“Perché tu mi dici: poeta? Io non sono un poeta. Io non sono che un piccolo fanciullo che piange”

Sergio Corazzini

Sabato, 08 Febbraio 2014 00:00

Urgent Rainbows

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Anche quest’anno ad Avellino la festività della Candelora è stata occasione di sensibilizzazione a favore dei diritti delle persone LGBT con una serie di iniziative sostenute dalla sezione avellinese dell’Associazione di Promozione Sociale "i Ken Onlus". Un programma che ha visto presentazioni di libri, concerti e proiezioni di corti e mediometraggi provenienti dall’ultima edizione di Omovies – Festival di Cinema Omosessuale & Questioning, tenutasi a Napoli dal 16 al 20 dicembre scorsi. Un festival giunto alla sua sesta edizione e che si contraddistingue per essere forse l’unica kermesse cinematografica dedicata esclusivamente alle tematiche LGBT del Sud Italia, meritevole di far conoscere, in concorso e fuori concorso, opere provenienti dall’Italia e dal resto del mondo difficilmente visibili nei circuiti della normale distribuzione (basti pensare a lavori di una certa eco usciti in poche copie in Italia, come Lo sconosciuto del lago di Alain Guiraudie, o a film dal potenziale più commerciale non adeguatamente sfruttato, tipo  la divertente commedia di Ivan Silvestrini Come non detto del 2012).

Manifestazioni del genere non esauriscono la loro ragion d’essere entro il perimetro delle motivazioni esclusivamente cinematografiche e culturali, ma si pongono come momenti dalla forte valenza civile e sociale, come presìdi democratici per parlare a tutta la cittadinanza di come la conoscenza possa fugare i preconcetti verso le persone gay e trans e scongiurare così il pericolo dell’omofobia, atteggiamento mai del tutto estirpato dal nostro tessuto sociale. Un valore riconosciuto anche dalle istituzioni, come il Comune di Napoli, il Sindacato Pensionati Campania della CGIL, l’Insitut Français partenopeo, il Coordinamento Festival Cinematografici Campania, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni del Dipartimento per le Pari Opportunità.
E così la selezione presentata domenica sera nella sala prove del teatro Carlo Gesualdo di Avellino è stata dettata dall’urgenza di testimoniare come in alcuni paesi la discriminazione verso le persone LGBT rappresenti un dato in aumento. Del resto Omovies si fregia del titolo di Questioning, nel senso di interrogarsi – oltre che sull’identità sessuale e la definizione di sé – sulla necessità di stimolare un feedback nell’audience.
A ciò ha provveduto con il suo forte valore di denuncia Invano mi odiano – Racconto sui cristiani LGBT, mediometraggio battente bandiera italiana ma prodotto interamente in Russia. La regista è una videomaker russa che vive in Italia, Yulia Matsiy, che ha sentito l’esigenza di tornare in patria per documentare le manifestazioni contro la proposta di legge che limita la propaganda omosessuale (la famigerata 6.21 è stata poi approvata a giugno). Negli scontri colpisce l’odio dei nazionalisti ortodossi che mostrano cartelli con scritte tipo “Schiaccia un gay come S. Giorgio”, con la polizia che finisce per arrestare gli attivisti. Per un esponente del movimento a favore dei diritti la politica ha cercato di provocare un elemento di tensione (e parallelamente di ottenere un largo consenso presso la maggioranza silenziosa) per distogliere l’opinione pubblica dai veri problemi del Paese.
Alla piazza si alternano visioni più private, come una coppia lesbica che esprime il timore che la loro bambina possa candidamente rivelare a scuola di avere “due mamme”, o come il gruppo di credenti Luce del mondo, uomini e donne che si rifiutano di sentirsi condannati da Dio come vorrebbe l’Ortodossia e che si riconoscono in una chiesa ecumenica che accoglie tutti (e la Matsiy ha ripreso in esclusiva una funzione al Forum dei cristiani LGBT dell’Est Europa e Asia Centrale svoltosi a Kiev). Persone che sono emarginate due volte, dall’opinione pubblica generale (accondiscendente anche per timore di ”violare” l’assurda legge) e dalla chiesa (che in ciò non mostra affatto misericordia). Quella russa è la dimostrazione di come su certi temi le responsabilità dei governi siano enormi. L’odio sembra autorizzato, e così vengono postati sui social network locali decine e decine di video amatoriali in cui inermi ragazzini sono fatti oggetto di umiliazioni e violenze fisiche: adescati su internet, gli aguzzini li accusano di essere pedofili o di volersi prostituire con adulti, costringendoli a fare pubblica abiura della loro identità.
Coprodotto dall’Assessorato giovanile di Napoli e da "i Ken Onlus", Bfree è un delizioso corto realizzato da e con gli studenti di una III media dell’istituto comprensivo Adelaide Ristori. Sceneggiato e diretto dai ragazzi, li vede protagonisti in vesti di intervistatori e di testimonial a scandire con semplicità e leggerezza definizioni e distinzioni ancora poco chiare a livello generale (identità sessuale e identità di genere, outing vs coming out). Il corto puntualizza con ironia gli svarioni dei passanti ed è presentato come una trasmissione di una ipotetica GBL TV. Operazione di chiarimento mediatico e di azione sul territorio che per la prima volta coinvolge una scuola media.
Unica incursione nella fiction della serata è il corto di Giuseppe Bucci Luigi e Vincenzo (presentato fuori concorso a Omoviese insignito del premio speciale assegnato dal sindacato pensionati della CGIL Campania). Francesco Paolantoni e Patrizio Rispo interpretano una coppia matura che non si è dichiarata: solo in metropolitana azzardano a tenersi per mano, suscitando l’entusiasmo di un gruppo di partecipanti al gay pride. Chiara metafora di una presa di coscienza civile, l’emersione per mezzo delle scale mobili li porterà ad una realtà ancora non pronta però a riconoscere i diritti delle coppie di fatto: uno dei due lascia l’altro per l’ingresso in ospedale, e questi trova ad attenderlo sua figlia. L’opera riesce nel suo scopo di illustrare con pochi tocchi le esitazioni di un amore che si scontra con l’indifferenza delle istituzioni.
Ultimo lavoro ad esser presentato è Chi vuoi che sia di Davide Vigore e Riccardo Cannella (opera fuori concorso, già premiata all’ultimo Parma Video Festival). È il ritratto di Massimo (o Massima), persona che non vuole definirsi, che lascia agli altri il compito di assegnarle un genere. La macchina indaga tra i venditori del mercato di Ballarò: ognuno dice di conoscerne l’identità. Poi a parlare è Gino, suo storico compagno, che gestisce con Massimo un laboratorio di lavorazione del cuoio: conosciuto a Roma trentacinque anni prima, Gino non se la sentiva di vivere apertamente il loro amore e così accettò di sposare una donna divenendo papà di due bambini, fino a quando decise di dichiararsi e di tornare con Massimo. Un doc che, per tema e scelta delle luci, ricorda il bel film di Pietro Marcello La bocca del lupo, che ritrae con pudore e partecipazione una storia d’amore vissuta nel totale rispetto delle esigenze dell’altro. Come quella di vestire fuseaux rosa e parrucca bionda, di truccarsi dinanzi allo specchio prima di uscire a far la spesa perché è la cosa più naturale del mondo. Naturale come rifiutare una identità imposta dagli altri, ma in cui non ci si riconosce.

 

 

 

Omovies incontra la Candelora
Invano mi odiano – Racconto sui cristiani LGBT
regia e sceneggiatura Yulia Matsiy
con Andrew Obdensky, Nikolevy Alexeyev, Valery Sozaev, Yury Maximov, Volodymyr Wilde, Jim Mulcany
produttore Yulia Matsiy
paese Italia
lingua russo
anno 2013
durata 66 min.

 

BFree
regia e sceneggiatura alunni dell'ICS "Adelaide Ristori" di Napoli
con gli alunni dell'ICS "Adelaide Ristori"
produttore Assessorato ai Giovani del Comune di Napoli, i Ken onlus
paese Italia
lingua italiano
anno 2013
durata 18 min.

 

Luigi e Vincenzo
regia e sceneggiatura Giuseppe Bucci
con Francesco Paolantoni, Patrizio Rispo
produttore I Ken onlus, Omovies
paese Italia
lingua italiano
anno 2013
durata 4 min.

 

Chi vuoi che sia
regia Davide Vigore e Riccardo Cannella
sceneggiatura Davide Vigore
con Massimo Milani, Gino Campanella, Lorenzo canale, Nando Bagnasco
produttore Centro Sperimentale di Cinematografia, Scuola Nazionale di Cinema
paese Italia
lingua italiano
anno 2013
durata 30 min.

 

Avellino, Teatro Carlo Gesualdo, 2 febbraio 2014

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