“Perché non viviamo la vita come avremmo potuto?”

Anton Pavlovič Čechov

Venerdì, 18 Luglio 2014 00:00

Les Voyages de Lubylu – Natale a Taipei_8 mail in 8 giorni

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2° GIORNO


Il risveglio è il momento più bello. Vuoi vedere che mi so' sognato tutto? Sono in uno dei letti di Roma o in quello di Napoli? No! Apro gli occhi e sono davvero a Taiwai, e' tutto vero! Anche il gelato agli spinaci di ieri sera non l'ho sognato: io lo mangiavo con faccia schifata e shampoo Clear mi fotografa divertita. Ed è vero anche questo letto matrimoniale alla cinese. L'unico al mondo con la larghezza più lunga della lunghezza! Stanotte ho dormito parallelo ai cuscini.

Ma è vera soprattutto la vasca idromassaggio, non mi facevo un bagno dall'anno 75, 1975.
Colazione anglo-orientale. JJ: "Luca, vuoi assaggiare? E' il frutto della passione". "Ju’ magnatell' tu!".
"Luke… hai un fazzoletto? lo devo sputare". Lo sputo della passione, una cosa vomitevole di colore lilla, lilla come le hostess.
Vado alla hall e mi offrono il solito imbevibile bicchiere di acqua; è da ieri che ovunque mi siedo mi portano un bicchiere d’acqua tiepido, anzi in realtà stamattina è proprio bollente, se tenevo due spaghetti ‘e mmettev’ a cuocer’; però che popolo evoluto! Siamo nell'anno '95 e già hanno scoperto l'acqua calda.
Briefing di Julia di due ore con io attento a capire se non sta dicendo vaccate.
Ho parlato anche... sette secondi netti.
Tra l'altro per inciso la famosa GITcard per fidelizzare le guide turistiche, dove va, fa un successone. Tranne in Vaticano, dove una guida abusiva polacca la mostrò ad un posto di blocco come documento di riconoscimento. Da quel giorno con una Bolla Papale è stata inserita nell’indice delle tessere apocrife.
Stamattina ho scoperto pure una cosa interessante: al 'ManT' ci sarà una che si occuperà delle prenotazioni, una del contatto con le guide, una per gestire lo staff, uno per settare i sistemi… hai capito? Quattro persone per fare me, e nessuna ha gli occhi castano verdi con riflessi giallo-epatite. È 'na bella soddisfazione.
Pomeriggio. JJ col cliente e le guide, altro briefing.
"Lu, non hai idea: le guide sono totalmente pazze!".
"Ju’ devono aver chiuso i manicomi anche qui a Taiwai". Io l’ho detto pure a Clear e Green: "When the crazy house closed, the number of the guides is increased!”.
Comunque mentre JJ si specchiava nell'altrui follia, sono stato al banco delle audio guide e mi sono fatto scrivere "Luca" in cinese con la titolatrice. A livello di Dymo stanno proprio avanti... nun c' verono proprio! Hanno una titolatrice che scrive in tre lingue e sembra un computer! Stann' annanz'!
Nel tardo pomeriggio sono arrivati i cinquantotto cuolli con mille sistemi e una ventina di caricatori rack. Ho aiutato a scaricare, a qualcosa devo pure essere utile.
Mica posso fare solo il suggelitole.      
Però, a fine serata shampoo Clear mi ha detto: "Luke, you're Mister GIT".
Come l'ha capito? Non lo so.
Oggi, in una pausa tra uno sbadiglio ed un altro (stu Jet Let è la mia rovina) ho detto a Juliuzz: "Jena, come faresti senza di me?".
Mi ha risposto “Non lo so proprio"  e me l'ha detto senza guardarmi negli occhi; quando non ti guarda negli occhi è l'unico momento in cui è davvero sincera.
Ritorno in taxi, quattro stupidate col tassista, lei rideva perché rideva anche Shampoo. Giro città serale. Diciamo che Tai-by-night è molto meglio. Si perché di sera non si vedono i palazzi ma solo tutte le insegne luminose tipo Piccadilly. Secondo me potrebbero farlo anche a Scampia. Di sera illuminare la 167 con varie scritte: "Drogheria”; "Da Gigino 'o spacciatore”; "Ristorante 'O Latitante"... Secondigliano sarebbe molto più bella.
Torniamo a noi, che si sono inventati 'sti taiwanesi! Ai semafori c’è il conto alla rovescia per indicarti quanto tempo dura il verde. L'omino verde che corre e sopra i secondi.
JJ ed io stavamo attraversando una via del centro larga come via della Conciliazione, mancavano cinquantasette secondi al rosso, Juliuzza ha iniziato a correre... "Julia ma che e' stato?".
"Luke altri cinquanta secondi e scattava il rosso!”.
Lo so che ve la state immaginando con il suo impermeabile da lavoro, quello che usa nelle sue missioni segrete, correre sulle strisce pedonali fra lo sgomento dei passanti.
A proposito di passanti, ma come sono 'sti cinesi e soprattutto 'ste cinesi?
So' troppe, quelle buone sono poche. Sono tutte difettate: gambe e occhi storti. Vedi che ti succede a non comprare prodotti originali.
Però una cinese bella è veramente bella e di solito veste lilla.
Mercato notturno cinese, un mix fra Portobello ed Antignano. Ad un certo punto si è sentito un passaparola: "'E gualdie, 'e gualdie!”. Tutte le bancarelle sono rientrate nei negozi, una dopo l'altra. Veramente sembrava di stare al mercatino. Si vede che è vietato mettere gli stand sul marciapiede. Dopo dieci minuti è passato un uomo piccolo e male incavato, con un casco in capa, i piedi a papera, uno stenditoio in mano. Era il Poliziotto.
C'erano negozietti, bettole e giochi che le bancarelle di Piazza Navona il giorno della Befana a confronto fanno tenerezza. C'era persino una tombola a pagamento, con quaranta numeri. sempre perché qua non è Natale!
Siamo tornati tardi, io era affamato, Jenadostovic diceva che non aveva fame. Secondo me aveva mangiato di nascosto e voleva farmi morire di fame per non farmi scrivere la mail stasera!
Ho detto: “Je' dici la verità, tu hai mangiato, non è possibile che non tieni fame!".
"No! Luca ti giuro!". E me lo ha detto guardandomi negli occhi...
All'ingresso dell'hotel JJ aveva paura di incontrare paro-poco-ma-paro, il portiere dell'albergo. Le sta dando la morte, ogni giorno le trova un problema. Non si fida della carta di credito, non crede che pagherà mai il conto, teme che la slava gli racconterà strane storie di dentisti e capsule ingoiate. E sarà così tutte le sere. Persino la sera della mia partenza: il tassì mi aspettava per portarmi all’aeroporto, io salutavo July e paro-poco- dietro con la fattura in mano.
Ma torniamo a stasera; a mezzanotte abbiamo degustato una cosa disgustosa che ci hanno portato nella sua camera; ci siamo messi a programmare la giornata di domani; le ho detto la mia analisi della situazione, le cose da fare. Abbiamo parlato di Shampoo, degli a-bbo-na-tiell, di Green Peace che sta esaurita e alla fine Julia Jenadostovic ha detto questa frase:
"... ma poi non capisco perché Green si agita così tanto?!?”.
“Hai ragione Julie’, nun ce sta manco ‘o semaforo...”.
Non ho parole.
Neanche cinesi.

 

(CONTINUA)

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