“E quando pensate di tornare? dissi io. Loro si strinsero nelle spalle. Chi lo sa, María, dissero. Non li avevo mai visti così belli. Li avrei baciati tutti e due, e non so perché non lo feci, sarei andata a letto con tutti e due, a scopare fino a perdere i sensi, e poi a guardarli dormire e poi di nuovo a scopare, ci pensai davvero, se cercassimo un albergo, se ci chiudessimo in una stanza buia, senza limiti di tempo, se io li spoglio e loro spogliano me, tutto si sistemerà, la pazzia di mio padre, l’automobile perduta, la tristezza e l’energia che provavo e che di momento in momento sembravano asfissiarmi. Ma non dissi niente”

Roberto Bolaño

Martedì, 03 Dicembre 2013 01:00

L'arte della felicità assoluta

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Alla felicità si arriva con arte: questo è il messaggio più profondo del film di animazione L’arte della felicità di Alessandro Rak e Luciano Stella, in sala dal 21 novembre 2013. Con quale arte? L’arte del vivere, ovvero l’arte di sperimentare la vita. Il protagonista del film, Sergio Cometa, sceglie di chiudere la sua vita (se stesso ed i suoi problemi irrisolti) nel taxi di suo zio per cercare di superare pian piano la morte di suo fratello, compagno di giochi e di passioni, Alfredo.

Gira per Napoli, dorme, si sveglia, viene svegliato dalle signore napoletane che lo credono morto sul volante, accelera, decelera.
Grazie a questa chiusura, però, Sergio riesce ad “attirare” il mondo all’interno del proprio piccolo rifugio. Incontra una giovane donna in crisi matrimoniale, per cui inizia a nutrire un profondo sentimento amoroso, o forse solo un’attrazione tra simili, e grazie a lei inizia i tuffi nella collezione dei suoi ricordi. Intanto i piani temporali si sovrappongono: scene di Sergio e suo fratello che mettono in pratica la loro passione per la musica, le conversazioni alle sei del mattino su Skype in cui Alfredo istruisce il fratello sul proprio modo di vita, quello da buddista tibetano, ricordi di scontri familiari, incomprensioni, affetti avvicinati ed affetti lontani. Sergio inizia a digerire tutti questi ricordi all’interno di quel taxi, dove intanto va a trovarlo un po’ di vita esterna che continua il suo corso. Emergenza rifiuti a Napoli: un passeggero racconta di sue nuove idee per quanto riguarda il riciclaggio ed il modo di metterlo in atto con guadagno personale; una vecchia signora affronta i problemi di anzianità e di passaggi di patrimoni ai suoi familiari. Insomma la vita va avanti e Sergio è sempre più arrabbiato: è nel percorso di trasformazione e cambiamento di se stesso e dei suoi sentimenti e delle sue pulsazioni.
Sul vetro anteriore del taxi continua a riflettersi la lettera che Alfredo gli scrisse poco prima di morire, spiegandogli che la sua morte sarebbe stata una morte meramente fisica.
Il film è realizzato con una tecnica grafica innovativa ed originale, che trasporta la visione in un piano a metà tra metafisico e reale.
La trama è un pretesto per diffondere ai fruitori un forte senso del valore, quasi sacrale, della vita, attraverso il pensiero filosofico buddista ed attraverso l’esempio della trasformazioni interiore di un uomo.
È il percorso che è importante: la fiducia, la convinzione, la forza di volontà. Ma spesso queste forze, in un momento di totale sconforto, è possibile che vengano meno ed allora ci si può affidare all’arte o almeno iniziare ad aspirare ad un miglioramento.
La sofferenza è il primo passaggio necessario per l’aspirazione alla felicità. Quando si parla di felicità si vuole intendere la felicità allo stato puro, ovvero quella sensazione in cui si percepisce gioia solo per il semplice fatto di vivere e si percepisce ogni singola cosa, piccola o grande che sia, come un dono ed una conquista. Ed anche se non sembra che la vita cambi durante l’imbocco della strada del miglioramento, la felicità si può raggiungere lo stesso, l’importante è sentire di stare nella direzione e nella carreggiata giusta.
Mi piacerebbe concludere con delle frasi del secondo presidente della Soka Gakkai (Istituto Buddista Italiano che diffonde il Buddismo di Nichiren Daishonin), Josei Toda in Toda Josei Zenshu, Raccolta dei discorsi di Josei Toda, vol. 4, 3 maggio 1956: "Se manteniamo la fede chi non ha soldi, li può guadagnare. Chi non ha un fisico forte, può acquisire buona salute. E, pur recitando per i nostri scopi, ci è garantito conseguire una condizione vitale di felicità assoluta. Nessuno di voi, sono certo, sta realmente pregando per ottenere la felicità assoluta, ma pur non avendo tale obiettivo diventerete persone che dimostreranno la prova della felicità assoluta nella vostra vita, anche involontariamente".

 

 

 

L’arte della felicità
regia
Alessandro Rak
con
Lucio Allocca, Leandro Amato, Silvia Baritzka, Francesca Romana Bergamo, Antonio Brachi, Riccardo Polizzy Carbonelli, Renato Carpentieri, Ciro Cesarano, Antonio Funaro, Jun Ichikawa, Gennaro Matino, Luigi Meola, Nando Paone
produttore Luciano Stella
sceneggiatura Alessandro Rak, Luciano Stella, Nicola Barile, Paola Tortora
montaggio Marino Guarnieri
musica Antonio Fresa, Luigi Scialdone
paese Italia
lingua
italiano
colore a colori
durata 82 min.
anno 2013


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