“Perché per spiegare il prologo del Decameron, che è una questione di peste, morte, fuga, avete bisogno di di dieci pagine sulla civiltà comunale del Trecento, altre dieci sulla mimesi e la diegesi in Boccaccio, e magari altre dieci ancora per prendere in esame le opinioni di tutti quelli che vi hanno preceduto? Siete matti? Non lo vedete in televisione che fine sta facendo l'arte? Gli Uffizi devastati? Le case della mafia dentro i templi di Agrigento? Il ponte di Monstar distrutto a cannonate? Questo succede quando i popoli perdono coscienza che un romanzo o un quadro li riguardano, in quanto individui e in quanto parte di una comunità”

Emanuele Trevi

Martedì, 19 Luglio 2016 00:00

Agonia di disperazioni fuggiasche

Pubblicato in Teatro
Martedì, 08 Settembre 2015 00:00

Prolàb e la necessità sussistente

Pubblicato in Teatro
Mercoledì, 22 Ottobre 2014 00:00

Una poesia

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Mercoledì, 04 Giugno 2014 00:00

La fin Della Fiera

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Sabato, 05 Ottobre 2013 06:31

Mine vaganti

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Lunedì, 27 Maggio 2013 02:00

La magica semplicità del talento

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Lunedì, 13 Maggio 2013 06:48

Nell'era del "trash"

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Domenica, 28 Aprile 2013 07:59

Saffo, canzoni e nazisti

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Lunedì, 15 Aprile 2013 07:17

La scatola e il possesso

Pubblicato in Aprile 2013
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