“Sai che significa esser bruciati / e senza un filo, un'ombra di sorriso? / Sai che significa implorare la gioia, / perché ritorni come un tempo sul tuo viso? / Un mare di fiori gettato su un guitto / non può colmare il suo vuoto orrendo. / Un attore senza voce è un lazzaro / e rotea come una girella nel vento. / Ma egli si ostina a non voler morire / e con desiderio aspetta l'alba / sterminata, gelida, ventosa, / perché è bella la vita, e misteriosa, / e così labile”

Angelo Maria Ripellino

Valentina Mariani

"Porpora", partitura cromatica dell'anima

Guardare un teatro dal palcoscenico, come avvenuto per lo spettacolo del Teatro Valdoca Porpora al Teatro Comunale Bonci di Cesena, è già di per sé una trasposizione emotiva, un ribaltamento canonico. Essere seduti sul palco con la sala di fronte, vuota e imponente, nella sua assenza di presenze umane, è un vissuto quasi aprioristico e primario, che non si fonda su di un’azione o una partecipazione, ma su uno stato “esente”, pre-sente, quindi essente. Uno sconvolgimento fisico, un capovolgimento psichico e sensoriale.

"Romeo è Giulietta": femminili trame dell'amore

Lo spettacolo nutre un desiderio che tarda a realizzarsi, e dunque si accresce, e presenta le insicurezze di, e tra, due giovanissime donne, traendo spunto da vere conversazioni amorose avvenute tra ragazze.
Parto da un elemento in apparenza secondario. Trovo interessante sottolineare il ruolo della comunicazione virtuale, medium portante dello spettacolo, e non in senso generale e astratto.

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