“La sofferenza, il dolore sono l’inevitabile dovere di una coscienza generosa e d’un cuore profondo. Gli uomini veramente grandi, credo, debbono provare su questa terra una grande tristezza”

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Marcello Sacco

Il desiderio di essere come Piccolo

Mentre Einaudi manda in libreria Momenti di trascurabile infelicità, che si presenta come il rovescio speculare del precedente Momenti di trascurabile felicità, segnalerei la ristampa einaudiana di un altro libro di Francesco Piccolo, pubblicato anni fa per Laterza: L’Italia spensierata. Questo titolo non fa richiami palesi a Il desiderio di essere come tutti, che a Piccolo è valso lo Strega e una maggiore notorietà, ma i due testi mi sembrano strettamente collegati. Pare quasi che uno faccia da manifesto programmatico dell’altro, però non specificherei chi sia davvero il manifesto di cosa perché, a rigore cronologico, il titolo più vecchio dovrebbe essere il manifesto del più recente, ma si dà il caso che Il desiderio di essere come tutti sia più astratto, teorico, anche più ambizioso, mentre il vecchio (ristampato) è un lavoro di ambito volutamente circoscritto, realizzato sul campo, da antropologo del “qui” e “ora”.

Dans la ville noire

Il regista svizzero Alain Tanner, nel 1983, girò un film divenuto poi di culto fra cinefili e amanti di Lisbona in genere. Si intitolava Dans la ville blanche, perché è così che nordici e mitteleuropei vedono le nostre città inondate di sole: bianche.

Considera l'aragostina: Eugenio Montale a Lisbona

Nel giugno del 1954 Eugenio Montale è a Lisbona per una conferenza sulla letteratura italiana contemporanea. Questo viaggio gli offrirà lo spunto per due testi in prosa e una poesia. Le brevi prose (Portogallo e L’incantevole ora dell’aperitivo all’ombra dell’Avenida a Lisbona) hanno avuto un diverso iter editoriale e sono oggi raccolte nel Meridiano a cura di Marco Forti, Prose e racconti; la poesia, senza titolo (nota con il primo verso: Dopo lunghe ricerche...), si può leggere in Satura (1962-1970). Rimando a questo bell’articolo di Giulia Falistocco per inquadrare queste (e altre) prose di viaggio montaliane all’interno dell’evoluzione poetica dell’autore.
“Evoluzione”, certo, è una parola equivoca; la meno adatta a un poeta che, proprio in Satura, aveva scritto:

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