“Perché rimani con me?”; “Perché mi tieni con te?”; “Non c'è nessun altro”; “Non c'è un altro posto”

Samuel Beckett

Andrea Arionte

Requiem di vita secondo Boris Eifman

Si conclude, al Teatro San Carlo di Napoli, la stagione di balletto 2013-2014 con l'ultima creazione di uno dei coreografi russi contemporanei più apprezzati nel panorama della danza internazionale: Boris Eifman. La Eifman Ballet di San Pietroburgo espande i confini del balletto, ricercando un linguaggio del corpo in grado di esternare le molteplici sfumature dell'anima. Eifman definisce il suo genere come “balletto psicologico” e Mozart Requiem ne è un esempio di alto spessore artistico e filosofico.

Danze di ritmo e danze di rito

Nella splendida cornice del Lago Fusaro, sulle cui acque sorge maestoso il noto casino Vanvitelliano, in scena, il 31 maggio, Taranterra, per la regia di Massimo Maraviglia, azione teatrale condotta dalla compagnia Asylum Anteatro ai Vergini su testo poetico di Mimmo Grasso.
Performance itinerante creata nel 2012, ha toccato alcuni tra i luoghi più suggestivi della Campania come l'abbazia di Sant'Angelo in Formis, i ruderi del complesso di Sant'Eustachio a Scala, le Stufe di Nerone sulle sponde dell'Averno e naturalmente le selvagge pendici del Vesuvio.

Disegnando Bach

La scrittura sul teatro richiede senza dubbio intuito e pensiero, logica ed equilibrio, e questi probabilmente sono i caratteri che più tardano a manifestarsi. Ebbene, non è sempre necessario armarsi di pazienza, analisi o laboriosità per esprimersi riguardo una pièce. A volte è preferibile immergersi nell'argomento stesso, lasciar scorrere e fluire il contenuto, fungendo da semplici trascrittori. Se si aprono più canali d'ascolto possibili, si riesce ad entrare nel vivo dell'opera provando a leggere la sua intricata totalità, seguire quella griglia esplicativa che può condurre ad una chiave risolutiva.

Biografia di un amore infinito

Con il teatro, il movimento si sveste dei suoi connotati puramente fisici e meccanici. Diventa linguaggio, si carica di elementi che reinventano, rielaborano i consueti codici interpretativi. Sulla scena, ogni gesto eseguito va oltre l'immediatezza della parola, la quale si esaurisce quasi del tutto nel momento in cui essa viene pronunciata. La danza ha infatti una carica di trasmissione che prolunga o interrompe l'attimo performativo, raggiunge e permea la memoria sfruttando la totale comunicabilità dei sensi umani.

Quando l'uomo è eterno più del tempo

Le sorprese più gradite sono quelle ricevute nei momenti giusti e spesso nei luoghi più insoliti. Napoli di sera è uno sterminato labirinto, un imponente agglomerato di edifici, indumenti stesi, veicoli, vicoli stretti e ciechi illuminati a chiazze dalla luce ambrata dei lampioni. Una città millenaria e viscerale, per certi versi inquietante, ma che non si smentisce mai, che non delude mai, perchè perfetto teatro di vita, “nu teatro antico sempe apierto”.

Il grande sogno di un clown...

Immagina di varcare una soglia, una magica porta che ti conduce in un mondo astrale, inverosimile, in un piccolo paradiso fiabesco dove il tempo si interrompe per i bambini, si riavvolge per gli adulti. Ti ritrovi ad un tratto in un'isola che non c'è, sotto un cielo notturno costellato ovunque da piccoli puntini luminosi, astri splendenti. Stelle, pianeti, satelliti che dall'alto riflettono fasci di luce calda sulle tue mani, sul tuo volto, illuminano gli occhi di speranza e di stupore, quello che si prova difronte a qualcosa di immenso e sterminato.

“Amor, ch'a nullo amato amar perdona”

Lo scorso nove marzo al Teatro Nuovo di Napoli si è conclusa, con ampio successo di pubblico, la terza edizione di Quelli che la danza, rassegna dedicata ai nuovi linguaggi coreografici dell'arte contemporanea italiana ed internazionale.

Ambiguità di genere nel teatro sociale

Ambiguità, contraddizione, dubbio. Non si è di certo spettatori impassibili, alla vista di ciò che accade sul palcoscenico de Il Primo, un piccolo e grazioso teatro situato nella periferia della vasta area collinare di Napoli. Luogo di diffusione culturale e polo di sperimentazione teatrale, ha dato vita nel corso degli anni a diverse iniziative e rassegne contro la discriminazione.

Parole intime, odori d'Oriente

Lo storico divario che sussiste tra Occidente ed Oriente non è dovuto alla distanza geografica o ai contrasti politici e religiosi, ma probabilmente si connatura in quelle radici che toccano in profondità l'essenza, o meglio, il concetto stesso dell'Essere. Da sempre appartengono all'Occidente aspetti come la modernità, la molteplicità, la loquacità e la tendenza a razionalizzare l'attimo in maniera descrittiva. Siamo un popolo che è abituato a vedere senza osservare, sentire senza ascoltare. L'Oriente al contrario, è consapevole delle sue tradizioni ed attraverso queste matura ed accoglie lo sviluppo. Fedele alle esigenze dell'Io, attento alle sfumature più intime dell'individuo è dedito al silenzio, all'ascolto interiore, all'impressione dell'attimo che di per sé è anti-descrittivo.

Genialità erotica nel Don Giovanni di Mozart

Sin dai tempi più antichi gli eroi nati dalla genialità artistica hanno sempre esasperato la duplice natura umana nelle sue sfumature virtuose (l’epica greca) e viziose (i protagonisti di tutta la produzione post-classica, romantica nel senso hegeliano del termine). Siano questi appartenenti alla categoria omerica o byroniana, sono stati egualmente trasformati in idiomi, simboli che nel corso dei secoli hanno costituito le radici della cultura occidentale come odiernamente si presenta. È ovvio quindi l’inevitabile parallelismo tra Mito e Rito, se con ciò intendiamo la ritualizzazione di tali figure, il culto nato attorno ad esse.

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