“Che diamine, se sapessi chi è Godot non credete che l'avrei detto nell'opera?”

Samuel Beckett (ai critici)

Alida Airaghi

Il poco e il molto che siamo

Nella quarta di copertina, vengono così presentate le poesie comprese in questa raccolta einaudiana, purtroppo postuma, di Francesco Scarabicchi (Ancona 1951-2021), intitolata La figlia che non piange: “Il lirismo sommesso ed essenziale tipico del poeta marchigiano è qui al servizio di un libro testamentario in cui il poeta fa pacatamente i conti con la fine della vita, avvertita ormai come imminente.

L’appartamento

Le pareti

Di quale altro colore,
che non si perda l’essenziale che sono
– lisce, senza bisogno di niente?

John Clare, poeta contadino nell’Inghilterra dell’800

L’olmo caduto, antologia pubblicata dalle edizioni Medusa, raccoglie una sessantina di poesie di John Clare tratte da sette diverse raccolte, uscite tra il 1820 e il 1864.

La marmellata di prugne

Mio fratello Claudio già da piccolo amava la marmellata di prugne.
L’aveva assaggiata per la prima volta a cinque anni, quando la nonna ci aveva portato in visita da una sua cugina, grinzosa e vestita di nero, che con il vocione virile e catarroso delle vecchie fumatrici, gli aveva proposto: “E tu, piccolino, la vuoi assaggiare una mia prelibatezza?”

Le infinite varianti delle storie

L’editore Crocetti ha da poco ripubblicato, in collaborazione con Feltrinelli, un volume di versi di Daniele Piccini uscito per la prima volta nel 2013, con successo di pubblico e di critica: Inizio fine. Piccini (Città di Castello, 1972), docente universitario, critico letterario, filologo e poeta, è autore di varie raccolte di versi. Collabora con Famiglia cristiana e con la rivista Poesia.

Hölderlin, il folle

L’ultimo libro di Giorgio Agamben, La follia di Hölderlin. Cronaca di una vita abitante (1806-1843), ricostruisce in forma letteraria la vicenda biografica del poeta tedesco Friedrich Hölderlin (nato a Lauffen am Neckar nel 1770 e morto a Tubinga nel 1843), la cui esistenza fu divisa esattamente in due metà: i primi trentasei anni trascorsi nella normalità dei rapporti con il mondo, e i successivi trentasei anni segregati a Tubinga in casa di un falegname, in preda alla follia che lo portò a rifiutare qualsiasi relazione con gli eventi esterni.

Tu sì che vali

Adesso voglio raccontare esattamente come tutto è successo. Non a voi, eventuali morbosi lettori, di cui non mi importa niente. Nemmeno a lei, o a lui, o a me stesso (io, conosco già anche troppo bene quello che è accaduto, in me e fuori di me).

Le rivoluzioni mancate

Einaudi ha ripubblicato nel 2008 un volume che Rossana Rossanda aveva dato alle stampe con Bompiani nel 1981, rievocando un viaggio compiuto in Spagna diciannove anni prima, nel 1962: Un viaggio inutile. O della politica come educazione sentimentale.

Ricordando Lucio Battisti



Rumori lontani nel bosco,
fruscio di foglie a terra
e rami calpestati.
Intorno nebbia, mentre tenace
il sole non si arrende.

Poesia e impegno civile in Gabriela Mistral

Prima poetessa latinoamericana a ricevere il Nobel nel 1945, la cilena Gabriela Mistral (Vicuña, 1889 − New York 1957) ebbe un’esistenza ricca di passioni civili e avvenimenti eccezionali.
Nata in una famiglia di modeste condizioni in un paesino alle pendici delle Ande, iniziò giovanissima a insegnare come maestra rurale, progredendo caparbiamente negli studi e nella professione fino ad assumere incarichi dirigenziali al Ministero dell’Istruzione, e in seguito a rivestire la carica di Console in diverse città europee e americane, sempre mantenendo vivo il suo interesse per le riforme scolastiche e l’impegno in favore delle classi sociali più indigenti e dei diritti delle donne.

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