“E quando pensate di tornare? dissi io. Loro si strinsero nelle spalle. Chi lo sa, María, dissero. Non li avevo mai visti così belli. Li avrei baciati tutti e due, e non so perché non lo feci, sarei andata a letto con tutti e due, a scopare fino a perdere i sensi, e poi a guardarli dormire e poi di nuovo a scopare, ci pensai davvero, se cercassimo un albergo, se ci chiudessimo in una stanza buia, senza limiti di tempo, se io li spoglio e loro spogliano me, tutto si sistemerà, la pazzia di mio padre, l’automobile perduta, la tristezza e l’energia che provavo e che di momento in momento sembravano asfissiarmi. Ma non dissi niente”

Roberto Bolaño

Andrea Arionte

Dalla Russia con furore

Ogni volta che si ha la gioia di ascoltare Lo Schiaccianoci, sin dall'allegro Ouverture, si ha come l'impressione di essere circondati da una leggera brezza di primo inverno, carica di candidi e soffici fiocchi di neve, immagine che inspiegabilmente riscalda la pelle e il cuore.
Violini vivaci, vispi e irrequieti, raggiungono apici purissimi, slittano vorticosamente verso le basse note dei flauti con entusiasmo ed incontenibile attesa; la stessa attesa di una fiaba che inizia, di un sipario che si apre, di un Natale ormai alle porte.

Eternamente... Cenerentola

C'era una volta, in un tempo sconosciuto, una giovane principessa dall'animo umile che viveva in un piccolo regno oltre i confini dell'universo. Così grande era la magia di questo luogo tanto da animare gli oggetti e trasformarli in eclettici ed improbabili personaggi: una perfida matrigna accompagnata da due "sorellastri" isterici e bamboleschi, un buffo Re dall'accento inglese vestito come una lampada, ed un eccentrico fatino dedito alla disco music con una strobosfera a mo' di zucca. La povera principessa desiderava essere felice, godere dei momenti più dolci che la vita ha da offrire; purtroppo però, la matrigna cattiva era legata a lei in modo possessivo e con invidia ostacolava la sua libertà.

Gabinetto Dispetto

" L'altra sera siamo stati all'Operà a vedere Tristano ed Isotta (...)
Sa qual è il peso degli escrementi che un individuo evacua al giorno?
Un chilo e mezzo. Moltiplichi per quattro miliardi di individui e fanno sei miliardi di chili al giorno."
Così discutevano con nonchalance, seduti su dei gabinetti intorno a un tavolo, i protagonisti di una celebre scena de Il fantasma della libertà, film del 1974 firmato Luis Buñuel, grande nome del cinema surrealista del XX secolo.

Napoli Loves Vertigo

Il corpo sulla scena: veicolo di trasmissione, strumento di costruzione, oggetto di sperimentazione a favore della contemporaneità, è capace di disegnare astrazioni o di suggerire rimandi alla realtà.
Vorticoso ed “impalpabile” lo spettacolo della Vertigo Dance Company proposto in questa sesta edizione del Napoli Teatro Festival Italia, per festeggiare i vent’anni d’attività della compagnia israeliana.
Vertigo 20 conferma il grande successo partenopeo delle scelte coreografiche di Noa Wertheim, che il pubblico ha avuto modo di apprezzare nel 2012, con lavori sincroni e di forte impatto visivo come Null e Birth of the Phoenix.

Il "gioco" itinerante di EgriBianco Danza

Il 2013 è per l’E45 Napoli Fringe Festival un anno di cambiamenti.
Diventato appuntamento biennale, presenta un programma più ricco di creazioni site-specific delle compagnie giovani ed emergenti. Si aprono all’utenza i luoghi culturali della città, ambienti perfetti dove poter respirare drammaturgie in un melange di arte e storia. Ampio spazio per Tersicore nel cartellone (mai abbastanza, considerando che a Napoli nel corso dell’intera stagione coreutica scarseggiano spettacoli di buon livello culturale e performativo) ove mi ha colpito la presenza di un gruppo che non è poi tanto emergente se si conosce la storia della danza contemporanea italiana.
Mi riferisco alla Compagnia EgriBianco Danza, ex Balletti di Susanna Egri, fondata nel 1999 da una delle coreografe di spicco della danza teatrale e televisiva degli anni ’60 e ‘90, la quale porta in scena Itinerario − Per una possibile salvezza.

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