“La sofferenza, il dolore sono l’inevitabile dovere di una coscienza generosa e d’un cuore profondo. Gli uomini veramente grandi, credo, debbono provare su questa terra una grande tristezza”

Fëdor Michajlovič Dostoevskij

Mercoledì, 08 Gennaio 2014 00:00

Asta per la Ricerca

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“Voglio che ai miei disegni, alle mie incisioni, ai miei oggetti, ai miei quadri, insomma ad ognuna delle cose che hanno reso felice la mia vita, sia risparmiato lo sguardo vacuo di un passante indifferente; voglio invece che vengano sparpagliate dal martello di un banditore”.
Edmond de Goncourt, contemplando la Bellezza con la quale aveva arredato la propria casa, la destinava non alla freddezza professionale di qualche pubblica esposizione affollata bensì al tepore della contemplazione privata, familiare, intima, personale. Per questo – perché quadri e statue ed ogni altro oggetto forgiato dall’Arte potessero viaggiare dalla propria stanza alla stanza di qualcun altro – era solito immaginare un’asta immaginandone gli sguardi puntuali dei partecipanti, la silenziosa tensione, l’attesa fremente, gli sbalzi improvvisi, le mani alzate ad indicare l’offerta, il timore della sconfitta, l’ebbrezza dell’acquisto e certi sbuffi, certi sorrisi, certe piccole o grandi gioie; il tutto ritmato dal secco rumore del martelletto di legno, battuto con forza dal banditore.

È ripensando a Goncourt – ed al suo amore per quella che definiva la “più nobile forma di vendita, così tripudiante, graziosa, incantata” – che scriviamo dell’asta pubblica che – ponendo in offerta le opere di Arte per la Ricerca FiorGen che sono state in mostra presso la Fortezza da Basso (30 novembre – 8 dicembre 2013) e presso la Loggia dei Luni del Museo Archeologico di Firenze (18 dicembre 2013 – 11 gennaio 2014) – permetterà di finanziare borse di studio per la ricerca biomedica, per l’applicazione farmacologica, per la cura delle malattie degenerative e genetiche.
Accadrà l’11 gennaio, alle ore 15.00, presso il Museo Archeologico di Firenze. Accadrà perché, alla generosità degli artisti, segua la generosità di collezionisti e curiosi; perché la solidarietà generi altra solidarietà; perché la Bellezza diventi Scienza e la Scienza diventi Salute.
Accadrà grazie a Filippo Lotti, curatore della doppia mostra, e Roberto Milani, cui toccherà il compito arguto, curioso, divertito ma attento, appassionato, integerrimo di banditore.
Ed a Filippo Lotti e Roberto Milani abbiamo, perciò, rivolto alcune domande.
Che le loro risposte vi permettano – come accadeva a Goncourt – di immaginare già l’asta ovvero di immaginare “questa nobile forma di vendita”, ancor più nobile in questo caso.

Con quale criterio sono stati selezionati gli ottantuno artisti che hanno composto la mostra “Arte per la Ricerca FiorGen”?
Roberto Milani: “La selezione degli artisti e di conseguenza delle opere presenti in asta è stata effettuata da Filippo Lotti, che ha messo in atto una ricerca attenta e preziosa dall’alto della sua esperienza”.
Filippo Lotti: “Innanzitutto dobbiamo distinguere gli ottantuno artisti in due diverse sezioni: quelli da me invitati e quelli che, partecipando alla Florence Biennale 2013, hanno incontrato FiorGen e deciso di donare una loro opera.
Sono andato ad “indagare” pittori, scultori e fotografi tra i nomi più noti ed importanti nel panorama artistico toscano e non. Essendo tutti miei amici ed essendo sensibili a questo tipo di manifestazioni benefiche hanno aderito senza esitazione. Unitamente a loro ho invitato alcuni giovani “talenti” e nomi meno noti ma non per questo con doti artistiche meno rilevanti anche “attingendo” tra coloro che avevano partecipato alle precedenti edizioni di Arte per la Ricerca.
Il criterio di scelta? La qualità. Ed il giudizio è stato insindacabilmente il mio. Onori ed oneri; a fine dei giochi vedremo se le mie scelte sono state quello giuste o no.
Non dobbiamo nasconderlo, non tutte le opere sono dei capolavori ma indubbiamente sono lavori di qualità. E questo non è poco. Naturalmente il mio invito era molto più esteso ma non tutti, ahimé, hanno risposto a questa mia chiamata forse perché scettici, forse infastiditi da troppe richieste del genere ma molti, sicuramente, perché avvisati troppo tardi di questa iniziativa. Molti di loro mi hanno confessato che i tempi erano un po’ troppo stretti, infatti io sono stato incaricato solo i primi di novembre, ma che metteranno a disposizione una loro opera per la prossima edizione ed io li ho già opzionati!”.

Ci sarà una base d’asta per le singole opere?
Filippo Lotti: “Le settantaquattro opere degli artisti da me invitati partiranno tutte da una stessa base d’asta. Una cifra simbolica e irrisoria di cento euro. Le sette opere donate dagli artisti della Florence Biennale non avranno base d’asta e partiranno da offerte libere”.

Sarà possibile prenotare opere al banco?
Filippo Lotti: “Certo. L’opzione di acquisto è consentita. Chi lo ritiene opportuno potrà fare un’offerta scritta compilando l’apposito modulo che di fatto, nel caso specifico, sarà la base d’asta dell’opera in questione”.

L’intero compenso ottenuto dalla vendita delle opere sarà effettivamente offerto a FiorGen perché si tramuti in borse di studio per la Ricerca?
Roberto Milani: “Assolutamente sì”.
Filippo Lotti: “Tolta la spesa per la stampa del catalogo, tutto sarà a disposizione della Ricerca, com’è giusto che sia. Abbiamo cercato di contenere qualsiasi tipo di costi per lasciare più risorse a FiorGen”.

Come è cominciata la Sua collaborazione con FiorGen?
Roberto Milani: “Attraverso l’amico Filippo Lotti, che mi ha voluto, per condividere questa avventura”.
Filippo Lotti: “Sono stato contattato da FiorGen. Loro cercavano un curatore per questa nuova edizione della manifestazione e un amico artista, Giovanni Maranghi, ha fatto il mio nome. Mi hanno cercato e, conoscendo la manifestazione, ho accettato senza esitazione alcuna. Anzi devo dire che sono orgoglioso del fatto che si siano rivolti a me, forse grazie anche al fatto che non sono nuovo a questo tipo di eventi avendone organizzati altri insieme all’amico e collega Roberto Milani che, in questa occasione, sarà il battitore dell’asta”.

Una confessione: c’è un’opera particolarmente pregiata, o che lei ritiene tale? E c’è un’opera che – indipendentemente dal suo valore artistico oggettivo – le è particolarmente cara?
Roberto Milani: “Sono diverse le opere particolarmente pregiate presenti in questa selezione, ma per non offendere la generosità di tutti gli artisti che indistintamente hanno donato il frutto del loro lavoro, non dirò quali. Certamente ci sarà l’opportunità, per tutti, di mettere a segno qualche importante investimento. Personalmente sono legato emotivamente ad alcuni artisti, che ritengo essere assolutamente di grande spessore. Chi avrà il buon cuore di seguire l’evento scoprirà quali”.
Filippo Lotti: “Ci sono diverse opere di importante valore sia artistico che economico. Se vogliamo essere materiali e citare alcuni prezzi posso dire che diversi lavori superano i duemilacinquecento euro di valore di mercato. Molte sono le opere a me care e per diversi motivi. Voglio citarne solo una, sapendo di non far torto a nessuno degli artisti, l’opera di Ademaro Bardelli donata da Elisa Nesi. Ademaro, scomparso nel 2010, era una persona splendida ed un artista eccellente e quindi sono orgoglioso che anche lui, oggi, faccia parte di questa mostra”.

Cosa la spinge, sul piano personale, a prendere parte all’iniziativa?
Roberto Milani: “Mi ritengo una persona assolutamente fortunata e non posso non avere attenzione per chi non ha avuto la stessa sorte. Aiutare la ricerca ritengo che sia un dovere morale ed un debito nei confronti di tutti”.
Filippo Lotti: “Semplicemente perché non so tirarmi indietro di fronte alla solidarietà. E per dirla tutta, in questo come in altri casi è anche una sfida professionale”.

Qual è l’emozione di curare l’allestimento di una mostra e di farlo per beneficenza? E quale può essere – invece – l’emozione per il banditore d’asta?
Filippo Lotti: “L’approccio è sicuramente quello professionale come per altri tipi di mostre. Nel caso dobbiamo fare di necessità virtù, usare al meglio le disponibilità in nostro possesso cercando di fare il meglio possibile con le risorse che abbiamo. In questa fase della manifestazione dobbiamo pensare soltanto a montare la mostra nel migliore dei modi possibili e far sì che la lettura delle opere sia organica. Il florilegio delle tecniche usate, le diverse dimensioni e i supporti delle opere stravolgerebbero la comprensione dell’esposizione se non avessero un rigore logico.
Il nostro battitore dell’asta, Roberto Milani, è un professionista acuto e glaciale. Come un giocatore che entra in campo per giocare e vincere, dà il meglio di sé fino al novantesimo. Direi che è una “macchina da guerra” ed è un piacere starlo ad ascoltare, credetemi!”.
Roberto Milani: “Per un banditore d’asta c’è sempre l’adrenalina della “scommessa”. Avere di fronte un pubblico appassionato e coinvolto è la situazione ideale e quando lo scopo è benefico, tutto ciò normalmente accade”.

Cosa differenzia, secondo Lei, un’asta benefica da un’asta tradizionale e cosa – invece – rimane invariato?
Roberto Milani: “La consapevolezza che la propria professionalità può servire ad uno scopo ben più alto rispetto ai soliti fini commerciali. Invariato rimane l’impegno, che se è possibile in queste occasioni è ancora maggiore”.
Filippo Lotti: “Lo spirito di approccio è sicuramente diverso. Invariato è il fatto che in entrambi i casi dobbiamo spuntare i miglior prezzo possibile. La speranza è che il mio contributo possa essere utile allo scopo”.

Ha la possibilità di invitare i lettori all’asta programmata per l’undici gennaio. Cosa vorrebbe dire loro?
Roberto Milani: “La ricerca è un’assicurazione per garantire un futuro migliore a tutti noi. Non farsi coinvolgere da un evento del genere, oserei dire che è da irresponsabili. Aprite i cuori e, lasciatemelo dire, anche i portafogli!”
Filippo Lotti: “Sarò pragmatico. Volete aiutare la Ricerca? Venite e comprate opere d’arte a prezzi che non troverete da nessun altra parte, facendo dei veri e propri affari. Volete fare affari in campo artistico? Venite, così aiutate anche la Ricerca. I classici due piccioni con una fava!”

 

 

 

Catalogo delle opere:   http://www.fiorgen.net/pdf/catalogo.pdf

 

 

 

Arte per la Ricerca Fiorgen – IX Edizione. Asta pubblica
Museo Archeologico Nazionale di Firenze, 11 gennaio 2014, ore 15.00
Via della Pergola 65
Per info: 349 5862011
www.fiorgen.net

 

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