“Nonna Citta muore addrìtta. Si curva mentre esala l'ultimo respiro ma non cade. La sua è una morte in dialetto. Assurda e volgare. I quattro superstiti, sbandando, vengono verso di noi. Il sole è ormai calato e l'uscio dove imperterriti stanno è il proscenio del teatro che li tiene prigionieri. Spalancano la bocca ma il loro urlo è muto. Sembra, piuttosto, uno sbadiglio”

Emma Dante

Martedì, 29 Giugno 2021 00:00

Vladimir Nabokov

Scritto da 

“Dimenticami ora, ma ricordami poi, quando l’amaro si sarà sciolto”

Lascia un commento

Sostieni


Facebook