“Napoli dimenticata entro un oceano di curve diafane, di verdi e molli fianchi, sullo sfondo pennicoli audaci, come sipari sempre tremanti, dietro cui va e viene una moltitudine di anime sottratta al tempo che spense la Grecia, gli Dei, Roma: anime che sanno ancora di tutto questo, e in più di corti spagnole”

Anna Maria Ortese

Andrea Pezzè

L’albero della discordia di José de la Cuadra

Uno degli ultimi volumi pubblicati dalla casa editrice Arcoiris nella sua collana “Gli eccentrici” è I Sangurima dello scrittore ecuadoriano José de la Cuadra, tradotto da Raul Schenardi e con postfazione di Federica Arnoldi. Pubblicata dall’autore negli anni ’30 del secolo scorso, si tratta dell’occaso di una famiglia di possidenti e in particolare dell’insanabile conflitto tra il loro mondo ancestrale, latifondista e premoderno, e una società necessariamente differente, votata alla meccanicizzazione e alla burocratizzazione della vita pubblica.

Il progetto editoriale Traviesa

Giacomo Falconi è un giovane traduttore e un editore coraggioso. Ha fondato, assieme a Michela Guardigli, una casa editrice, la Wordbridge, e ha puntato sul libro digitale. Grazie alla sua creatura e alla preziosa collaborazione di Vincenzo Barca, traduttore affermato e con grande esperienza nel mondo latinoamericano (quindi anche di espressione portoghese), ha portato in Italia le antologie narrative di Traviesa (dopo una prima pubblicazione parziale a opera di Caravan edizioni).

La lunga notte di una clandestina

Sono numerose le opere letterarie che, alla fine di un lungo dipanarsi di peripezie, si mostrano nella loro essenza, un sogno. Tendiamo così tanto ad attribuire alla letteratura la densità delle nostre materie oniriche (eredità shakespeariane, calderoniane) da sospettare spesso sulla plausibilità di una narrazione. Se non ci sembra credibile, allora deve trattarsi di un sogno. Ci sono lavori di critici (ad esempio, su alcuni episodi del Don Quijote) volti a dimostrare che il tempo della storia è molto prossimo allo zero, mentre quello della narrazione è più o meno lungo. In poche parole, anche quando non ci vengono dati espliciti riferimenti al sogno, insistiamo sulla possibilità che lo sia.

I deliri positivisti di Alberto Laiseca

L’inarrestabile fucina letteraria di Arcoiris ci offre uno dei suoi gioielli più rari. Alberto Laiseca (1941-2016) è la punta di diamante del capillare lavoro di diffusione della cultura letteraria latinoamericana promosso dalla collana Gli eccentrici. Dopo Avventure di un romanziere atonale, pubblicato nel 2013, esce Uccidendo nani a bastonate, una raccolta di racconti pubblicata originariamente nel 1982. Uccidendo nani a bastonate è la chiave d’accesso per conoscere alcune ossessioni letterarie di Alberto Laiseca, tra cui non annoveriamo l’idea di iniziare un titolo con un verbo al gerundio (il titolo originale è Matando enanos a garrotazos).

La storia segreta dell’Ecuador

Il numero 27 della collana Gli Eccentrici di Arcoiris è un’opera decisamente diversa da quelle precedenti. Nonostante non si tratti dell’opera più datata della collana, possiamo considerare il romanzo di Valdano un esempio classico del romanzo moderno. In attesa del giorno ripercorre per genere e contenuti un momento fiorente, ma in apparenza esaurito, della letteratura ispanoamericana e finanche peninsulare. In attesa del giorno è, infatti, un voluminoso romanzo storico.

Alberto Chimal. Garantisce Roberto Bolaño

Il 2017 inizia con una nuova pubblicazione latinoamericana a firma “Gli Eccentrici” di Arcoiris. Si tratta della traduzione di una parte di Siete. Los mejores relatos de Alberto Chimal, del 2012, una delle opere che colloca il messicano in uno spazio narrativo latinoamericano da lui gelosamente ritagliato e consolidato.
Partiamo dall’inizio.

Ayotzinapa

L’antologia poetica 43 poeti per Ayotzinapa non compare nella collana a cui siamo abituati, vale a dire Gli eccentrici.

Tutta colpa di Borges...

Ormai è chiaro: la letteratura argentina è un sistema di segni ed esercizi di stile con una sua fisionomia e indipendenza; ha sviluppato un modo d’essere che la distingue dalle altre letterature in lingua spagnola, pur rimanendo vincolata alla tradizione linguistica. Può piacere enormemente, oppure può suscitare antipatia o addirittura avversione. A volte può sembrare scontata, altre volte sorprendere.

Di giganti, mostri, alieni e altre amenità

Luciano Lamberti è uno scrittore argentino della mia generazione. Nato a Córdoba nel 1978, è autore di quattro opere, la prima del 2008 (San Francisco Córdoba) e l’ultima del 2016 (La maestra rural). Il pappagallo che prevedeva il futuro è stato pubblicato in spagnolo nel 2012 e ha riscosso ottime critiche e un buon numero di lettori. Gran Vía lo propone in italiano nella bella traduzione di Vincenzo Barca.

Esiste un narrativa dell’orrore ispanoamericana?

L’ultima pubblicazione della casa editrice salernitana Arcoiris è Racconti ispanoamericani del terrore del XIX secolo, un’antologia eccentrica, giustamente inserita nella collana omonima. Gli autori proposti rappresentano aree culturali e nazioni latinoamericane molto diverse fra loro. Per ragioni economiche e demografiche, sono ovviamente maggiori in numero gli scrittori messicani (Alejandro Cuevas e Casimiro del Collado) e argentini (Juana Manuela Gorriti, Leopoldo Lugones, Carlos Octavio Bunge).

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