“Tutti noi riusciamo a vivere solo perché, a un certo punto, ci rifugiamo in una menzogna, una qualsiasi. Lui invece non si è mai rifugiato in un asilo che potesse proteggerlo: è assolutamente incapace di mentire, come è incapace di ubriacarsi. Franz è senza il minimo rifugio, senza un ricovero, perciò è esposto a tutte le cose dalle quali noi siamo al riparo. È un individuo nudo tra individui vestiti”.

Milena su Franz Kafka

Martedì, 01 Agosto 2017 00:00

"The Shower": Tadashi Kawamata a Made in Cloister

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È possibile immaginare un campo di energia, un turbinio invisibile che ci avvolga come un fluido, che si avverta nell’aria pur senza poterlo toccare. The Shower è una cascata materica che scorre intorno a noi, che si salda al pavimento del chiostro di Santa Caterina a Formiello pur restando in sospensione all’interno dello stesso. È un gentile uragano di oggetti tangibili eppure senza peso, che aleggiano ad alcuni metri di distanza intorno a noi, ed insieme sulle nostre teste, attraverso una morbida tensione che traduce la rete di quattromila cassette di legno, gli usuali contenitori del mercato ortofrutticolo, in una visionaria e malleabile capanna, bloccata nell’istante del perfetto movimento.

In tal modo un artista “costruttore” come Tadashi Kawamata reinterpreta l’essenza e l’essenziale del luogo, svolgendo un intervento site-specific che qui, all’interno del chiostro ed ex opificio borbonico, restaurato, riprogrammato e gestito dalla fondazione Made in Cloister, appare incentrato sulla congiunzione fra la materialità di un oggetto semplice, se vogliamo iconico, e la leggerezza di una struttura che sembra distaccarsi dal terreno grazie ad un’improvvisa falla nella forza di gravità, ed al vento. Lo spazio sottostante l’irregolare volta legnosa si illumina della luce filtrata attraverso gli interstizi fra le migliaia di identici elementi, annientando ogni traccia della più grezza struttura di sostegno esterna, che qui si dissolve in favore di un effetto dinamico ed inafferrabile, confermato dalle parole del suo ideatore, il quale dichiara di essersi sentito ispirato dai leggiadri affreschi del chiostro, dalla loro delicatezza e dai loro colori tenui.
Una chiara rete di corda è ciò a cui la marea di scatole si aggrappa, ed è testimonianza della schietta progettazione artigianale dell’istallazione, realizzata insieme a maestri locali ed ai giovani del quartiere, chiamati a collaborare dall’associazione Officine Gomitoli. L’obbiettivo di rigenerazione urbana, di riqualificazione di un’area che è un cuore pulsante di storia e vita nel mezzo della città, un cuore spesso trascurato e ferito, è la forza motrice di Made in Cloister. Si tratta di uno scopo di valorizzazione dell’umano che si risolve nell’arte e nella cultura, in linea con l’interesse dell’artista giapponese, il quale mette il luce il legame fra sapienza artigiana e genuino lavoro giornaliero, come quello del mercato, parte integrante del patrimonio partenopeo, omaggiando questi luoghi nel loro complesso intreccio fra estro artistico e concretezza dell’attività quotidiana. Ora l’esposizione, la cui chiusura era prevista per il 5 agosto, è stata prorogata fino al 31 ottobre, dando modo a cittadini e turisti di poter visitare ancora The Shower a partire dal rientro dalla pausa estiva, il 5 settembre.
Una scelta appropriata, che regala più tempo a chiunque sia interessato a godere di una suggestiva esperienza, a pochi passi da tanti monumenti e luoghi di grande pregio, dal Museo Madre al Duomo, dalla splendida San Giovanni a Carbonara alla stessa Santa Caterina a Formiello. Una giusta posticipazione che ripara in parte anche al disagio dovuto all’operazione di parziale sequestro degli spazi del Chiostro, a causa di un’indagine aperta dalla Procura, che starebbe valutando l’effettiva correttezza del restauro. Il tutto, sembrerebbe, in perfetta collaborazione con il team della fondazione, il quale fa sapere della propria fiducia nel lavoro delle istituzioni e della massima disponibilità nel fornire tutti i documenti necessari a dimostrare la regolarità delle pratiche svolte, oltre che, chiaramente, della volontà di perseguire nel suo progetto di riqualificazione della zona di Porta Capuana.  
In attesa che la situazione si risolva presto permettendo la fruizione totale dell’opera, la quale è momentaneamente interdetta nella parte del cortile centrale, si ha comunque modo di godere della vista di quest’ultima e di attingere alle proprie sensazioni visive ed estetiche. Il sequestro si inserisce quasi come intervento nell’intervento, un “happening” che potrebbe persino essere stato studiato a tavolino se non fosse per la drammaticità, anche se certamente non irreversibile, dell’atto giudiziario. Per ironia della sorte, secondo alcuni la presenza dei sigilli si sposerebbe addirittura bene con la creazione dell’artista nipponico.
Il fatto è che al di là di politiche, di lamentele ed opinioni personali, al di là anche della stessa fondazione che ha voluto fortemente Kawamata a Napoli, resta The Shower, resta il fatto che ora una monumentale espressione artistica, la quale ha coinvolto materialmente anche i ragazzi del posto, è lì in quel chiostro, esposta a giudizi critici più o meno positivi o negativi, fatta per entusiasmare o per contrariare, lasciare il segno o mancare di incisività, a seconda dello sguardo di cui è investita. Ma in ogni caso essa è lì, pronta ad entrare in contatto con noi, se lo vogliamo, “escogitata” da un artista il quale ha creduto in un progetto, lasciandosi motivare dai sentimenti edificanti e gloriosi che la città e in particolare il difficile, ma mai impossibile, quartiere di Porta Capuana, sono stati in grado di comunicargli.

 







The Shower
Tadashi Kawamata
a cura di Demetrio Paparoni
Made in Cloister, Chiostro di Santa Caterina a Formiello
Napoli, dal 14 maggio al 5 agosto 2017 – prorogata fino al 31 ottobre (pausa estiva dal 29 luglio al 5 settembre)

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