“Nonna Citta muore addrìtta. Si curva mentre esala l'ultimo respiro ma non cade. La sua è una morte in dialetto. Assurda e volgare. I quattro superstiti, sbandando, vengono verso di noi. Il sole è ormai calato e l'uscio dove imperterriti stanno è il proscenio del teatro che li tiene prigionieri. Spalancano la bocca ma il loro urlo è muto. Sembra, piuttosto, uno sbadiglio”

Emma Dante

Lunedì, 19 Luglio 2021 00:00

Fabrizia Ramondino

Scritto da 

“L’artista distrugge il mondo, ma non può che distruggere il mondo che conosce e ne crea un altro che è il mondo dell’arte”

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