente. È vero che non capivi più niente, però eri sobrio e lucido quando hai deciso di ridurti in quello stato. In fin dei conti anche quello di baciarti con una brutta faceva parte del tuo piano inconscio per riderci su il giorno dopo! Non c'è niente di così dolce nel giocare a fare gli innamorati, è solo prendersi in giro"
"Domani chiedo un test del DNA. In ogni caso il senso si costruisce sullo scontro fra contrari ed è per questo che questo amore così amaro sia fra tutti il più sdolcinato. Va benissimo per questo tipo di amore una profonda diversità fra gli amanti, anzi la si cerca proprio per dimostrare a sé stessi quanto ci si completi e quanto questo amore non sia il frutto di una fredda razionalità calcolata: tanto più ti odio tanto più ti amo, meno abbiamo in comune e più il mito è vero, siamo fatti l'uno per l'altra perché siamo due vuoti che si compenetrano fuori da un qualunque spazio e tempo"
"Sì ma poi tutto questo finisce..."
"No, non finisce mai. Soltanto i falsi romantici scopaioli dopo la fine della prima storia da innamorati affermano che l'Amore non esiste. Negli altri casi si affermerà che QUELLO non era il vero amore, altrimenti non sarebbe finito. Perché siamo stati tutto ed ora non possiamo accettare che eravamo il niente. Devo crederlo, devo per poter amare ancora e sopratutto sperare"
"Insomma un mucchio di illusioni che ti lasciano lacerato per sempre"
"Ma questo amore è veramente un'illusione? Credere che l'autoconservazione sia la più grande aspirazione dell'uomo lo è. Tua madre lo vede ogni giorno al lavoro, la gente pur di sentirsi un po' viva è disposta a qualsiasi tipo di sofferenza. Però ne può valere la pena di lasciarsi andare così? Ho trovato la risposta quando un giorno il mio cuginetto di otto anni guardando una farfalla mi disse con tono allegro: forse per lei ventiquattro ore sono come tutta una vita..."
"Mi sfugge la risposta"
"Che bisogna essere bambini o incoscienti per avere il coraggio di amare così"
"E allora perché mi hai raccontato tutto questo se non mi serve a niente!"
"Quella pragmatica è tua madre, io sono quello prolisso"
"Già, dovevo chiedere subito alla mamma"
"No figlio mio, mi serviva per fare il paragone con l'altro tipo di amore"
"Se la spiegazione dura quanto quella precedente, ti ricordo che io ho da studiare!"
"Mi sembra di sentire tua madre! Io lo sapevo, dovevo sposarmi quella a cui piacevano gli hentai! Una bella nerd e non una sgobbona! Oppure una stupida, come fanno in tanti!"
"Hai mai preso in considerazione il fatto che forse sei tu lo stupido che la mamma ha sposato?"
"Ottima osservazione. Vedi è proprio questo l'altro tipo di amore!"
"Quello con le persone stupide?"
"Non per forza, con chiunque ci fa stare bene e ci permette di soddisfare gli ormoni. L'altro tipo di illusione amorosa non è l'amore che capita ma è l'amore che si fa accadere, che c'è. È un amore ovvio, facile, è il frutto dell'abitudine a prendersi cura di sé. Non è più il mito di Pavese ma l'amore che lui stesso descrive come un anestetico alla vita. Nessun sentimento del contrario, qui è il nostro amarci un investimento ragionato, le addizioni prendono in maniera più o meno conscia il sopravvento sulle emozioni. Ma se il romantico fa tutto da solo, il calcolatore razionale ha paradossalmente bisogno molto di più della partecipazione dell'altro. È il paradosso del bondage: un altro ci lega per rimanere legati a noi stessi. Eccita di questo amore la compagnia in una condizione di solitudine conscia, è l'aspirazione a una schiavitù assoluta di cui non si ha la forza, che è appunto quella del romantico"
"La tua cultura pornografica è impressionante papà"
"Io ti amo perché sei qui, perché mi piaci, perché ne ho voglia ora, perché è più comodo così, perché è possibile, perché sei casualmente disponibile direbbe Bukowski. Ti amo serenamente perché dopo di te ce ne sarà un'altra, rispetto la tua libertà, il tuo futuro, il tuo essere. Ho delle attese verso di te, potrai deluderle ma non deludere veramente me. Non mi aspetto che tu non mi menta e che tu non cambi mai"
"Mi piace"
"Tutto però non è così semplice, questo amore è ancora un quadro astratto. Questa volta non è Rothko ma è un Kandinskij: sotto l'apparenza c'è il terrore della disgregazione dell'atomo"
"E chi sarebbe?"
"Ma che v'insegnano a scuola? Comunque, rimane il fatto che pulsioni ormonali e pura coincidenza non possono sminuire questo modo di amare. Tu sei quella che ho scelto perché non ho trovato di meglio, perché eri disponibile, perché amarci diversamente sarebbe pericoloso e sconveniente, e sono contento di averti trovata. Ci amiamo perché è bene così, proprio perché non siamo pazzi ed il valore del nostro amore sta esattamente nel fatto che non era inevitabile. È un amore vincolato al presente, al momento, al luogo, al corpo, incatenato da ogni parte e libero come nessun altro modo di amare. È un sogno nella realtà che si vive senza averlo mai dovuto sognare, qualcosa di molto realistico e pratico. 'Romeo sarà anche carino, ma in fin dei conti all'inizio tutto va sempre bene, all'inizio sembra sempre amore vero. Chi me lo fa fare di scegliere lui e mettermi contro il mondo intero quando è quasi sicuro che fra cinque anni non lo sopporterò più? Meglio un altro' dice la Giuletta di questo amore. 'Le altre donne, dai matrimoni decisi a tavolino dalle famiglie per pura convenienza, non sono comunque felici? Hanno denaro, prestigio sociale, tranquillità, e se vengono tradite è verissimo che anche loro tradiscono il loro marito! In cambio di questa piccola oasi in un mondo caotico, che costa fare gli occhi dolci a un uomo che non si ama e ogni tanto fargli un bambino? Magari col tempo è pure possibile che l'amore nasca, che l'abitudine faccia nascere l'affetto'. Capisci? Ci sono un sacco di persone che si credono innamorate e finiscono con lo sposarsi solo perché così è una cosa in meno da fare, perché sì tolgono un pensiero e sono apposto con i loro genitali e genitori e con la società. Qui almeno si è onesti, ci si ama senza mai dimenticare che Icaro ha voluto volare troppo in alto e che per questo alla fine non se ne ritrovò neanche più il cadavere. L'amore è già così difficile di per sé, perché mai rendersi le cose ancora più complicate? I momenti tristi ci saranno comunque, che almeno ci sia gioia e leggerezza e semplicità! E che quando non ci saranno più non si debba rimanere insieme finché l'odio non ci separi!"
"Insomma è un po' come essere trombamici"
"Forse hai ragione, non sei mio figlio! No comunque, non c'entra niente. Questo è un amore pieno di dolcezza in cui dormire insieme è bello tanto quanto fare sesso. Perché per amare così ci si deve vincolare a un altro e si deve credere in un futuro insieme, anche se non eterno. Non è l'allegria ingenua del primo Mozart né lo stile della tempesta a lieto fine di Beethoven, sono i 400 chilometri che percorse Bach a piedi per andare ad ascoltare dal vivo la bellezza della musica di Buxtehude a Lubecca. 'Amore non è guardarci l'un l'altro, ma guardare insieme nella stessa direzione', Saint-Exupery. Qui lasciarsi fa paura e bisogna essere disposti a qualche sacrificio"
"Sacrifici? Tipo tu che hai dovuto rinunciare alla Playstation?"
"Io non ho rinunciato al vero amore della mia vita, è solo nascosta! Comunque questo è un amore sano perché non nasce dalla volontà di completarsi a vicenda, ma dalla volontà di essere felici senza mai smettere di difendersi. Qui ognuno si fa carico innanzitutto della propria felicità, e la felicità dei singoli contribuisce alla felicità della coppia. Qui scegliamo di appartenerci, finché ci andrà, di renderci felici, finché converrà a tutti e due. E rifiutiamo che il nostro non sia vero amore, perché solo noi amiamo senza illusioni, senza inganni, perché abbiamo gli occhi aperti. Noi non guardiamo la realtà dall'alto in basso, attraverso un filtro che ci fa sembrare tutto roseo! Noi pur strisciando nel fango e avendo coscienza dell'inferno in cui viviamo non abbiamo paura di guardare in alto e di aspirare al meglio. La nostra dimore è umile, spoglia di ornamenti, ma è il focolare dell'amore. 'Se questo tempio è il più segreto è allo stesso tempo il più voluttuoso: non si trova che lì quel che serve alla felicità, e quella vicina abbondanza è assai lontana dal valere le grazie di questo luogo dove non si giunge che con fatica, dove si sta così stretti e dove si è ospitati così miseramente'"
"E chi sarebbe che descrive così l'amore?"
"A dire il vero queste sono le parole con cui Sade parla del sesso anale in Justine. Ma fidati nessuno quanto lui aveva capito tutto sull'amore, sulla vita e sulla natura umana!"
"Papà!"
"Solo amando così si ha la forza di accettare veramente l'altro e si ha l'opportunità di maturare insieme nel sentire e nel pensare, di conoscere sé stessi. Niente più fede e amore biblico, qualcosa di ancora più coraggioso del Paradiso Perduto col suo eroico Adamo, un vero e proprio Evangelion: l'uomo ha scelto il suo peccato e ha preferito la conoscenza a Dio, è la guerra dichiarata ad ogni olimpo: è Gaia la terra che fa evirare Urano il cielo. A noi non serve Bacco, l'incoscienza di un edonismo ipocritamente negato; la dea che veglia sul nostro cuore è Atena. Perché il nostro amore è una città che abbiamo costruito: ha mura, palazzi, confini, mercanti, invasori e viaggiatori, diversi quartieri, cresce, teme la malattia, conosce la guerra e ha templi in cui ogni domenica si prega la pace per tutti noi che siamo sotto lo stesso cielo. Per dirla con Calvino il nostro amore è quello spazio che resiste al'inferno dei viventi; la nostra città è quella di Tamara dove ogni strada rimanda a una storia, ogni pietra ci ricorda ciò che abbiamo vissuto e voluto insieme, dove tutto è un segno che rimanda a qualcos'altro e fuori 's'estende la terra vuota fino all'orizzonte, s'apre il cielo dove corrono le nuvole. Nella forma che il caso e il vento danno alle nuvole l'uomo è già intento a riconoscere figure: un veliero, una mano, un elefante'...'"
"Possiamo andare direttamente all'amore di Priapo? Credo che sia quello che fa per me"
"Ci si illude anche qui, certo, ma il minimo indispensabile. È l'amore di Boris Yellnikoff: basta che funzioni, basta non fare del male e rubacchiare un po' di gioia. Sembra cinico, ma non lo è. È solo fragile, ferito. È l'amore del Goethe delle affinità elettive e non più del Werther.
Qui nessuno nega che ci amiamo perché siamo soli e necessitiamo compagnia, perché il male più grande è la noia, perché le nostre chimiche ci hanno attratti. Qui tutto questo si dà per scontato, queste sono le fondamenta sulle quali si cerca di costruire una torre di Babele. Nonostante tutto noi scegliamo di intraprendere un cammino e di costruire insieme qualcosa sacrificando una piccola parte della nostra libertà, del nostro unico tempo. Qui non ci si inginocchia, si fa festa e si lavora. È un amore bello come le più grandi meraviglie che ha costruito l'uomo, come le sue più grandi invenzioni, è un amore che si sceglie, frutto della ragione che è tanto egoistica quanto illuminata. Qui si giudica ogni giorno se questa nostra storia ne vale la pena, è un amore contro le stelle, il suo simbolo non è la freccia nel cuore ma l'equilibrio del Tao"
"Beh almeno quando ci si lascia non ci sono tragedie..."
"Sì ma non credere che non dispiaccia quando finisce tutto, magari non si arriva a uccidersi o a uccidere l'altro, ma si prova una sincera e grande tristezza quando la storia con la persona amata finisce. Si è come dinanzi uno specchio a guardarsi piangendo la cicatrice fresca di un episiotomia"
"Vorrei chiederti che cos'è ma forse è meglio che io non lo sappia"
"Si investe molto anche amando così, e quando tutto finisce ci si sente come una donna incinta che ha appena perso il figlio dopo tanti mesi passati ad accarezzarsi la pancia e a sentire la vita dentro dio sé; si ha nel cuore questa verità dal peso insostenibile: che non è accaduto per colpa di qualcuno o di qualcosa, ma perché noi non sappiamo amare"
"Però a me sembra solo un modo per chi si è rassegnato di continuare a pronunciare le paroline 'ti amo'. Mi sembra un accontentarsi che però allo stesso tempo si illude di essere molto più di quel che è davvero, e cioè un niente. Un'amicizia con scopata, che è tanto bella che mi chiedo perché bisogna chiamarla amore. Insomma perché mai voler confondere chimica e magia?"
"Una volta a un festino ho conosciuto un chimico che…"
"Solo tu ai festini puoi conoscere un chimico anziché una ragazza!"
"Quella sera abbiamo parlato per tutto il tempo di quello che studiava. Gli ho chiesto come i suoi studi influenzassero il suo punto di vista sul mondo e sulla vita, se riusciva a credere nell'amore, in Dio, se si poteva essere chimici e non smettere di essere sognatori, fantasiosi e cavalieri contro i mulini. E lui mi ha risposto che la meccanica della chimica è così complessa, così infinita e così perfetta che anche gli atei studiando chimica iniziano a credere in Dio e nei miracoli"
"Il vero miracolo è che ti abbiano invitato a una festa! Però per come la vedo io le cose non cambiano: fare progetti con qualcuno prima dei cinquant'anni è una cosa priva di senso. La ragazza che mi piace vuole fare l'università in America, posso preoccuparmi del fatto che fra tre anni non staremo più insieme? Penso solo che ci prendiamo ognuno la nostra felicità giorno dopo giorno e che se tutto va bene fra sei mesi sarà tutto finito e ci sarà qualcun altro. Carpe Diem, viviamoci l'attimo senza cazzi e favole per la testa! Come potrebbe questo essere triste? È più triste essere ancora giovani e cercare il bastone della propria vecchiaia o doversi illudere che l'amore 'vero' sia eterno"
"Carpe Diem vuol dire tutt'altro; ma hai ragione, e infatti questo è l'altro e ultimo modo di amare"
"Eh?"
"Non dire mai 'ti amo' all'altro, non portarlo mai a sperare in un futuro felice insieme a te, dargli gioia in nome di un bel niente e come semplice effetto collaterale del tuo piacere e divertimento. Non ingannare l'altro dato che neanche noi ci conosciamo veramente: e come si può senza conoscersi chiedere all'altro di fidarsi di noi?"
"La fiducia però non ce l'hai perché la chiedi, le persone vogliono e ne accettano da sole i rischi. Guarda che la libertà non è solo tua, parli come se fossi responsabile delle scelte del mondo intero, come se tutti tranne te fossero lì deboli e pronti ad ingannarsi. Dici che non si può sapere cosa vogliono gli altri, ma non vuoi neanche farlo decidere a loro facendo le proprie esperienze. La vera crudeltà è impedirgli di soffrire, di crescere, di imparare a proteggersi"
"Sarà, ma qui si difende addirittura sé stessi e l'altro dall'amore: 'Cosa crede, la gente, che basti innamorarsi per sentirsi completi? La platonica unione delle anime? Io la penso diversamente. Io credo che tu sia completo prima di cominciare. E l’amore ti spezza. Tu sei intero, e poi ti apri in due', scriveva Philip Roth. Questo ultimo modo di amare è la vera libertà conquistata e concessa, il vero rispetto. È la rivoluzione del nudo del '700 di Boucher con l'odalisca Bionda: Eros puro, la verità per quello che è, la nudità e il desiderio senza alcun simbolismo e senza voler raccontare alcuna storia. E chi può negare che quel quadro sia Arte?"
"A proposito di quadri, potremmo togliere L'origine del mondo che è appesa nel salotto? Mi mette molto a disagio quando vengono i miei amici o quando porto una ragazza! E poi anche per fare colazione di prima mattina non è l'ideale..."
"Certo che no! Ottimo esempio però: questo amore è come Deborah de Robertis che nel 2014 si spoglia e apre la vulva al Museo Orsay davanti al famoso quadro di Courbet. È la vita che fa irruzione dell'arte, è uno scandalo banale. Si tratta di non sottrarre tanto tempo e energia all'altro, di incontrarsi ogni volta che capita senza regole, patti, contratti, altari, sogni, sacrifici, significati. Non preoccuparsi di rientrare in alcun canone sociale, dare e avere amore libero per chiunque lo desideri e sappia goderne senza volerselo appropriare. 'Che cos'è l'amore? Il bisogno d'uscire da se stessi. L'uomo è un animale adoratore. Adorare, è sacrificarsi e prostituirsi. Così ogni amore è prostituzione. L'amore è il gusto della prostituzione, non c'è anzi piacere nobile che non possa essere ricollegato alla prostituzione, ma è corrotto ben presto dal gusto della proprietà' come diceva Baudelaire. E d'altronde nel mondo reale la gente col sesso a pagamento ci si paga l'auto, da mangiare, gli studi e i regalini di Natale per i figli"
"Sì, questo lo so. Sono probabilmente l'unico bambino al mondo che lo sapeva a tredici anni!"
"Non pretendere mai e poi mai che, assurdamente, si possa essere in due tutto ciò che serve per essere felici. Nessun accordo, nessun tradimento. Accettare tutto quello che va di accettare e niente mai che non piaccia. Poter mollare tutto in ogni istante, senza mai spaccare in due l'altro e senza lasciarlo amareggiato per il resto dei suoi giorni! Non credersi capaci di fare ciò di cui quasi nessuno è capace: amare veramente una sola altra persona. Pensa alla foto che ho nello studio: Le regard oblique, Doisneau, la versione col marito e la moglie! Non amare per sentirsi persone migliori, per tornare bambini e scappare dalla violenza degli anni. Non amare per sentirsi felici: L'amore è un dono nella sua essenza, fatto da chi sta bene a chi sta bene per stare meglio e insieme. Altrimenti 'ho bisogno di te' diventa banale, come diceva il mio amico Piero. Capire le semplici necessità politiche e pratiche dietro la parola amore, e non cospargere questo orrore di petali e di miti. Addirittura lasciare una persona che amiamo per farla stare bene, o scegliere di amare la donna che non ricambia i nostri sentimenti e vivere di amori platonici! O ancora meglio rimanere soli piuttosto che avvinghiarsi pateticamente ad un essere umano per dare senso ad una vita insignificante, piuttosto che cercare qualcuno di simile per smetterla di sentirsi soli nell'universo, piuttosto che stare con qualcuno per sentirsi dire che si è belli, unici e importanti perché si sa che non è vero.. Piuttosto che innamorarsi per non cedere all'intelligenza del cuore che senza sosta supplica il suicidio. Un gesto d'amore che non lo sembra eppure forse puro come quello di Cyrano, di City Lights, de La tigre e la neve. Amare senza essere ricordati per aver salvato"
"Scusa ma tu non sei sempre quello che dice che il valore delle cose dipende solo dal loro peso?"
"La leggerezza che disprezzo, ne sei la prova, è la felicità di tanti altri e nessuno ha il diritto di pregiudicarla. Per questo amare così è forse, in fin dei conti, il vero amore, la vera rinuncia a sé per gli altri: sparire dalla loro vita, esistere come un fantasma, come stelle filanti di cui nessuno sentirà mai la mancanza, regalare sorrisi e orgasmi a chiunque senza mai chiedere o pretendere fiducia, e fare tutto questo solamente per la propria gioia"
"Dai papà, perché devi sempre rendere tutto così tragico! Io credo che la cosa giusta è pensare a quello che ognuno vuole e se poi questo coincide con una persona che ci piace perfetto, altrimenti arrivederci. Siamo troppi miliardi di persone per crederci importanti. In quello che hai appena detto è implicito che le persone potrebbero anche vivere senza soffrire, ma è una cazzata e ti contraddici. Tu puoi ritirarti in un eremo, ma se t'importa degli altri non è che così tu faccia il loro bene. Scappi solo con la coda fra le gambe lasciando gli altri in balia di persone molto meno scrupolose di te. Bel modo di amare!"
"Sì ma..."
"E poi tutte queste tue idee sull'amore a cosa servono alla fine? Per sapere come vanno le cose e se ne valgono la pena bisogna viverle, è l'unico modo ed è per questo che è assurdo essere ossessionati dall'idea di fare sempre la cosa più giusta come se si potesse scegliere! Se mi metto a pensare a tutte le cose che mi hai detto c'è da cadere in crisi esistenziale, e nel frattempo che mi decido lei starà felicemente con un altro. Tutte queste tue seghe mentali per me sono soltanto frutto della tua insicurezza, non della tua esperienza ma della tua paura"
"Un mostro, l'avevo detto io, mostro da 'mostrare': hai ragione. Però pensare alle cose non impedisce di viverle anche, è solo che ti ci vogliono sei mesi di strazio in solitudine prima di fare il primo passo! Ma per fortuna, come è successo con la mamma, qualche volta sei ricompensato!"
"Infatti vorrei sapere come, perché più parli e meno ci capisco!"
"Ovviamente all'inizio la mamma non ci stava, si addormentava quando dovevamo vederci e mi dava buca a due appuntamenti su tre, mi rispondeva dopo ventiquattr'ore ai miei messaggi e non mi cercava mai. La sua priorità era studiare e ritrovare un po' di allegria, io ai suoi occhi ero più un problema che un'opportunità! Lei rifiutò in tutti modi possibili, con tante diverse scuse, se ne uscì con la storia che fra tanti anni saremo invecchiati insieme e che nel frattempo potevamo amarci in modo platonico e 'libero' rimanendo amici senza precluderci di divertirci con altri"
"Beh dai ha avuto classe nello scaricarti! E poi a me sembra un buon affare, una soluzione sana"
"Oh beh sì, non è che non ci avessi pensato! Ma io avevo bisogno di lei in quel preciso momento della mia vita. Volevo capire ora se la cosa poteva funzionare, io la aspettavo da anni e non avevo più voglia di aspettare né di crederle sul nostro futuro felice. Anche perché stavano sorgendo un sacco di fan club di Salvini in tutta Italia e io fra due anni mi vedevo o morto oppure sulle isole Lofoten a pescare merluzzo in mezzo al mare ghiacciato! Lei per me poteva divertirsi con chi voleva, non è che avessi ansia che mi fosse fedele e la smettesse di fare casualmente tirocinio nel reparto di andrologia. Avevo solo bisogno di sapere che da quel momento in poi avremmo fatto tutto il possibile per intrecciare le nostre vite e condividere il nostro tempo"
"In effetti sono sicuro che senza di questo saresti diventato il suo migliore amico. Ma come hai fatto?"
"Sun Tzu, l'arte della guerra: 'Conosci il nemico, conosci te stesso, mai sarà in dubbio il risultato di cento battaglie'. Sapevo che le piacevano le malattie così le ho iniziato a elencare tutte le mie malattie: la scabbia del coniglio, la malattia esotica del pesce, le allergie, la lassità legamentosa, le misteriose emicranie, la cicatrice a forma di pene, e tanto altro"
"Ahah! Davvero ha funzionato? È bastato questo? Proporti come cavia per aiutarla negli studi?"
"Beh questo è bastato per farla ridere, incuriosirla e fare in modo che ci conoscessimo un po' meglio. Potrei dirti che quello che davvero ha funzionato è stato il mio insistere, il mio sceglierla, il mio volerla con sentimenti e pensieri chiari e forti, il mio essere disposto a tanti sacrifici, il mio rinunciare ad altro per darle il suo giusto valore. Ma l'amore non è qualcosa che si chiede: 'L’amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L’amore deve avere la forza di attingere la certezza in sé stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà', come dice bene Hermann Hesse.
"E dunque? Questa certezza è piuttosto ovvio che la mamma non l'avesse affatto!"
"Potrei dirti che è stato il mio amarla in tutti i modi possibili: ne ero innamorato romanticamente, ma ci avevo riflettuto molto sulle possibilità di essere felici insieme ed eravamo affini... E in fondo la amavo anche perché sapevo che molto probabilmente lei avrebbe rifiutato di stare con me e saperlo mi rendeva sereno pensando che almeno così sarebbe stata più libera e felice!"
"Stai omettendo l'attrazione sessuale, interessante!"
"Taci, figlio di tua madre! Però alla fine il vero motivo per cui ci sono riuscito è stato un altro"
"E sarebbe? Di certo non sarà stato per la tua capacità di sintesi!"
"Perché era naturale che non saremo stati assieme, c'erano troppi problemi di ogni tipo, troppi dubbi. La mamma era stanca di sprecare tempo coi ragazzi, di storie finite un po' male. Voleva qualche certezza in più e noi non ci conoscevamo neanche veramente. Insomma la realtà non è mica un film o una favola. Era qualcosa privo di senso, un salto nel vuoto, ed era logico e ovvio che avrebbe rifiutato… Ma io lo sapevo"
"Sapevi cosa?!"
"Che a lei i finali scontati non piacciono"

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