“Che diamine, se sapessi chi è Godot non credete che l'avrei detto nell'opera?”

Samuel Beckett (ai critici)

Lilly Silvano

Relativamente jazz

Gremisce pochi attimi prima dell’inizio del concerto la Cavea dell’Auditorium. Herbie Hancock e Wayne Shorter suscitano attesa spasmodica, mentre il tramonto corrusco volge verso il buio di una sera romana non mitigata dal ponentino. Ma all’apparire delle due icone del jazz la temperatura esterna diventa un dettaglio da cui ci si distrae facilmente. L’ampio palco li accoglie al centro, piano e sassofono attendono di vibrare e, davanti ai loro, attende di vibrare un pubblico devoto di appassionati.

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