“Sai che significa esser bruciati / e senza un filo, un'ombra di sorriso? / Sai che significa implorare la gioia, / perché ritorni come un tempo sul tuo viso? / Un mare di fiori gettato su un guitto / non può colmare il suo vuoto orrendo. / Un attore senza voce è un lazzaro / e rotea come una girella nel vento. / Ma egli si ostina a non voler morire / e con desiderio aspetta l'alba / sterminata, gelida, ventosa, / perché è bella la vita, e misteriosa, / e così labile”

Angelo Maria Ripellino

Venerdì, 11 Gennaio 2013 10:55

All'ora del the

Scritto da 

“Se avessi scritto il mio romanzo in terza persona, anziché in prima, sarei stato molto più bonario con il protagonista della mia storia. Il fatto è che quando scrivi in prima persona senti di più la flagellazione interiore del tuo personaggio e diventi più cattivo e moralista verso i suoi, che poi sono i tuoi, stati d’animo. Invece in terza persona rimani più distaccato. Racconti gli eventi in maniera fredda e disinvolta senza restare intrappolato dai pensieri del tuo eroe di carta”.

“Ma di che cazzo stai parlando?”

 

 

FLUSSO DI COSCIENZA

 

CHE – COSA – FAI – PER – ESSERE – SEGUITO ?

Avevi vinto? Cioè, insomma, avevi trovato il corrispettivo numerico transustanziato in logos?

Numerologia – logos – estrazioni del lotto – BINGO

Ma hai capito di che sto parlando?

Telegiornale – storia – metastoria – storia della metastoria e metastoria della storia

Numero Jolly 37

Sai contare fino a trentasette?

 

 

“Lascia perdere, non puoi capire i dolori di un giovane scrittore” sbotta Terry.

“Ti avevo solo chiesto compagnia per un the, e invece mi stai facendo un monologo incomprensibile” risponde Michael seccato. Intanto un cameriere gli si avvicina chiedendo: “Avete già ordinato?”

“No” risponde Michael e aggiunge: “ma mi levi una curiosità, il martedì pomeriggio, facciamo alle 5, c’è sempre tanta gente come oggi?”

“Tanta quanta?”

“Quanto tanta” ribatte prontamente Terry inserendosi nel discorso.

“Non so, dovrei contarle. Dunque vediamo, c’è la signora Jones, il reverendo Bishop, Mr Creosote, sir Chapman, due studenti della Sorbona, precisamente Tommaso ed Erasmo, poi c’è Graham il garzone del macellaio, il nostro pianista Eric, un piano, un leggio, diversi bicchieri, sedie e tavolini, poi c’è un bancone, delle bottiglie, tazze e tazzine, una cassa, una cassa da morto, un morto, nello scantinato c’è un morto, giù c’è uno scantinato, tornando su c’è il menù, roba da mangiare, forchette, cucchiai, cucchiaini e il papa”.

“CI riferivamo solo alle persone” ribatte Terry.

“Il papa?” domanda Michael sbigottito.

“Sì. Il papa. È in visita di piacere, ma i più maliziosi vociferano sia qui per fare dell’elemosina a quei monelli dei quartieri poveri dello Yorkshire”.

“Oh buon Dio!” esclama Michael aggiungendo: “E i media lo sanno che è qui non per divertirsi, ma per carità cristiana?”

Terry, poco interessato a questioni teologiche, interrompe il suo amico formulando una nuova domanda al cameriere: “Scusi la mia indiscrezione, sono uno scrittore e mi piacerebbe sapere di cosa disquisiscono i due studenti della Sorbona”.

Il cameriere, gentile, risponde: “Beh, sono passato prima, in tutta franchezza le dico che hanno ordinato due cappuccini. Mi è sembrato di capire che uno dicesse all’altro qualcosa riguardo alle 5 vie. Credo si siano persi, non sono di queste parti e forse avrebbero bisogno di uno stradario. L’altro comunque ribatteva che le 5 vie non servono perché il motore di tutto è uno solo, ‘la follia’”.

“Ma certo” ribatte Terry entusiasta: “perché non ci ho pensato prima. LA FOLLIA. Ehm… cameriere presto, mi dia carta e penna. Devo immediatamente buttare giù qualcosa. Sento l’ispirazione che cresce dentro di me e sale, sale, SALE COME UN VULCANO. Intanto può indicarmi urgentemente un bagno, per favore?”.

“Certo, prima porta a destra. Se vuole buttare giù qualcosa, stia attento allo specchio, il proprietario è superstizioso. Lei mi capisce, vero? Ha fatto venire anche il papa …”

Terry si alza, il cameriere si allontana per cercare foglio e penna e Michael rimane solo al tavolo a guardarsi intorno e a mezza bocca si chiede: “Alla fine non ho capito, quante persone ha detto che ci sono qui oggi?”

Intanto il pianista Eric intrattiene i clienti con un’allegra melodia cantata:

 

Quant’è bello avere un pene

Quant’è bello avere un cazzo

È fantastica l’erezione

È divino il pisellone

Dal più piccolo pistolino

 al più grande manicone

Tre urrà per il tuo bastone

 o come chiamarlo vorrai

Urrà per il tuo serpentone

Il tuo batacchio o di tua moglie l’amicone

Puoi avvolgerlo con nastri

Infilarlo nel calzino

Ma se in pubblico lo mostrerai

 in tribunale di certo finirai

 e mai più uscir potrai.

 

“Grazie mille, signori” dice Eric al suo pubblico che all’unisono lo applaude e si spreca in entusiastici commenti. “Meravigliosa” - “Molto arguta” – “Sagace” – “Semplicemente deliziosa”. Quest’ultimo commento forse è del papa. Tommaso ed Erasmo prendono spunto dall’interessante testo della canzone per dibattere accuratamente ed accoratamente di qualcosa riguardo al movimento e corruzione dei corpi, o roba del genere. Solo Michael, invece, sembra essersi alquanto disinteressato della notevole performance del piano-bar. Se ne sta lì seduto allungando il collo e puntando il ditino sugli altri cercando inutilmente di contarli. Ogni volta che finisce, infatti, ne entra uno nuovo e ricomincia da capo. Poi, finalmente Terry torna dal bagno e vedendo gli applausi e i sorrisi degli altri presenti chiede all’amico: “Mi sono perso qualcosa?” e Michael risponde: “Personalmente, niente di che. Solite cazzate”.

 

 

FLUSSO DI COSCIENZA

 

Logos – numerologia – Terry e Michael –  Erasmo – Tommaso – IL PAPA –

FLAGELLAZIONE – logos – L’elogio delle 5 vie

Le 4 cause – HO BISOGNO DI UNO STRADARIO – una cartina – filtrini – tabacco

FLAGELLAZIONE FLAGELLAZIONE –Non ti aspettavi l’inquisizione spagnola HAHAHAHA

… e che diamine, trentasette era facile, non era mica 1778, o peggio ancora 754,12

Non ti ho chiesto il logaritmo in base 10 di x

Guarda che queste cose ti serviranno, lo dico per te. Poi col tempo rimpiangerai di non esserti impegnato.

IL RAGAZZO E’ INTELLIGENTE, MA NON SI APPLICA!

Su tutto questo sta per incombere un piede puzzolente.

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