“Sì, dimenticheranno. È il nostro destino, non ci si può fare nulla. Ciò che a noi sembra serio, significativo, molto importante, col passare del tempo sarà dimenticato o sembrerà irrilevante. Ed è curioso che noi oggi non possiamo assolutamente sapere che cosa domani sarà ritenuto sublime, importante e cosa meschino, ridicolo. E la nostra vita, che oggi viviamo con tanta naturalezza, apparirà col tempo strana e scomoda, priva di intelligenza, forse addirittura immorale”.

Anton Pavlovič Čechov

Lunedì, 13 Novembre 2017 00:00

Una repubblica nuova di zecca

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Con la La repubblica dei bambini (vincitore del premio Eolo Awards Migliore Novità 2012) si inaugura la trentaduesima stagione artistica Young di Le Nuvole/Casa del Contemporaneo dedicata ai più piccoli. Si tratta di uno spettacolo teatrale dai confini molto ampi, che tendono a dilatarsi fino a lambire gli ambiti della politica (in senso lato), dell'educazione civica e del 'laboratorio del pensiero' dove ogni arditezza in vitro è non solo tollerata bensì incoraggiata.

Tutto ha inizio con un'idea da dover realizzare, quest'idea risponde al nome di 'Nazione', e il territorio in cui ci muoviamo sembra essere del tutto inesplorato, non esiste infatti un ordine precostituito da dover seguire e tutte le possibilità sono potenzialmente attuabili. Le domande sono moltissime e non esistono certezze, pertanto l'unico modo per poter procedere sembra essere il gioco delle domande e delle risposte attraverso il quale tutto viene messo in discussione al fine di avvicinarsi ad una verità. È, quindi, un approccio che si avvicina alla ricerca filosofica delle origini, quando i grandi filosofi ateniesi servendosi del dialogo e degli interrogativi corrosivi facevano cadere a pezzi ogni armatura di presunta sicurezza, inoculando il virus del dubbio.
Chiara Renzi e Daniele Bonaiuti irrompono sulla scena con un progetto da realizzare in un tempo perfettamente coincidente con la durata della rappresentazione; cinquantacinque minuti durante i quali dovranno essere gettate le basi di una nuova micronazione dei bambini. Concetti come: territorio, confini, popolazione e regole, vengono introdotti con intuitiva semplicità ed ironia in modo da coinvolgere il giovane pubblico in una azione politica primordiale tesa ad edificare uno Stato ideale.
L'esperimento coinvolge dal primo momento i piccoli spettatori che, liberi da preconcetti e sovrastrutture, prendono al volo l'utopia e rilanciano con entusiasmo proposte e soluzioni. Una Nazione bellissima inizia a prendere forma e, con cartelli della segnaletica stradale, viene stilata una dichiarazione d'indipendenza in cui diritti inviolabili e divieti universali non hanno bisogno di articoli, commi ed interpreti costituzionali, infatti dei semplici disegni rendono inequivocabile il fatto che: "Nessuno ha il diritto di inquinare e sporcare il territorio; nessuno ha il diritto di essere violento con gli altri; tutti hanno il diritto di mangiare e vestirsi; tutti hanno il diritto di giocare, di essere felici, di non avere paura e di poter usare l'immaginazione...".
Ma è inevitabile che l'utopia prima o poi debba scontrarsi con la realtà e l'illusione è destinata ad infrangersi sulle asperità della politica reale, l'impatto è inevitabile, d'altra parte lo stesso Platone, con la sua Repubblica, ebbe non poche difficoltà a superare incolume le insidie che trovò al bivio utopia/realtà. La nuova Nazione deve fare delle scelte importanti, deve stabilire la forma di governo più giusta, quella che escluda la dittatura ed assicuri la felicità del suo popolo.
Inaspettatamente Chiara e Daniele dismettono gli abiti dell'umile laboriosità delle idee per indossare quelli di una Realpolitik repubblicana dei nostri tempi fatta di vuoti comizi elettorali e di promesse irrealizzabili servite su rassicuranti sorrisi. Con ironia e realismo lo spettacolo offre un eloquente scorcio della politica moderna in cui i compromessi infrangono le promesse, gli ideali scompaiono e un'ombra oscura sembra paralizzare la neonata repubblica dei bambini. Ma saranno proprio questi ultimi a reagire abbattendo la quarta parete, infatti il piccolo pubblico che non vuole rinunciare al sogno che ha contribuito a far nascere, interviene attivamente innescando una sommossa rivoluzionaria.
Mentre il tempo della nuova repubblica sta per finire ci accorgiamo che il numero dei problemi e delle domande accumulate e rimaste inevase è aumentato in misura esponenziale, i piccoli cittadini al termine dello spettacolo si renderanno conto che non ci sono formule magiche e risposte certe capaci di risolvere tutto come nelle storie a lieto fine, e forse scopriranno che la magnifica Repubblica dei bambini che avevano contribuito a fondare è solo una bella utopia. Ma d'altra parte era proprio questo l'obiettivo: divertire e giocare su cose da prendere sul serio, costruire dal piccolo ed edificare con cautela per il bene comune; e, dalla partecipazione emotiva mostrata dal pubblico durante tutta la rappresentazione, pare proprio che questa Repubblica abbia colto e lasciato il segno.

 




La repubblica dei bambini
regia Sara Bonaventura, Iacopo Braca, Claudio Cirri, Daniele Villa
con Chiara Renzi, Daniele Bonaiuti
grafica Marco Smacchia
disegno luci Emiliano Curà
produzione Teatro delle Briciole/Solares Fondazione delle arti di Parma
progetto affidato a Teatro Sotterraneo
in collaborazione con Teatro Metastasio Stabile della Toscana
lingua italiano
durata 55'
Napoli, Teatro dei Piccoli, 12 novembre 2017
in scena 12 novembre 2017 (data unica)

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