"Era ancora il tempo degli artisti, nel senso che questa parola poteva avere nel lento crepuscolo del Novecento, quando un poeta, un pittore, un regista erano esseri umani investiti da una vocazione, e la loro vita non era un pettegolezzo, una delle tante variabili mercantili della celebrità, un'attraente carriera mondana, ma una storia vissuta ai limiti dell'umano, spremuta fino all'ultima goccia"

Emanuele Trevi

Giovedì, 18 Aprile 2013 08:45

Cubisti, cubismo

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La mostra "Cubisti Cubismo" è visitabile fino al 23 giugno al complesso del Vittoriano di Roma.
La curatrice Charlotte N. Eyerman, storica dell'arte e direttore di F.R.A.M.E. (French Regional and American Museum Exchange), in collaborazione con Simonetta Lux, docente di Storia dell’arte contemporanea all'Università “Sapienza" di Roma, ha organizzato gli spazi in sezioni tematiche presentando al pubblico anche gli artisti meno noti. Oltre agli universalmente conosciuti Pablo Picasso, Juan Gris, Georges Braque e Fernand Léger non mancano opere di Albert Gleizes, Marsden Hartley, Diego Rivera, Natalia Goncharova, Gino Severini e Ardengo Soffici per oltre duecento opere.

L’esposizione vanta la collaborazione di musei di enorme prestigio quali la Tate, il Victoria and Albert Museum e la Courtauld Gallery di Londra, lo State Pushkin Museum of Fine Arts di Mosca, The State Hermitage Museum di San Pietroburgo, la National Gallery of Art di Washington e la Solomon R. Guggenheim Museum and Foundation di New York, il Philadelphia Museum of Art di Philadelphia, la Fundación Colección Thyssen-Bornemisza di Madrid. Sono esposte anche opere appartenenti a gallerie e collezioni private.
Oltre alla sezione dedicata all'arte visiva tout court è possibile visitare quelle su letteratura, musica, teatro, cinema, architettura, moda e arti applicate. L'organizzazione spaziale non fa altro che evidenziare come il linguaggio cubista sia stato declinato nei diversi settori artistici e non stupisce, pertanto, trovare testimonianze di rapporti epistolari tra scrittori, pittori, poeti, sceneggiatori; testi di Cendrars, Gertrude Stein, Guillaume Apollinaire accompagnati da litografie, disegni e incisioni di Picasso, Léger, Braque; fotografie, progetti e schizzi di edifici o arredamenti; i bozzetti dei costumi di scena disegnati da Sonia Delaunay; piatti, oggetti d’arredo e di design che testimoniano in che modo le arti applicate abbiano accolto la scomposizione formale proposta dal cubismo liberando l'oggetto d'uso quotidiano dalla banalità della produzione seriale industriale. Le composizioni di Stravinskij e Schönberg accompagnano la visita.
Il cubismo non può essere considerato un movimento unitario, non ha un fondatore né un manifesto. Tuttavia è impossibile non considerarlo uno dei fenomeni artistici più importanti e significativi della prima metà del Novecento rappresentando "la prima ricerca analitica sulla struttura funzionale dell'opera" dopo la trasformazione della "struttura dell'arte da rappresentativa a funzionale"1. Varie correnti, infatti, dal 1910 alla seconda guerra mondiale tendono a interrogarsi e a cercare di definire le relazioni tra funzionamento interno e funzionamento sociale dell'arte. In un momento storico in cui l'artigiano ha definitivamente perso autonomia sarà l'artista, in quanto depositario ultimo dello spirito creativo, a meditare su quale modello di lavoro sia ormai possibile e quale possa essere il suo ruolo nella società.
Il termine “cubismo" fu coniato da Henri Matisse che nel 1908 era membro della giuria del Salon d'Automne e aveva rifiutato cinque dei sette quadri inviati da Georges Braque. Louis Vauxcelles, sempre a proposito dei dipinti di Georges Braque, parlò nello stesso anno di pittura a “piccoli cubi” in un articolo sulla rivista Gil Blas.
Durante la fase iniziale del cubismo (1908-1914) lo scopo del lavoro di Picasso e Braque, veri e propri pionieri di questo innovativo linguaggio, è quello di creare un oggetto che rappresenti unicamente se stesso e davanti al quale non risulti più necessario chiedersi cosa rappresenti bensì come funzioni. Il cubismo non tarderà a diffondersi in Europa, Russia, America e Messico fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale che segnerà un'inevitabile battuta d'arresto.

 

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1) Giulio Carlo Argan, L'arte moderna 1770-1970, Nuova edizione Sansoni, 2002, Milano, pag. 154.

 

 

 

Cubisti Cubismo
Complesso del Vittoriano (Fori Imperiali)

Roma, dall'8 marzo al 23 giugno

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