“In coscienza, Kàtja, non lo so”.

Anton Pavlovič Čechov

Mercoledì, 18 Settembre 2019 00:00

Arte e regimi 1960-1990 in mostra a Roma

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La Galleria Mascherino di Roma continua ad indagare i rapporti novecenteschi tra arte e politica. Dopo aver dedicato Combat Art: Roma 1968-1978 al “lungo Sessantotto” della scena romana, ora è la volta della mostra Arte e regimi 1960-1990, dedicata ai rapporti tra le neoavanguardie artistiche europee e i regimi totalitari del XX secolo.

Attraverso una selezione di opere di Tomaso Binga (Bianca Pucciarelli), Franco Angeli, Pablo Echaurren, Mario Schifano, Joe Tilson, Equipo Realidad, Renato Mambor, Fabio Mauri e Giuseppe Tubi, è possibile cogliere lo sguardo di questi autori nei confronti delle esperienze politiche totalitarie novecentesche.
In diversi casi gli artisti selezionati lavorano rielaborando materiale fotografico apparso sulla stampa dell’epoca, come nel caso degli interventi pittorici di Mario Schifano o dei fotomontaggi di Joe Tilson.
Alcuni artisti manipolano fotografie storiche in modo da conferire ad esse nuovi significati, come nel caso del collettivo spagnolo Equipo Realidad − in funzione antifranchista − o dell’italiano Fabio Mauri che, attraverso un’opera di decontestualizzazione e ricontestualizzazione di materiale iconografico nazista e fascista, evidenzia l’uso dei media fatto dai regimi.
Memoria personale e memoria storica si fondono invece nelle opere di autori come Renato Mambor, che racconta la sua infanzia trascorsa durante la guerra, e di Franco Angeli, che intende invece farsi interprete diretto delle atrocità della guerra: “Senza tante metafore”, scrive l’artista, “io ho visto veramente le Fosse Ardeatine, ho visto l’orrore, la gente buttata sui camion... La materia per me è un frammento di questa enorme lacerazione che ha travolto l’Europa”.
All’ideologia maoista sono dedicati i lavori di Pablo Echaurren, che affronta ironicamente il culto che ha attraversato la scena politica italiana degli anni Settanta, e di Tomaso Binga (Bianca Pucciarelli), che si sofferma sulla figura femminile celebrata dall’iconografia maoista dell’epoca giustapponendovi battute-segni della macchina da scrivere.
Le realizzazioni di Giuseppe Tubi propongono invece una riflessione sull’ideologia dei totalitarismi e sul loro lascito, focalizzandosi soprattutto “sulla relazione ambigua tra biografia e opera, sui confini tra etica ed estetica, e sulla natura contingente e mutevole della fortuna critica di un’opera o di una corrente artistica”.
Le opere esposte in galleria sono affiancate da materiali appartenenti alla cultura visiva novecentesca; accanto ai lavori di Fabio Mauri, ad esempio, sono esposte alcune locandine dei film di Pier Paolo Pasolini.





Arte e regimi 1960-1990
Galleria Mascherino
Roma, dal 19 settembre al 9 novembre 2019

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