“Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c'è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato”

Haruki Murakami

Daniele Magliuolo

Il 'Flying Circus' sotto esame

I lettori de “Il Pickwick” protestano:

“Dopo i doverosi complimenti per la gestione del sito e per gli ottimi contributi dei collaboratori tutti, vogliamo rivolgere un pensiero di disapprovazione contro la serie di raccontini denominata ‘Flying Circus’. Queste pseudostorie sono completamente sfilacciate, non hanno un filo conduttore ben preciso e risultano essere semplicemente un’accozzaglia di sciocchezze o, nel migliore dei casi, gag mal riuscite. Dove sono i classici ‘Punch Line’ che chiudono lo sketch??? Che senso ha poi questo fantomatico “flusso di coscienza” che interrompe continuamente lo svolgersi del già confuso racconto? Ma soprattutto, a che pro utilizzare questa forma, detta erroneamente, “metanarrativa”?

A nostro avviso tale linguaggio surrealista tende semplicemente a creare ulteriore confusione nel lettore. Spero che la redazione prenda seri provvedimenti contro questo scempio. Grazie.”

 

MAGLIUOLO, HAI LETTO???

(la Redazione)

Martyrs o del Male

Una bambina seminuda e col volto tumefatto corre disperatamente in strada e terrorizzata urla a squarciagola. Uno pseudo documentario della durata dei titoli di testa ci informa che la bambina, di nome Lucie, è stata recuperata ed accolta in un orfanotrofio dove ha fatto amicizia con una sua coetanea, l’amorevole Anna. La piccola Lucie, specificano gli autori del documentario, era tenuta prigioniera in una casa abbandonata, e lì, legata ad una sedia, era stata vittima di torture fisiche e psichiche. Queste le prime sequenze del film Martyrs, pellicola del 2008, opera del regista francese Pascal Laugier e presentato al festival di Cannes quello stesso anno con accoglienze contrastanti. Inizialmente in patria era stato anche vietato ai minori di 18 anni (cosa che in Francia non accadeva da vent’anni), poi il divieto si è abbassato a 16. Il film è appartenente a quel nuovo filone di cinema d’oltralpe denominato horror nouvelle vague. A nostro avviso è estremamente riduttivo etichettare un’opera del genere.

L'omicidio serale

Quest’uomo sta per morire. Trattasi di Michael Vogel, un italo-americano di chiare origini danesi. In tenera età era stato adottato da una famiglia greca dell’alta borghesia ebraica, poi fedele alle tradizioni del suo popolo aveva deciso di mollare lo studio della Torah per dedicarsi ampiamente alla trattazione della sua opera maggiore: Cuba libera. Certo, in famiglia non tutti presero bene la scelta di Vogel di trattare tale argomento a discapito di una accurata trattazione dell’ultima rivoluzione messicana fallita (è bene puntualizzare che nella sua famiglia erano tutti messicani). Ciò non toglie che Vogel si concedesse il lusso, qualche anno dopo, di provare a riscrivere l’inno nazionale filippino. Aveva scoperto infatti che il suo vero padre era nigeriano, mentre sua madre era irachena (ecco il perché dei suoi capelli rossi). Doveva dunque fare qualcosa per le Filippine.

Il circo volante

Nel 1954 Kenji Mizoguchi realizza il suo capolavoro. Stiamo parlando di Chikamatsu Monogatari, distribuito in Italia con il titolo di Gli amanti crocifissi. Nel XVII secolo, infatti, il Giappone tradizionale puniva l’adulterio con la crocifissione. Oltre all’intreccio narrativo, che vedremo a breve, questo scritto si prefigge il compito di sottolineare e trattare alcuni punti fondamentali. Stiamo parlando del resto di uno dei più grandi capolavori della storia del cinema, premiato a Cannes nel ’55 e primo in molte classifiche cinematografiche come miglior film di tutti i tempi. Oltre alla feroce critica delle convenzioni sociali, simboleggiate dalla cultura nipponica tradizionale, il film evidenzia l’importanza della poetica della narrazione, chiaro riferimento alla questione formale che diventa contenutistica nel momento in cui la relazione tra “dialettica  della trasgressione” e “desoggettivizzazione del soggetto” si traduce nell’annichilimento simboleggiato dall’atto estremo del Seppuku.

 

SOSPENDI

(la Redazione)

 

August Underground o di violenza e (anti)cinema

Nel 2001 Fred Vogel, giovane regista americano di cinema indipendente, dà il via ad una serie di pellicole dal contenuto controverso e sospetto (durante un festival in Canada fu addirittura arrestato, salvo poi essere scarcerato quando le autorità appurarono che quel che era rappresentato in pellicola era finto) dal titolo di August Underground. Per dare un’idea di cosa stiamo parlando dobbiamo fare un bel passo indietro, quando negli anni ‘70 tutto un movimento cinematografico rompe con i canoni classici del cinema horror per sviluppare la paura intorno a figure categoriali appartenenti al mondo quotidiano del reale.

Kynodontas o della tirannia

Un bambino è pronto a lasciare la casa dei genitori quando il suo canino cade, destro o sinistro è indifferente. In quel momento il corpo è pronto ad affrontare tutti i pericoli. Per lasciare la casa in tutta sicurezza si deve utilizzare l’auto, ma si può imparare a guidare solo quando il canino caduto ricresce. L’educazione, durante tutto il periodo adolescenziale che porta alla perdita del canino, è fondamentale. Il fanciullo deve essere seguito dai genitori costantemente, favorendone l’apprendimento attraverso il significato dei più semplici vocaboli come ad esempio, “fica”: lampada dalle grosse dimensioni, “escursione”: materia estremamente resistente, “mare”: sedia in pelle con braccioli di legno, “autostrada”: vento molto forte. Bisogna poi fare grande attenzione ai pericoli esterni che hanno la possibilità di entrare in casa. Uno su tutti, il gatto. Trattasi del più feroce animale che l’uomo conosca. È innocuo invece un aeroplano che vola nel cielo e può cadere nel proprio giardino diventando un premio per il primo della famiglia che riesce a prenderlo.

Lo studente di Praga o dell'Io

Praga, 1820. Balduin è uno studente innamorato di una facoltosa contessa e da lei ricambiato. La sua umile condizione non gli permette però di frequentarla assiduamente e dichiaratamente come vorrebbe. Dopo aver fatto la conoscenza del mefistofelico signor Scapinelli questi gli propone un patto: 100.000 monete d’oro in cambio di una qualsiasi cosa presente nel suo modesto appartamento. Il giovane Balduin lo invita a casa, firma il contratto e il vecchio Scapinelli si impossessa della sua immagine riflessa nello specchio.

All'ora del the

“Se avessi scritto il mio romanzo in terza persona, anziché in prima, sarei stato molto più bonario con il protagonista della mia storia. Il fatto è che quando scrivi in prima persona senti di più la flagellazione interiore del tuo personaggio e diventi più cattivo e moralista verso i suoi, che poi sono i tuoi, stati d’animo. Invece in terza persona rimani più distaccato. Racconti gli eventi in maniera fredda e disinvolta senza restare intrappolato dai pensieri del tuo eroe di carta”.

“Ma di che cazzo stai parlando?”

 

Toro scatenato o dell'uomo

Pochi film hanno la capacità di concentrare in una singola scena, solitamente detta “scena madre”, il loro senso più intimo e profondo. Uno di questi è sicuramenteToro scatenato, film diretto da Martin Scorsese nel 1980 e basato sull’autobiografia del grande peso medio italo-americano Jake La Motta. E pensare che il film deve la sua nascita al sorprendente successo di un altro grande film sul pugilato, Rocky, scritto ed interpretato nel 1976 da Sylvester Stallone, nascente stella del panorama hollywoodiano. Senza l’enorme impatto mediatico del fenomeno Rocky Balboa l’opera di Scorsese non sarebbe mai stata prodotta. I parallelismi tra il film di Scorsese e Rocky sono, tra l’altro, interessanti ai fini della nostra trattazione. Entrambi i personaggi sono figure del basso proletariato, di quelle che si arrabattano, oltre che per un tozzo di pane, per conquistare un briciolo di dignità che consenta loro di poter camminare a testa alta e prendersi una rivincita verso la società che li ha emarginati. Entrambi saranno protagonisti di un sacrificio fisico che ha tutti i connotati del martirio, usando, tra l’altro, quella che è la simbologia cristiana della sofferenza.

Evening Tg del Lunedì

Lunedì sera, ore 20. Va in onda, come di consueto, il telegiornale curato dallo stimato giornalista inglese Michael Palin.

“Good evening. The Prime Minister, John Cleese …”

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