“La vita costringe l’uomo a molte azioni spontanee”

Stanisław Jerzy Lec

Giovedì, 30 Luglio 2020 00:00

Cross Festival, ovvero lavorare con lentezza

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Siamo tornati a vedere spettacoli e a frequentare i festival. A teatro, in una piazza o su un sentiero di montagna abbiamo riconquistato la possibilità di vedere uno spettacolo. È cambiato qualcosa da prima? Guardiamo le cose con gli stessi occhi? C’è chi ha iniziato subito alla mezzanotte del 15 giugno e chi ci ha messo del tempo per trovare le circostanze giuste, quelle che rendessero necessaria e significante la visione. Dopo qualche riflessione ho deciso di tornare a teatro a partire dalla mia terra d'origine, il Lago Maggiore, per unire l’osservazione a una geografia di emozioni e sentimenti. Sono partito da Verbania, la città della mia giovinezza, con Cross Festival, una realtà recente nata nel 2013 dal lavoro e dalle idee di Antonella Cirigliano.

La sponda piemontese del Lago Maggiore è un territorio difficile, quasi ostico, abitato da gente generosa ma riservata, rivolta più all’accoglienza del forestiero che a costruire eventi e momenti per sé. Eppure questo territorio è stato attraversato da momenti e personaggi di grande cultura: la comunità di Monte Verità, che sopravvive nel dialetto nel termine Balabiüt, il balla nudo, a indicare uno stravagante, un po’ fuori di testa; la Repubblica dell'Ossola, momento altissimo della vita civile, democratica e partigiana da cui origina molta della nostra Costituzione, e poi Clemente Rebora, Gianni Rodari, Piero Chiara, Antonio Rosmini, etc. Oggi questo territorio di grande storia risulta un poco abbandonato, desertificato culturalmente. Certo ci sono grandi eventi come le Settimane Musicali di Stresa, o Tones on the Stones, calati dall’alto e frequentati più da autorità, turisti e villeggianti che da abitanti del luogo; e c’è il Il Maggiore, teatro di nuovissima e avveniristica costruzione, ma sovradimensionato per la città che lo ospita, priva com’è di realtà teatrali e coreutiche autoctone che possano usarlo, luogo teatrale abnorme non centro di produzione né di residenza creativa ancora alla ricerca di una sua identità e utilità.
In questo contesto Antonella Cirigliano ha il merito di aver creato Cross Festival cercando di non importare un alieno in un territorio che lo avrebbe rigettato o sopportato con sufficienza e distacco, ma provando, con la pazienza di un agricoltore, a effettuare un innesto che generasse frutto. E l’ibrido ha messo radici, certo ancora fragili e da proteggere, soprattutto in questo anno strano. Il frutto di questa ancor giovane pianta è quel pubblico spesso mancante o artificiale costituito da soli addetti ai lavori di molti festival italiani, un pubblico, crescente nonostante il distanziamento, curioso, nostrano.
La chiave di volta di questo processo, non è tanto negli spettacoli offerti, quanto piuttosto nella scelta di ospitare processi artistici pronti a legarsi e a collaborare con gli abitanti di questo difficile ma magnifico territorio. Progetti site specific (quest’anno ben quindici tra luglio e settembre), creati in loco, con le residenze e le frequentazioni. Magnifico Ho(me)_project di Giselda Ranieri, dove un intero condominio danza e rivela il suo genius loci, già presente la scorsa edizione e quest’anno ritornato in forma diversa, itinerante, e un poco malinconica nel ricordo di chi non abita più; più ingenuo quello di Tommaso Franchin e Andrea Dellai di ExvUoto Teatro, passeggiata emozionale ed emozionante a Cavandone, piccola frazione montana di Verbania, teatro di fatti luttuosi, ameni ritiri, incontri impensati, viaggi immaginari. Si inizia dalla piazza dove avvenne la cattura del partigiano adolescente Beniamino, tradito dal padre fascista, torturato e poi ucciso contro il muro del cimitero dove ancora vi sono i fori delle pallottole; si prosegue fino alla chiesa con il suo tasso millenario per giungere al pozzo dove una giovane donna si suicidò per amore. Si prosegue a tappe, tra incontri e racconti, tra scoperte e riscoperte, mappando il territorio con i racconti dei suoi abitanti passati e futuri, incontrandone alcuni, attraversando le loro case, rinfrescandone la memoria.
Altro progetto da ricordare LANDing Verbania di Francesca Foscarini e Cosimo Lopalco, nella meravigliosa Villa Giulia, sul bordo del lago, dove si esplorano le “derive” nel senso di Guy Debord, quel riabilitare i luoghi che attraversiamo in maniera abitudinaria, disattenta e passiva, una pratica tesa all’incontro di luoghi e persone nel recupero di un’attenzione sempre più smarrita.
Cross Festival è dunque un evento votato all’incontro di arti, linguaggi, persone e che ha intrapreso una strada da approfondire e battere con sempre maggior convinzione: quella del site specific, di processi costruiti nel rapporto tra artista, territorio e abitanti, al fine di offrire un’esperienza unica e irripetibile atta a diventare memoria condivisa nel tempo e nello spazio. Antonella Cirigliano e tutto lo staff di Cross stanno facendo un ottimo lavoro, con lentezza, senza frenesia di raggiungere risultati eclatanti che sfumano come bolle di sapone, ma con la giusta tenacia. Un lavoro che intreccia luoghi, persone, racconti e la necessità di ritrovarsi come comunità, soprattutto oggi, in questo strano tempo, in cui tutto sembra messo in discussione e dove tutti fanno finta di niente.





Cross Festival
Verbania, dal 9 luglio al 26 settembre
un progetto di LIS Lab Performing Arts
direzione artistica LIS LAB Antonella Cirigliano
presidente di giuria CROSS Award Tommaso Sacchi
direzione organizzativa e relazioni esterne Annalisa Recchia
festival manager Silvia Limone
assistent curator CROSS Residence e Award Irene Pipicelli
produzione Giulio Oliviero, Letizia Paternieri
comunicazione web e social Giorgia Maretta, Germana Soldano, Silvia Limone
amministrazione Barbara Vitolo, Salvatore de FazioPromozione CROSS Award: Manuel Morisetti
curatore programmazione musicale CROSS Festival Alberto Ricca
coordinatrice progetti con l’Asia Giulia Poli
coordinatrice giuria territoriale Elena Mastretta
tecnica Fabrizio Orlandi, Pierre Gelil, Caleidoscopio
grafica Barbara Dapas
visual d.g.
fotografia Paolo Sacchi
video Lucas McCall, Stefania Carbonara
traduzioni Sara Vilardo

Mappature Emotive
progetto di e con Andrea Dellai,Tommaso Franchin
produzione ExvUoto Teatro
con il sostegno di Dedalofurioso
lingua italiano
durata 1h 30’
Cavandone/Verbania, Circolo SOMS, 11 luglio 2020
in scena 11 luglio 2020 (data unica)

LANDing in Verbania
un progetto di Francesca Foscarini, Cosimo Lopalco
coreografia Francesca Foscarini
in collaborazione con Fondazione Piemonte dal Vivo
lingua italiano
durata 40’
Pallanza (VB), Villa Giulia, 11 luglio 2020
in scena 11 luglio 2020 (data unica)

Ho(me)_project Verbania #2 / Walking Sassonia
progetto di Giselda Ranieri, Anna Serlenga, Rabii Brahim
coreografia Giselda Ranieri
regia Anna Serlenga
con Rabii Brahim, Giselda Ranieri
video Alessandro Penta
lingua italiano
durata 1h 30’
Intra/Verbania, Quartiere Sassonia, 14 luglio 2020
in scena 14 luglio 2020 (data unica)

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